Alla scoperta dei nostri prodotti

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Mercatino dell’usato – News

Terre da scoprire, storie da conoscere, culture da vivere e prodotti da gustare. L’estate è ormai entrata nel vivo e sempre più persone, italiani e stranieri, scelgono la Calabria come meta per le loro vacanze. Crotone è indubbiamente uno dei territori più appetibili. I visitatori girano per la città ammirando il mare e i monumenti. Si affacciano sul mare e vanno alla ricerca di fresco nei paesi di montagna e dell’entroterra.

Ad impreziosire l’offerta turistica della nostra provincia, sono anche le eccellenze culinarie e i prodotti tipici conosciuti in tutto il mondo. Più di 4 italiani su 10 (42%) sui 39 milioni in viaggio per le vacanze 2019 sfidano le previsioni sul traffico e non si fanno spaventare da bollini neri o rossi. La spesa media destinata dagli italiani alle vacanze estive è di 779 euro per persona in aumento del 5% rispetto allo scorso anno e, secondo un’indagine di Coldiretti, molti di questi soldi a disposizione verranno spesi nel comparto enogastronomico. ebbene sì, il cibo rappresenta uno degli attrattori principali per chi sceglie una vacanza made in sud e anche made in Crotone.


Il cibo, secondo un’analisi di Coldiretti dal titolo “La vacanza Made in Italy nel piatto”, diventa la voce principale del budget delle famiglie in vacanza in Italia con circa un terzo della spesa destinato alla tavola per consumare pasti in ristoranti, pizzerie, trattorie o agriturismi, ma anche per cibo di strada o specialità enogastronomiche per un importo complessivo stimato nel 2019 in oltre 27 miliardi all’anno, il massimo storico di sempre. Non a caso il cibo rappresenta per quasi un italiano su cinque (19%) la principale motivazione di scelta del luogo di villeggiatura, mentre per un altro 53% costituisce uno dei criteri su cui basare la propria preferenza e solo un 5% dichiara di non prenderlo per niente in esame secondo l’indagine Coldiretti/Ixe’. Il 72% dei vacanzieri punta sui prodotti della cucina locale mentre solo il 17% ricerca anche in villeggiatura i sapori di casa propria ed il resto si affida alla cucina internazionale.

Ma l’enogastronomia vince anche tra i souvenir, con il 42% dei turisti che sceglie proprio un prodotto tipico da riportare a casa o regalare a parenti e amici. Tra le specialità più acquistate vince il vino, davanti a formaggi, salumi e olio extravergine d’oliva. Un fenomeno che vale ormai circa 3 miliardi di euro, secondo un’analisi Coldiretti su dati Isnart. Ma va forte anche il “ricordo virtuale” con quasi un vacanziere su due che scatta food selfie per immortale i cibi che ha mangiato al ristorante o preparato in cucina per inviarlo a conoscenti o postarlo sui social.

La ricerca dei prodotti tipici è dunque diventato un ingrediente irrinunciabile delle vacanze in un Paese come l’Italia che è leader mondiale del turismo enogastronomico potendo contare sull’agricoltura più green d’Europa con 297 specialità Dop/Igp riconosciute a livello comunitario e 415 vini Doc/Docg, la leadership nel biologico con oltre 60mila aziende agricole biologiche, la decisione di non coltivare organismi geneticamente modificati, 23mila agriturismi 10mila agricoltori in vendita diretta con Campagna Amica e le numerose iniziative di valorizzazione, dalle sagre alle strade del vino. e per rendersi conto della tendenza che si sta ormai diffondendo velocemente, basta guardare i dati dello scorso anno: oltre il 50% dei turisti che sono stati in Calabria hanno portato con loro cibo “made in Calabria”. «L’agricoltura calabrese – spiega Coldiretti – con la sua straordinari biodiversità esaltata più volte anche da Vandana Shiva – conclude la Coldiretti – è tra le più green d’Europa e può contare oltre alle 269 bandiere del gusto, su 17 specialità Dop/Igp riconosciute a livello comunitario e 21 DOC e IGT. Anche Nestlè, in una recente indagine ha affermato che la Calabria è tra le regione più «appetitose». d’Italia insieme a Sicilia, Campania, Emilia-Romagna, Calabria, Puglia, Lazio, Toscana e Sardegna.

Sapori genuini, prodotti a chilometro zero e qualità, rendono i nostri prodotti davvero invitanti da assaggiare nella città visitata ma anche da gustare una volta rientrati a casa. Proprio i dati emersi da una ricerca Nestlé, infatti, realizzata con l’intento di sondare l’attenzione e la consapevolezza degli italiani riguardo l’alimentazione equilibrata anche in vacanza, «hanno messo in luce una precisa direzione dei nostri compaesani verso il mangiare equilibrato lontano da casa. Il 74% degli intervistati preferisce, durante le ferie, cibo sano, oppure cerca di compensare o alternare pasti ‘gustosi’ ma non troppo leggeri, con pasti più equilibrati. A fronte di una fetta minore, composta dal 26%, alla quale non interessa farsi condizionare da direttive più corrette in fatto di alimentazione».

Quale modo migliore per mangiare bene se non quello di seguire i “dettami” della Dieta Mediterranea? I prodotti calabresi più acquistati che rappresentano vere e proprie unicità, sono: ‘nduja, peperoncino, cipolla rossa di Tropea, bergamotto, soppressata e salsiccia, liquirizia e vini, sardella, pecorino crotonese, provola e tanti altri prodotti preparati con le materie prime tipiche del territorio. Un vero tripudio del gusto e un toccasana per l’economia locale che soprattutto negli ultimi anni ha trovato riscontro nella produzione e vendita dei cosiddetti prodotti a chilometro zero, quelli cioè reperiti direttamente nella zona di produzione, con acquisto diretto dal produttore e filiera corta.

La stragrande parte delle produzioni tipiche infatti nasce nei piccoli comuni con meno di cinquemila abitanti. Inoltre ricordiamo che proprio nei giorni scorsi sono state pubblicate le bandiere del gusto. La Calabria ne detiene ben la 269. Si tratta di specialità che sono ottenute secondo regole tradizionali protratte nel tempo per almeno 25 anni. «Dietro ogni prodotto c’è una storia, una cultura ed una tradizione che è rimasta viva nel tempo ed esprime al meglio la realtà di ogni territorio – ha affermato il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel sottolineare – la necessità di difendere questo patrimonio del Made in Italy».

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