Tra paesaggi incontaminati e la natura selvaggia che racconta colori e profumi, c’è una tradizione millenaria che in Calabria, e nella provincia di Crotone, affonda le sue radici: la Transumanza, la migrazione dei greggi, lo spostamento periodico del bestiame dai pascoli primaverili-estivi in quota a quelli autunnali-invernali delle pianure più miti.

Un vero e proprio evento per la popolazione coinvolta ma anche un appuntamento annuale per tanti curiosi. Attorno a questa pratica è stato infatti creato un vero e proprio circuito di iniziative utili anche alla valorizzazione dei luoghi. E così, in tempo di transumanza, i visitatori possono lasciarsi travolgere dalla magia di questi luoghi in cui il tempo sembra davvero essersi fermato.

Da Umbriatico a Savelli passando per Melissa e Carfizzi e per gli altri paesi dell’entroterra, la transumanza diventa un’occasione per rimanere legati alle nostre origini, farle conoscere, ma soprattutto è la dimostrazione che un equilibrio tra uomo e natura è ancora possibile, così come è possibile un uso sostenibile delle risorse naturali.

LA TRANSUMANZA PATRIMONIO UNESCO

La transumanza è stata inserita nel 2019 dall’UNESCO nella Lista del Patrimonio Culturale Immateriale, che ha riconosciuto il valore della pratica sulla base di una candidatura transnazionale presentata da Italia, Austria e Grecia.

L’UNESCO ha riconosciuto due tipi di transumanza – quella orizzontale, nelle regioni pianeggianti, e quella verticale, tipica delle aree di montagna – evidenziando l’importanza culturale di una tradizione che ha modellato le relazioni tra comunità, animali ed ecosistemi, dando origine a riti, feste e pratiche sociali che costellano l’estate a l’autunno, segno ricorrente di una pratica che si ripete da secoli con la ciclicità delle stagioni in tutte le parti del mondo.