Agenda Urbana: 17 milioni di euro per diverse linee di intervento

Agenda Urbana: 17 milioni di euro per diverse linee di intervento

Tutti i pezzi del mosaico stanno andando al proprio posto. La Giunta Pugliese ha ormai tutti gli strumenti per attuare una vera e propria “rivoluzione” urbana della città di Crotone.

Gli ingredienti principali di questa “rivoluzione” sono essenzialmente due: Antica Kroton, le cui convenzioni, in parte, sono state firmate ad agosto, ed Agenda Urbana, che, invece, è stata sottoscritta la scorsa settimana. La strategia messa in piedi da parte di questa amministrazione è quella di sovrapporre i finanziamenti per amplificarne gli effetti, ed ecco perché Antica Kroton e Agenda Urbana in realtà insistono sulla stessa parte di città, e sono in linea tra di loro, proprio come due pezzi complementari di un puzzle creati proprio per stare insieme. In particolare, la strategia utilizzata in Agenda Urbana punta alla riqualificazione e rigenerazione sociale di alcuni quartieri a più alta concentrazione di degrado e marginalità. In particolare, il progetto del Comune di Crotone per Agenda Urbana, curato ed elaborato interamente da Crotone Sviluppo, e che prevede un investimento complessivo di 17 milioni di euro, riguarda più linee di intervento: la principale interviene sul quartiere di via Acquabona e ha come obiettivo la delocalizzazione degli abitanti di quella zona e la riqualificazione dell’intera area.

Ma Agenda Urbana non si limita solo a questo. Saranno infatti nove gli istituti scolastici su cui si eseguiranno interventi per l’adeguamento sismico, così da rendere più sicure le scuole crotonesi, soprattutto quelle dell’infanzia. Gli altri interventi strutturali riguardano l’efficientamento energetico di strutture pubbliche residenziali e non, e il recupero di alloggi di proprietà pubblica per incrementare la disponibilità di alloggi sociali e servizi abitativi per categorie fragili. Ci saranno anche tre progetti a scopo sociale.

Il più importante è “ti porgo una mano”, che prevede l’assistenza domiciliare migliorando i servizi di cittadinanza sul territorio rendendoli maggiormente accessibili, configurandoli come assistenza innovativa con la cooperazione pubblico -privato-terzo settore.

Il servizio sarà svolto presso il domicilio dell’utente e risponderà alle esigenze dei disabili e dei nuclei familiari problematici.