Abramo, la Consulta degli Studenti: “Una città silente, del futuro non ne vedremo nemmeno l’ombra”

Abramo, la Consulta degli Studenti: “Una città silente, del futuro non ne vedremo nemmeno l’ombra”

Crotone – Il 24 febbraio ci sarà una mobilitazione presso le prefetture di Crotone Catanzaro e Cosenza per il diritto a lavoro, per le centinaia i posti di lavoro messi a rischio all’interno di una realtà come la nostra.

Così ha scritto Christian Marino, presidente  della Consulta Provinciale degli studenti

Spesso, le cose che non ci toccano direttamente, vengono viste come problemi lontani, che non ci riguarderanno mai; per evitare che i problemi si propaghino, bisogna assumere la giusta consapevolezza dei fatti ed esser al corrente delle problematiche che affliggono la città.

Negli ultimi giorni si sta sentendo parlare di quella che forse è una delle più grandi problematiche che la città si trascina da tempo, ovvero la situazione della Abramo Customer Care.  Si, noi non lavoriamo li, ma sicuramente li, ad essere privati dei diritti, a non ricevere gli stipendi regolarmente, ci sono i nostri genitori, i nostri cari, le persone a noi vicine.

Per quanto a noi potrà sembrare una cosa distante, dobbiamo essere realisti e prendere seriamente questa situazione schierandoci in prima fila; dobbiamo essere consapevoli che le lotte di oggi, servono per il futuro.
Si parla di genitori che hanno quel solo stipendio come certezza, che poi tanta certezza non è, che si potrebbero ritrovare, anzi, si ritrovano in una situazione che a noi probabilmente è ancora difficile da capire.
È impensabile vedere migrare menti altrove, è impensabile non riuscire a sfruttare le nostre doti, ma allo stesso tempo è impensabile non lottare, non urlare ad alta voce affinché questo possa cambiare davvero.

Siamo abituati a sentirci dire che noi giovani siamo il futuro, ma come fare se questo futuro non è certo?
Una città silente non è altro che il primo sintomo di una realtà che probabilmente di questo futuro di cui tanto si parla, non ne vedrà nemmeno l’ombra.

Come si spiega al proprio figlio, in queste circostanze, che è meglio comprare un paio di scarpe piuttosto che altre? Come si fa a spiegare che “è meglio evitare di andare a mangiare fuori stasera”? Non si parla solo di beni materiali negati, ma si tratta di sorrisi che non sorgono più spontanei sui volti dei genitori e di tutti quanti i cittadini che si ritrovano senza una certezza economica sulla quale fare affidamento.

Bisogna dare sostegno alla città; restando impassibili, inetti, fermi ad osservare, non si diventa altro che complici di quello che è il motivo per il quale la nostra terra viene abbandonata continuamente da chiunque abbia voglia di fare del bene e mettersi a disposizione della società.  Diamo tutto per la nostra città, cominciamo a pensare al nostro futuro imparando dal passato e vivendo il presente.