8 marzo, Romina Pioli: «Tanti traguardi raggiunti nello sport, ma bisogna ancora fare tanto»

8 marzo, Romina Pioli: «Tanti traguardi raggiunti nello sport, ma bisogna ancora fare tanto»

In occasione dell’8 marzo abbiamo deciso di dare la parola alle crotonesi impegnate in diversi ambiti. Questo il messaggio di Romina Pioli, capitano della Pallavolo Crotone.

Lo sport e la donna da sempre non hanno mai trovato assonanze e punti in comune, basta pensare ai giochi olimpici della magna Grecia dove i partecipanti erano solo maschi. D’altronde lo sport è inteso come competizione dal punto di vista fisico per cui la donna rispetto all’uomo mostra meno potenza fisica.

Le cose sono cambiate sempre in meglio quando sono entrati in scena le discipline tecniche ed ecco che le donne si sono ritagliate il loro spazio e addirittura fatto meglio dei colleghi uomini, vedi la pallavolo dove ormai è il primo sport al mondo per numero di tesserati: ben oltre 250 mila contro gli 80 mila uomini e la tendenza è sempre più in aumento grazie al fattore di successo di questo sport che non prevede io contatto fisico e la sfida oltre che fisica è prettamente tecnica.

Altra nota dolente per noi donne e la maternità la quale pur dandoci un figlio ci esclude per più di un anno dalle competizioni sportive agonistiche e per giunta senza nessuna tutela.
I traguardi raggiunti dal mondo femminile nello sport sono tanti in termini di visibilità e di ritorno economico, grazie ai risultati eccellenti di alcune donne nello sport che accende i riflettori sul mondo sportivo femminile.

Anche se penso che chi si occupa di comunicazione sulla carta stampata e sui social ha un disparità di trattamento a parità di risultato, vedi pallavolo che è il mio campo, la nazionale femminile vince una manifestazione continentale e quella maschile fa peggio ma sui giornali lo spazio non ne tiene conto.

Alcune discrepanze le vedo anche in alcune generazioni di genitori che tendono a fare fare sport al figlio maschio per diventare un campione e la figlia femmina tanto per. Basta venire alle nostre partite giovanili, se giocano gli Under 14 maschili abbiano non meno di papà e mamma e qualche zio al seguito, se gioca la femminile invece vediamo i familiari solo alle finali.

Sono comunque fiduciosa di aver dato a tante ragazzine ora cresciute una consapevolezza dei loro mezzi attraverso lo sport in questo caso la pallavolo, che ci ha insegnato a rispettare il valore del sacrificio, del non mollare mai e del pretendere sempre di più in primis da noi stesse che prima o poi anche gli altri ci riconosceranno per il nostro valore.