Abramo, Tomaino (Uil) : “A Roma si sta ignorando il futuro dei nostri lavoratori”

Abramo, Tomaino (Uil) : “A Roma si sta ignorando il futuro dei nostri lavoratori”

Abramo – Così scrive Fabio Tomaino segretario Uil Crotone:    Erano tutti presenti allo sciopero dei lavoratori di Abramo, tanti cittadini che hanno mostrato il loro sostegno, tante associazioni e altrettanti rappresentanti istituzionali che avvolti da fotografie e interviste varie non hanno prodotto, fino ad oggi, alcuna azione concreta. Un cittadino può manifestare la propria solidarietà solo con la partecipazione ma la politica no, deve fare ben altro. Dove sono finiti gli amici di Occhiuto e di Giorgetti, i difensori del Vice Ministro Todde e tutti coloro che attraverso narrazioni inverosimili continuano a nascondere la loro indifferenza. Stiamo monitorando ogni procedura, ci hanno raccontato in Prefettura e nei vari tavoli del Comune di Crotone, ma forse si tratta di un monitoraggio spirituale o sovrannaturale che noi esseri umani non riusciamo percepire.

Ma nel frattempo i commissari commettono errori di cui si accorgono soltanto le Organizzazioni Sindacali, come ad esempio la compilazione dei Cud dei lavoratori, girano voci su possibili acquirenti ma senza aprire un confronto istituzionale e tutto prosegue nel silenzio imbarazzante delle Istituzioni. Però si continua a parlare di difesa del territorio quando non si è neanche in grado di istituire un tavolo nazionale o di salvaguardia occupazionale mentre si agevolano percorsi di degrado lasciando da soli i veri punti di forza di questa grande vertenza: lavoratori e commessa

. Bisogna abbattere ogni pregiudizio, perché, troppo spesso, i governi, di qualunque colore politico, cercano di mascherare il secolare disimpegno verso la nostra regione. La supercialità che si sta consumando in questa vicenda è un chiaro e scandaloso esempio. È giunto il tempo che Barbuto, Corrado, Stumpo e Torromino svolgano il proprio ruolo di rappresentanza del territorio e battano i pugni sui tavoli romani dove si sta ignorando il futuro dei nostri lavoratori. La differenza tra chi fa finta di interessarsi e chi non si interessa affatto è diventata quasi invisibile. Restiamo in attesa, prima che sia troppo tardi, di una politica coesa e appassionata.