Adriano Ferraiolo pronto a tornare: «La mia tournée non esiste se non inizio da Crotone»

Adriano Ferraiolo pronto a tornare: «La mia tournée non esiste se non inizio da Crotone»

E magia sia! Mentre si inseguono le notizie sulle celebrazioni liturgiche e sugli eventi collaterali da organizzare in occasione della Festa della Madonna, sembra essere certo il ritorno del Teatro dei Burattini dei Fratelli Ferraiolo che dovrebbe arrivare in città dopo la seconda metà di aprile per allietare i giorni di festa.

Il profumo dello zucchero filato e delle caramelle tornerà in piazza Pitagora. E questa sembra essere la prima novità. Lo scorso settembre infatti i Ferraiolo allestirono il loro teatro e la platea in piazza Berlinguer, sul lungomare cittadino. Un ritorno alla tradizione insomma e anche alla normalità. Fino al 2019, e quindi prima dell’avvento del Covid, l’arrivo dei Ferraiolo accendeva in anticipo la festa dedicata alla nostra Patrona.

Quest’anno, finalmente, potrebbe succedere ancora.Siamo tutti quindi in trepidante attesa per tornare a respirare di nuovo quell’aria che tanto c’è mancata in questi due anni di pandemia. Aria di magia, profumo di festa.

E anche i Ferraiolo non vedono l’ora di riabbracciare piccoli e grandi spettatori crotonese che sempre li seguono con grande affetto. Lo hanno fatto anche durante il lockdown quando dalla loro pagina facebook i Ferraiolo pubblicavano divertenti video con i loro burattini. A raccontarci del rapporto con la nostra città è proprio Adriano Ferraiolo che abbiamo raggiunto telefonicamente a pochi gorni dal suo arrivo in Calabria.

Siete pronti per tornare a Crotone?

Non aspetto altro, la mia tourne non esiste se non inizio da qui. Ricordo ancora la prima volta che abbiamo deciso di inserire delle date a Crotone nel nostro calendario. Era il 1971, mio padre era un po’ scettico io e mio fratello invece eravamo certi che sarebbe stato un successo, avevamo voglia di conoscere questa terra. Nel 1972 ci fu invece data la medaglia d’oro dall’azienda di Soggiorno di Crotone come Principi dei Burattinai d’Italia. Poi non siamo mai mancati, tranne quando la pandemia, nel 2020, ha fermato tutto.

La sua carriera invece inizia molto tempo prima degli anni ‘70…

Era il 1957, in piazza Cavour ad Ancona. Ricordo ancora il titolo della commedia: Pulcinella Pittore di un morto vivo.
Avevo 13 anni e sostituivo in quell’occasione mio fratello Pasquale che aveva mal di gola. Ero spaventato e smarrito ma anche orgoglioso e felice. Da allora non mi sono mai più fermato.
Continuo questo lavoro con l’amore e la passione che mi accompagnano da quel giorno e che si alimentano anche grazie al pubblico che ci segue sempre con tanto affetto.

Torniamo a parlare del vostro prossimo arrivo in Calabria. Quello tra la vostra famiglia e la nostra città è un legame molto forte che dura quindi da cinquant’anni e continua nel tempo.

In questi anni abbiamo instaurato dei rapporti importanti con molti crotonesi. A settembre dello scorso anno abbiamo deciso di venire perché davvero non riusciamo a stare troppo tempo lontano da Crotone, c’è un affetto particolare.

In questi anni ha visto la nostra città cambiare?

Io la guardo sempre con occhi critici. Per me Crotone è una bomboniera e merita maggiore cura. Non dico che sia trascurata ma sicuramente ha bisogno di attenzioni.
Mio figlio dice sempre: “Papà, se io dovessi andare via da Salerno andrei a vivere a Crotone”, ecco perché noi ci torniamo sempre con grande piacere ed è anche per questo che di solito mi fermo qualche giorno in più, per godermi la sua bellezza lontano dalle piazze.

Sarà un ritorno in grande visto che dovreste allestire il Teatro nuovamente in piazza Pitagora, ci saranno novità anche per gli spettacoli?

Presenteremo nuove commedie, anche musicali, ci saranno quindi burattini pronti a suonare gli strumenti: batterista, cantante e pianista per dare vita sul palcoscenico a un vero complesso. In questi ultimi anni ho avuto modo di stare molto tempo a casa e nel mio laboratorio a lavorare e quindi ho creato molto.

V. R.

«Tutti accorrono quando c’è Pulcinella», continua una storia di amore e passione

Una tradizione familiare quella della famiglia Ferraiolo che ha inizio nei primi anni del novecento quando Pasquale Ferrajolo ottenne i suoi primi grandi successi di burattinaio. Traendo ispirazione dall’attore-autore napoletano Antonio Petito (dalla critica considerato il più grande Pulcinella di tutti i tempi), Pasquale Ferrajolo si cimentava nella messa in scena di commedie tipiche del teatro classico napoletano proponendole con il suo popolare “Teatrino di Burattini”. Poi toccò al figlio  Francesco, riprendere questa grande tradizione che decise di portare avanti insieme ai tre figli: Pasquale, Vittorio ed Adriano. Con loro formò una nuova compagnia: “I Fratelli Ferrajolo”.

Oggi anche la quarta generazione della famiglia continua questa attività che miete successi in tutta Italia. «Tutti accorrono quando c’è Pulcinella». Tutti attendono l’apertura del sipario per respirare la magia di un’arte d’altri tempi. E proprio «l’amore, la passione con cui di padre in figlio questo antico mestiere viene tramandato e le piazze sempre gremite di pubblico di ogni età sono la risposta più evidente di quanto questo mondo di fantasia e umore sia sempre seguito negli anni e resiste ai continui attacchi della tecnologia che tenta di riporre tutto ciò che non vi appartiene nella cesta dei rifiuti».