A Crotone i giornalisti cattolici della Calabria: “Comunicare è servire la persona”

All’Immacolata la messa per San Francesco di Sales con l’arcivescovo Torriani, tra tecnologia, giustizia e dignità delle persone

A cura di Redazione
09 febbraio 2026 08:00
A Crotone i giornalisti cattolici della Calabria: “Comunicare è servire la persona” -
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Riscoprire il volto e la persona: è con questo spirito che, ieri mattina, i giornalisti cattolici della Calabria si sono ritrovati a Crotone, nella chiesa dell’Immacolata, per la celebrazione di San Francesco di Sales, patrono dei giornalisti. L’iniziativa, voluta dall’Ucsi Calabria sezione “Natuzza Evolo”, si è svolta per la prima volta nella città pitagorica, con la messa presieduta da monsignor Alberto Torriani, arcivescovo di Crotone-Santa Severina.

Nell’omelia, il presule ha richiamato l’attenzione sul ruolo del giornalista nella società contemporanea, tra sfide tecnologiche e trasformazioni culturali. “Il profeta Isaia – ha detto Torriani – consegna un’immagine chiara: qualcosa cammina davanti, non dietro, non accanto, non nascosto. Davanti a noi può stare l’audience, la velocità, la pressione del contesto, oppure può stare la giustizia: il rispetto dei fatti, la dignità delle persone, la tutela dei più fragili, la verità che non manipola. È questa la luce che dobbiamo far risplendere, non per apparire, ma per mostrare la strada.”

Il riferimento alle parole del pontefice Leone XIV è stato centrale: il Papa invita a non cedere la nostra creatività e responsabilità alle macchine, ricordando che “il volto e la voce sono tratti unici di ogni persona, ciò che sta di fronte allo sguardo, la voce inconfondibile di qualcuno”. Per Torriani, comunicare non è mai neutro: “La comunicazione cristianamente ispirata è una finestra: non trattiene lo sguardo su di sé, ma lo orienta verso la realtà e verso Dio. Raccontare il bene, denunciare il male, dare voce al dolore: tutto diventa servizio quando ciò che sta davanti è la giustizia e il volto delle persone.”

Alla celebrazione hanno partecipato il direttore dell’Ufficio comunicazioni della Curia, don Oreste Mangiacapra, il segretario dell’arcivescovo don Francesco Antonio Cardace, giornalisti da tutta la Calabria, l’assessore Giovanni Greco in rappresentanza del sindaco, il vicecapo di Gabinetto del Prefetto Zaccaria Sica, la Polizia di Stato e altre autorità civili.

Tra i protagonisti della giornata, Santa Giannazzo, presidente dell’Ucsi Calabria “Natuzza Evolo”, ha sottolineato l’importanza di un giornalismo fondato sulla verità e sul rispetto della dignità: “La speranza è quella di testimoniare valori cristiani, universali, anche nel giornalismo: raccontare senza aggressività, portare avanti principi condivisibili e fare bene il nostro lavoro, nella quotidianità.”

Carlo Parisi, segretario generale della Figec, ha aggiunto: “Il giornalista non deve trasformare il dolore in spettacolo. Deve stare vicino alle persone, dare voce agli anziani soli, ai giovani in crisi, alle fragilità, con attenzione e responsabilità. La comunicazione è servizio, non intrattenimento.”

A chiudere la giornata, il ritorno alla riflessione comunitaria: nei locali della Curia, moderati dalla giornalista Giusy Regalino, Santa Giannazzo, Parisi e Anna Russo, vicepresidente dell’Ucsi e della Figec, hanno approfondito il senso della professione come vocazione e responsabilità morale.

Tra giustizia che cammina davanti, volti da rispettare e parole da custodire, la giornata di Crotone ha ricordato come il giornalismo possa essere non solo mestiere, ma servizio umano e cristiano, capace di orientare lo sguardo verso ciò che conta davvero: la dignità delle persone e la verità dei fatti.

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