Alluvione, la ricostruzione parte dalla forza interiore dei crotonesi

Alluvione, la ricostruzione parte dalla forza interiore dei crotonesi

Crotone – Nel giro che abbiamo fatto tra via Cappuccini, via Spiaggia delle Forche e il quartiere Marinella, le attività commerciali che hanno subito ingenti danni dalla forte pioggia che si è abbattuta sabato e domenica si sono fatte strada salvando ciò che c’era da salvare, e portando via ciò che il fango e l’acqua hanno distrutto.

Attività portate avanti con sacrifici, per molti il primo negozio era un sogno come assicurazione sul futuro. Il cielo non è stato clemente nei giorni scorsi, e la fortuna non è stata benevola. L’acqua ha coperto i piano terra delle abitazioni della Marinella, quartiere operaio della nostra città, dove il fango ha rovinato ricordi, ha portato via le vecchie stufe per far fronte ai freddi dell’inverno, ha divelto le cucine delle nonne dove per anni hanno preparato le migliore pietanze in attesa del pranzo domenicale insieme ai nipoti.


Le stanze da letto sono state distrutte, i materassi devono essere buttati via e poi cambiati, ma la forza ha superato la paura dell’acqua: guanti e stivali per togliere l’acqua dalle case e salvare le foto delle lauree, o del matrimonio dei propri figli. Salvare qualche oggetto, i piccoli porta gioielli di un tempo, o la busta di carta con i soldi conservati dentro per le emergenze,  e sopratutto i ricordi più cari.

Crotone ricostruisce dopo la furia dell’acqua, non dimenticando il 1959, il 1996 e il 2020. La nostra città non si ferma, ma ha lo sguardo proteso sempre avanti, alzandosi le maniche.

Danilo Ruberto