Amarelli tra le analisi di studio di ben 500 studenti universitari  sul Made in Italy

Amarelli tra le analisi di studio di ben 500 studenti universitari sul Made in Italy

CORIGLIANO-ROSSANO (Cs) – Make IT a case, Amarelli tra i 100 casi di studio e storie di successo di piccole e medie imprese sparse sul territorio nazionale presi in esame da 500 studenti universitari che hanno disegnato i punti salienti di un made in Italy che guarda al futuro attraverso gli occhi dei giovani in procinto di entrare nel mondo del lavoro.

 Ad esprimere soddisfazione per l’attenzione che la stampa nazionale continua a destinare all’impresa, sono Fortunato e Margherita Amarelli, alla guida dell’esperienza familiare giunta alla sua undicesima generazione, nel rispettivo ruolo di Amministratore Delegato e direttrice commerciale e marketing.

 Distintività, sostenibilità e valorizzazione del territorio. Sono, questi, i tratti i segni particolari emersi dall’analisi che ha visto confrontarsi per la competizione nazionale, gli studenti universitari di management di tutta Italia, promossa da Sima (Società italiana di management) in collaborazione con Mark Up e Sellalab. Nei giorni scorsi ne ha parlato anche Repubblica.

 Puntare sul made in Italy – si legge – genera un senso di responsabilità verso il nostro Paese, un’attenzione a chi lavora e produce nel territorio ed è il leit motiv di Fortunato Amarelli, CEO della Amarelli, azienda di riferimento nel settore della liquirizia e già vincitrice della prima edizione di Make IT a case: “Oggi, si avverte sempre di più e in maniera marcata la necessità di costruire ‘il made in Italy per gli italiani’ sensibilizzando le nuove generazioni verso i prodotti dell’eccellenza del nostro Paese. Promuovere le nostre piccole e medie imprese virtuose, sparse sul territorio nazionale – ha concluso Amarelli –  non è solo una scelta di qualità o status symbol ma rappresenta un indispensabile atto di responsabilità verso i prodotti 100% Made in Italy”.