Aggressione a Roccabernarda, il Vescovo: “La violenza è aggravata dalla piaga della ‘ndrangheta”

Aggressione a Roccabernarda, il Vescovo: “La violenza è aggravata dalla piaga della ‘ndrangheta”

A seguito dell’aggressione all’ex sindaco di Roccabernarda Francesco Coco nella giornata di sabato 9 luglio,  così ha scritto il Vescovo di Crotone Angelo Raffaele Panzetta, rivolgendosi al parroco don Ercole Bonofiglio, alla comunità e a Francesco Coco e alla sua famiglia:

Carissimo don Ercole,
dopo il preoccupante atto di aggressione subito dal signor Francesco Coco nella notte tra sabato e domenica, desidero far giungere a lui, alla sua famiglia e all’intera comunità di Roccabernarda la vicinanza e la preghiera mia e dell’intera Arcidiocesi.

Ci auguriamo che il signor Francesco possa rimettersi presto, così da poter ritornare all’affetto dei suoi cari ed a svolgere con rinnovato impegno e passione il servizio civico così prezioso ed importante di cui ha dato prova nella sua lunga carriera lavorativa e politica. Intendiamo unirci alle molteplici voci di vicinanza e di stima che si sono levate in queste ore da tutto il territorio crotonese e nazionale così come facciamo nostre le preoccupazioni ed il biasimo per quanto accaduto.

Come pastore di questa comunità vorrei incoraggiare le donne e gli uomini di Roccabernarda a continuare ad impegnarsi per estirpare il “germe della violenza”. Non possiamo fare finta di niente! Non possiamo lasciare che questa inquietante vicenda cada nel dimenticatoio senza averne compreso il reale movente, gli esecutori ed i mandanti. 

Mentre confidiamo nel lavoro esperto degli inquirenti e della magistratura, incoraggiamo, chiunque abbia informazioni utili alle indagini, a collaborare con gli inquirenti, consapevoli che, se vogliamo che simili atti non si ripetano più, è necessario che ciascuno di noi collabori a che la Legge, che regola la nostra convivenza civile e democratica, possa fare il suo corso nelle forme previste dalla nostra Costituzione repubblicana.
Eppure, non ignoriamo il fatto che ogni manifestazione di violenza nasconda un disagio che, purtroppo, nelle nostre comunità, è aggravato ulteriormente dalla terribile piaga della ‘ndrangheta così pervasiva e asfissiante in tutta la provincia. Pertanto mentre condanniamo fermamente questo vile atto, ci sentiamo, altresì, di invitare l’intera comunità civile e religiosa di Roccabernarda, in tutte le molteplici articolazioni di cui sappiamo essere ricca (scuola, associazioni, partiti politici) a promuovere un tessuto di relazioni sempre più sano, improntato maggiormente all’ascolto sincero di tutte le povertà, alla collaborazione leale in vista della realizzazione del Bene Comune e alla legalità come misura minima per costruire una civiltà dell’amore. Queste sono le qualità politico-sociali che papa Francesco sta profeticamente proponendo a tutti i popoli come possibile rimedio al preoccupante dilagare della violenza di cui il conflitto in Ucraina è solo l’ultimo atto.
Sarebbe, pertanto, auspicabile se anche voi, sfidati da questo grave atto di violenza, poteste lasciarvi ispirare da questa profezia, così come il Santo Padre l’ha esposta nella sua lettera enciclica Fratelli tutti ai numeri 154-197.
Sono sicuro che con il contributo di tutti, credenti e laici, donne e uomini, giovani e adulti, anche a Roccabernarda, come in tante periferie di questo nostro mondo, si innescheranno processi virtuosi capaci di generare speranza per tutti.
Invito le istituzioni a continuare a fare il possibile perché le nostre comunità non siano lasciate sole in questo difficile compito di realizzare la democrazia effettiva nell’orizzonte di uno Stato sempre più sociale ed inclusivo.
Carissimi amici di Roccabernarda abbiate il coraggio di trasformare l’indignazione di queste ore in un impegno comunitario capace di farvi ritrovare lo slancio e la passione di cui molte volte in questi anni avete dato prova.
La comunità diocesana, attraverso i Servizi pastorali della Curia, assicurerà il pieno sostegno e la necessaria vicinanza per accompagnare e sostenere le iniziative che intenderete avviare per “creare istituzioni più sane, ordinamenti più giusti, strutture più solidali” (Fratelli tutti, n.186).
Vi benedico di cuore invocando, dal Padre di ogni consolazione, per intercessione di San Francesco di Paola, a cui siete particolarmente devoti, l’aiuto necessario in questo momento così particolare che state vivendo.
+ Angelo Raffaele, Arcivescovo