Alfonso Gaetano richiede attenzione sulle aree di via Israele, Gravina e Campitella

"La riqualificazione della città non può mettere in secondo piano la sicurezza dei cittadini: servono garanzie sull’operatività del Piano di Protezione civile", si legge nella nota del Consigliere Comunale

A cura di Redazione
21 ottobre 2026 19:00
Alfonso Gaetano richiede attenzione sulle aree di via Israele, Gravina e Campitella - Foto: Redazione
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Crotone - Quando le scelte urbanistiche e i progetti di riqualificazione interessano aree individuate nella pianificazione di emergenza, l’Amministrazione ha il dovere di dimostrare che la sicurezza dei cittadini non sia stata sacrificata ad altre priorità.

Nei giorni scorsi, partecipando in alcune commissioni consiliari, ho cercato di capire le prospettive di valorizzazione archeologica del progetto di Antica Kroton  e sulle opportunità di rilancio turistico della città. Sia chiaro, sono obiettivi legittimi e condivisibili, ma non possono diventare la cornice entro cui la sicurezza della popolazione viene relegata a una questione secondaria, da risolvere con generiche rassicurazioni dando una lettura “Urbanistica” , sulle aree di emergenze relegandole a aree duttili, perché questa “duttilità” non è confortata dalle norme che le regolano

Il punto è semplice e non ammette rinvii: le aree destinate alla Protezione Civile non sono aree qualunque. Sono risorse operative della comunità, individuate per garantire, in caso di emergenza, l’attesa e il ricovero della popolazione, nonché l’ammassamento di soccorritori, mezzi e risorse.

Arrivo al punto: Tre aree, una responsabilità specifica.

Via Israele, area di attesa A65; Gravina, area di attesa A25; Campitella, area di ricovero B15.

Non sono semplici sigle riportate su una cartografia. Sono funzioni previste dalla pianificazione comunale di emergenza, che devono essere preservate, rese effettivamente utilizzabili e coordinate con ogni scelta urbanistica, progettuale o di cantierizzazione che le interessi. Campitella ad esempio è già recintata.

Per via Israele sarà il Tribunale Amministrativo a chiarire molti punti di domanda, ricordiamo un ricorso pendente dei cittadini, ma  per l’area Gravina e Campitella, coinvolte nel progetto Antica Kroton e nell’imminente avvio dei cantieri, la domanda è ancora più diretta: sono state effettuate verifiche tecniche e amministrative per accertare che le funzioni di area di attesa e di ricovero non vengano compromesse? E, in caso di interferenza, quali soluzioni alternative sono state individuate?

Campitella è classificata come area di ricovero B15, peggio mi sento perché non è un dettaglio burocratico, è una funzione specifica che, in un’emergenza, può risultare decisiva per accogliere la popolazione colpita.

Domande che pongo come consigliere comunale ma soprattutto come cittadino: è stato richiesto e acquisito il parere della Protezione Civile comunale prima dell’approvazione degli atti urbanistici e progettuali che interessano le aree A25 e B15?

Sono state individuate soluzioni alternative di pari portata, idonee a garantire le stesse funzioni di attesa o ricovero previste dal Piano di emergenza comunale o PPC?

Le aree interessate dagli interventi manterranno piena disponibilità, accessibilità e operatività secondo le destinazioni previste?

È stata effettuata una ricognizione delle interferenze tra i cantieri, le nuove destinazioni d’uso e le funzioni di emergenza assegnate alle  aree?

Non si tratta di domande di circostanza, riguardano la capacità dell’ente di assicurare, in caso di emergenza, risposte concrete alla popolazione.

Un Piano di Protezione Civile non è un documento da archivio: deve essere chiaro, aggiornato e operativo. Le aree di emergenza devono poter essere effettivamente utilizzate quando servono, non solo individuate su una mappa.

Se le aree previste vengono occupate, limitate, rese inaccessibili o private delle condizioni necessarie al loro utilizzo, senza un’adeguata verifica delle interferenze e senza alternative documentate, il Piano rischia di perdere la sua funzionalità e la sua operatività , un’eventualità che andrebbe scongiurata per garantire la sicurezza della comunità.

 Come amministratori abbiamo il dovere primario di tutelare la sicurezza dei cittadini attraverso un Piano di protezione civile operativo e  chiaro, ma, al momento, secondo chi scrive, vi è il rischio concreto che la funzionalità e l’operatività non siano adeguatamente salvaguardate. Non possiamo limitarci a sperare che nulla accada, pregare che non si verifichi un’emergenza non può sostituire la pianificazione o le verifiche tecniche. Queste sono responsabilità amministrative ben precise, molte delle quali ricadrebbero sul Sindaco che non con credo ne sia aa conoscenza. ( Forse non lo sono nemmeno i redattori del progetto)

Non è una battaglia contro Antica Kroton, né contro la riqualificazione urbana, ma, una volta per tutte bisogna ristabilire la gerarchia corretta delle priorità pubbliche.

Il rilancio di Crotone è necessario, e  una città che vuole “crescere” davvero non può costruire il proprio futuro trascurando le aree che, nel momento del bisogno, dovrebbero garantire accoglienza, soccorso e protezione alla popolazione.

Stiamo cercando di spiegarlo in tutti i modi, e non abbiamo  perso l’occasione di farglielo notare al Dirigente di Antica Kroton Antonio Senatore nella COMMISSIONE dove si è parlato del progetto, ma, ho come la strana sensazione che tutto sia stato deciso senza che siano state valutate seriamente le conseguenze in caso di emergenza. Se così fosse  non ci resta che pregare affinché non accada mai nulla.

Alfonsino Gaetano 

Consigliere comunale 

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