800 cittadini di Cutro scrivono a Mattarella: «Venga nelle nostre case, a vedere come si vive»

800 cittadini di Cutro scrivono a Mattarella: «Venga nelle nostre case, a vedere come si vive»

800 cittadini di Cutro. Così scrive Giuseppe Martino, che ha raccolto le istanze dei cittadini cutresi, con una lettera inviata al presidente Mattarella:

Illustrissimo Presidente, ci rivolgiamo a Lei che ha sempre dimostrato di saper cogliere e comprendere le inquietudini, i disagi, i drammi e le difficoltà delle persone perché un’intera cittadinanza si sente abbandonata dalla propria patria e dimostra giorno per giorno di non aver speranze per il futuro. Siamo cittadini del comune di Cutro, una città che in passato è sempre stata piena di vita sebbene tanti di noi sono dovuti emigrare per cercar lavoro.

Negli anni tanti cittadini hanno, comunque, pur facendo sacrifici lontano dalla propria terra coltivato il sogno di poter tornare e godersi il clima mite della propria città natale.
Cutro negli anni si è sviluppata anche sul mare. Un mare stupendo ed incantevole che potrebbe attrarre anche tanti turisti ma mai come quest’anno tanti di noi sono avviliti ed hanno perso ogni speranza.
Tanti cittadini residenti al nord, Reggio Emilia, Parma, Bologna se non addirittura in Germania tornando per trascorrere con i propri cari le agognate ferie hanno vissuto nella propria terra un vero e proprio incubo.

Ritornare nella propria terra spesso per noi significa non solo rivedere i propri cari, cugini, genitori, fratelli ed amici ma anche andare al cimitero per porgere un saluto a chi non c’è più. Tanta la rabbia nel vedere i due cimiteri, luoghi destinati al ricordo dei propri cari, in un stato di abbandono totale ed anche incustoditi. Tanti giorni siamo rimasti senz’acqua. Tanti giorni siamo stati invasi dalla spazzatura. La paura di sentirsi male e non trovare neppure la guardia medica per un primo soccorso. Tantissimi disservizi che pensiamo di non meritare considerando anche le difficoltà che dobbiamo affrontare per poter ritornare nella nostra Cutro.

Una città che non ha più un treno diretto per il nord e che pur trovandosi vicina all’aeroporto di S. Anna dallo stesso decollano pochissimi voli sempre strapieni in estate. Quest’anno la carenza idrica ha messo a dura prova non solo i residenti ed in modo particolare anziani e bambini ma soprattutto i turisti, tanti sono scappati via dopo esser rimasti giorni interi senza acqua! Così, amaramente e con tanta tristezza tanti cittadini stanno buttando la spugna ed hanno deciso di vender casa, quelle case costruite negli anni con tanti sacrifici.

Un’emergenza non più tollerabile per cittadini italiani, l’art. 3. della nostra bellissima costituzione sancisce che “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale”. Sempre più persone stanno decidendo di non tornare neppure per quelle poche settimane all’anno. Una vera e propria diaspora stiamo vivendo nella nostra comunità.

Tutto questo non è giusto illustrissimo Presidente perché anche noi siamo cittadini italiani. Tutto questo non è giusto soprattutto quando il nostro comune viene gestito, essendo commissariato, dallo Stato!
Questa non è la normalità in cui i cittadini italiani dovrebbero vivere. La invitiamo a venire nella nostra splendida città, Cutro, sarà ospite nelle nostre case cosI potrà constatare personalmente cosa significa stare senza acqua con un caldo a 40 gradi, senza potersi fare una doccia e addirittura non poter andare in bagno.
Con il massimo rispetto e l’amore che ci lega alla nostra Italia, chiediamo soltanto il giusto rispetto e quei diritti costituzionali che spesso ci sono negati, un cordiale saluto dai cittadini di Cutro.

 

Firmatari visibili sul gruppo facebook “Sei di Cutro se