Abramo Cc, i commissari ai sindacati: stipendi garantiti fino a gennaio

Abramo Cc, i commissari ai sindacati: stipendi garantiti fino a gennaio

Dopo un silenzio durato mesi si torna a parlare dell’Abramo Cc e della situazione dei lavoratori che continuano a chiedere tutele.

I sindacati sono riusciti ad ottenere un incontro, seppur a distanza, con i commissari che hanno illustrato l’avvio delle procedure di vendita dei complessi aziendali che segue l’approvazione del programma di cessione che hanno redatto e approvato in data 6 giugno 2022, dichiarando che si procederà secondo quanto indicato nel documento.

Tanti i punti ancora da chiarire, partendo da un cronoprogramma necessario ma che, secondo quanto riferito ai sindacati, la struttura connissariale non è in grado di fornire.

“Si sono limitati ad affermare – si legge nella nota unitaria delle sigle sindacali – che è loro obiettivo traguardare la vendita entro il termine di un anno senza necessità di chiedere proroghe”.

Sempre rispondendo alle domande sindacali, i commissari hanno garantito che fino a detto termine gli stipendi sono garantiti.

Circa l’erogazione del TFR, esigibile in questo momento solo dai lavoratori cessati (1902 in totale), i Commissari hanno spiegato che la domanda all’INPS era stata depositata il 29 agosto ma che, per non meglio precisati problemi, questa è stata integrata ed accettata dall’Ente solo in data 21 settembre. Ora la gestione dovrà passare alle sedi territoriali INPS, le quali dopo aver esaminato le domande, provvederanno all’erogazione di quanto dovuto ai lavoratori.

“Le Organizzazioni Sindacali SLC, FISTel e UILCom nella loro replica – si legge ancora -, hanno fortemente stigmatizzato il comportamento della terna commissariale, che ha risposto alla richiesta di incontro del sindacato calabrese dopo 3 mesi, nonostante 2 scioperi e la richiesta istituzionale del presidente Occhiuto.

Il sindacato ha sollevato inoltre il problema relativo alla lentezza delle procedure di insinuazione al passivo, considerato che al momento solo 350 delle circa 4000 domande presentate, sono state inserite nel progetto di stato passivo.

Sono stati chiesti i dati di utilizzo della CIGS al fine di determinare anche le attuali eccedenze rispetto ai volumi di chiamate gestiti.

I commissari hanno replicato giustificandosi per il mancato riscontro alla richiesta di convocazione sindacale, in quanto assorbiti dalla preparazione del programma di cessione. Hanno inoltre dichiarando che la lentezza delle procedure di verifica del passivo non è a loro imputabile ma bensì al tribunale fallimentare di Roma che è sovraccarico di lavoro.

È stato però comunicato che d’ora in avanti si procederà con udienze settimanali. In ogni caso è stato precisato che lo stato passivo sarà dichiarato esecutivo solo quando tutte le domande tempestive saranno state esaminate, quindi non vi saranno disparità di trattamento fra i lavoratori.

Sulla CIGS hanno comunicato che la percentuale media utilizzata è del 16% ma non hanno dato dettagli sul dato dei singoli reparti. Hanno infine confermato che puntano a chiudere l’amministrazione straordinaria nei 12 mesi (entro gennaio 2023) e che non c’è alcun problema di liquidità di cassa per il pagamento degli stipendi fino a quella data.

Le Organizzazioni sindacali, preso atto delle dichiarazioni dei commissari, hanno ribadito la necessità di un confronto sindacale più serrato e ravvicinato nei prossimi mesi, che saranno cruciali per il destino dei lavoratori della ex ABRAMO CC.

Tra le questioni che abbiamo affrontato c’è stata la gestione dello staff indiretto, per cui nulla è stato fatto fino ad oggi. Riteniamo necessario avviare subito un processo di ricollocazione per il quale si potranno utilizzare proficuamente gli ammortizzatori sociali, di cui si sta facendo un pesante utilizzo proprio nei confronti di questi lavoratori, sin dall’inizio della crisi aziendale. In conclusione è stato chiesto un equo utilizzo della CIGS da utilizzare anche come strumento di formazione dello Staff non Operativo verso i reparti operativi.

Sullo SMART WORKING è stato chiesto di ridurre al minimo indispensabile i rientri, denunciando anche forti disparità di trattamento fra i lavoratori.

I Commissari hanno garantito che d’ora in avanti saranno calendarizzati incontri più frequenti con la direzione operativa aziendale per affrontare gli aspetti più gestionali dell’attività lavorativa, che vedranno anche la partecipazione dei commissari per ogni novità importante che riguarderà la procedura di amministrazione straordinaria”.