8 Marzo, anche la Polizia omaggia le eroine della pandemia

8 Marzo, anche la Polizia omaggia le eroine della pandemia

Crotone – Anche quest’anno, nonostante la pandemia da Covid-19, in occasione dell’8 marzo, giornata internazionale dedicata alla donna, la Polizia di Stato è stata presente nel centro cittadino, in Piazza della Resistenza, con il suo camper “Questo non è amore”, un’iniziativa in mezzo alla gente, per parlare con la gente ed ascoltare, ad esempio, per fornire informazioni sulle procedure per tutelare le vittime di violenza.

Alle 9,30 di questa mattina il questore di Crotone, Massimo Gambino, ha fatto omaggio alle poliziotte presenti di alcuni fasci di mimose. Mentre sempre davanti Piazza della Resistenza, su Corso Vittorio Veneto, era ancora presente il lungo striscione con i nomi delle donne vittime di violenza, realizzato dal collettivo Femin.in (leggi qui).

«Il dato maggiore è che vi è una maggiore consapevolezza nelle possibilità che gli strumenti legislativi danno  e sulla fiducia nei nostri confronti – ha dichiarato il Questore – perchè abbiamo registrato un alto numero di denunce, significa dunque che il lavoro che si sta portando avanti è eccezionale».

Il camper Questo non è amore, quest’anno, a causa delle norme legate alla pandemia, non ha potuto avvalersi del supporto delle associazioni presenti sul territorio per il camper informativo in Piazza: «La polizia di prossimità deve strare insieme alla gente  – ha aggiunto l’assistente Capo della Polizia di Stato Teresa Cacciolaper divulgare la nostra campagna di sensibilizzazione. Oggi purtroppo rispetto alle normative e alle limitazioni  non è stato possibile metterlo in atto. Oggi siamo qui in questo punto di riferimento in Piazza, e chi vuole può avvicinarsi a noi senza assembramento per ricordare che le donne non si ricordano soltanto oggi. La donna è una risorsa importante, e in periodo di pandemia è colei che ha pagato di più, in conseguenza del fatto che è il soggetto che ha perso più il lavoro, perchè ha dovuto sopperire alle mancanze di un’assistenza familiare, vedi la didattica a distanza, e l’accudimento dei figli. Purtroppo troppe donne hanno perso il lavoro come gli uomini, sia chiaro, e famiglie intere».

Danilo Ruberto