Alexandros e Galene, l’amore ai tempi della Magna Grecia: è il romanzo di Mario Decima

Alexandros e Galene, l’amore ai tempi della Magna Grecia: è il romanzo di Mario Decima

Crotone – Continua il percorso in città con Natale d’autore, in diversi luoghi di Crotone, alla riscoperta dei posti e della lettura. Ad introdurci nel secondo appuntamento di Natale d’autore è stato  Mario Decima dove, presso la Sala Margherita, l’architetto ha presentato il suo ultimo romanzo “Il sole sull’Acropoli“, su pubblicazione indipendente, ambientato nell’antichità, al tempo dell’imperversare delle guerre con Locri e Sibari. A dialogare con l’autore martedì scorso, 7 dicembre, Francesco Vignis.

Una storia d’amore che vede protagonisti al tempo della Magna Grecia il campione di lotta Alexandros e Galene, che pensano al loro futuro ma dal passato sorge un pretendente che, per vendicarsi del rifiuto, ordisce la  vendetta stuprandola. «Il libro narra sì di una società maschilista – ci ha detto l’autore – ma Alexandros è un’eccezione perchè non ha nessuna intenzione di uccidere lo stupratore, anche perchè gli è vietato dalla moglie, la quale non vuole un rapporto fondato sull’omicidio». Siamo nel V secolo avanti Cristo: «Succede che in battaglia lo stupratore gli salva la vita, Alexandros sarà perseguitato da questo rimorso, ed è il cugino della moglie a commettere questo omicidio. La sequenza va avanti fino al quinto capitolo, e c’è una bella avventura, con due personaggi che animeranno il racconto, e vi saranno dei colpi di scena».

Un romanzo avvincente e avventuroso, con le Olimpiadi, la guerra contro i bruzi e contro Locri, preparandosi alla battaglia di Sibari: «Poi arriva Milone e anche Pitagora, il quale ricostruirà l’orgoglio krotoniate».  L’idea di questo libro è nata per osannare la storia di Kroton, dopo aver pubblicato alcune favole per ragazzi : «Questa storia l’avevo in mente da tempo, il sole rappresenta il periodo aureo di Crotone, l’Acropoli è Capo Colonna, il tempio, ed è ricco di colpi di scena. Un libro che contiene etica, con passaggi educativi come penso fosse l’educazione in quei tempi, che si fondava sulla morale». Gli atleti sono guerrieri, campioni, contadini: «Spero di aver descritto tutto come io l’ho sognato e mi auguro di averlo indovinato», ha concluso.

Danilo Ruberto