Amianto ex Mercati generali, "Cittadini liberi" replica: “Rischio non escluso”

Dopo le analisi Arpacal senza fibre rilevate, Cittadini Liberi contesta: “Monitoraggio insufficiente, servono bonifica e controlli”.

A cura di Redazione
12 marzo 2026 19:00
Amianto ex Mercati generali, "Cittadini liberi" replica: “Rischio non escluso” - Foto: Redazione
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Dopo la conferenza stampa del Comune di Crotone, della Provincia di Crotone e di Arpacal, che hanno comunicato l’esito delle analisi ambientali effettuate nei pressi del Liceo Gravina plesso S. Francesco e dell’Istituto comprensivo Alcmeone, dalle quali non è emersa la presenza di fibre di amianto nell’aria o nelle polveri analizzate, arriva la replica del comitato Cittadini Liberi.

Nel corso di un incontro con la stampa di oggi pomeriggio, a cui hanno preso parte Giuseppe Pirillo, Vincenzo Filareto, Alfonso Gaetano, Roberto Salerno, Giuseppe Trocino e Gaetano Papaleo, il comitato ha contestato le conclusioni annunciate dalle istituzioni.

Secondo quanto dichiarato dai rappresentanti del gruppo civico, il monitoraggio effettuato non sarebbe sufficiente per escludere il rischio amianto nell’area degli ex Mercati generali di Crotone. Giuseppe Pirillo ha sostenuto che la normativa vigente, in particolare il decreto ministeriale del 6 settembre 1994, prevede una valutazione del rischio articolata in più fasi e non basata esclusivamente sul monitoraggio dell’aria.

«Noi siamo qui per rendere un servizio pubblico – ha affermato Pirillo – perché governare una comunità significa proteggerla e applicare la normativa vigente».

Pirillo ha spiegato che la procedura normativa richiede innanzitutto un’ispezione visiva dei materiali contenenti amianto e una valutazione delle condizioni di conservazione, dei fattori di degrado e delle possibili cause di dispersione delle fibre. Solo successivamente, e in specifiche circostanze, può essere effettuato il monitoraggio ambientale.

«Il monitoraggio ambientale – ha aggiunto – non può rappresentare da solo un criterio adatto per valutare il rilascio di fibre. Misura la concentrazione nell’aria solo nel momento del campionamento e non dà informazioni sul pericolo che i materiali possano rilasciare fibre in altri momenti».

Durante la conferenza è stato inoltre citato un intervento dei Vigili del fuoco del 12 febbraio scorso nell’area degli ex Mercati generali. Nel verbale, secondo quanto riferito dai membri del comitato, sarebbe stato segnalato il crollo di una porzione di capannone e la presenza diffusa di lastre di cemento-amianto frantumate al suolo, con un potenziale rischio di dispersione di fibre verso le aree circostanti e gli edifici scolastici vicini.

Il documento, sempre secondo il comitato, avrebbe indicato anche la necessità di interventi urgenti, tra cui la recinzione integrale dell’area, la rimozione e bonifica della copertura in cemento-amianto tramite ditte specializzate, la rimozione dei rifiuti presenti e l’inibizione permanente dell’accesso alla struttura.

Alfonso Gaetano ha detto che il monitoraggio effettuato recentemente non può escludere la presenza di rischio nel tempo. «Un monitoraggio fatto in poche ore – ha spiegato – è una fotografia. Servono controlli nel tempo, in condizioni meteo diverse, e soprattutto interventi concreti sulla sorgente del problema».

Gaetano ha ricordato che studi precedenti, condotti tra maggio e settembre 2018 da un ricercatore dell’Università della Calabria, avevano rilevato la presenza di fibre di amianto nell’area, seppur in quantità minime. «L’amianto – ha aggiunto – è un cancerogeno certo di primo gruppo e non esiste una soglia al di sotto della quale si possa dire che il rischio è nullo».

Nel corso dell’incontro, Roberto Salerno ha evidenziato come il fatto che nelle analisi non siano state rilevate fibre non significhi necessariamente che il rischio non esista. «Non rilevato – ha spiegato – non vuol dire che il pericolo non ci sia. Dipende dalle tecniche utilizzate, dai limiti di rilevabilità e dalle condizioni ambientali nel momento del campionamento».

Gaetano Papaleo ha invece evidenziato i limiti intrinseci del monitoraggio ambientale. «È come fare una fotografia – ha detto – e dire che in quel momento non c’è nulla. Ma il giorno dopo le condizioni possono cambiare. Le fibre possono spostarsi con il vento e depositarsi altrove».

A chiudere l’incontro è stato Giuseppe Trocino, che ha criticato la gestione della vicenda da parte delle istituzioni locali. «Il sindaco è la massima autorità sanitaria sul territorio – ha dichiarato – e ha il dovere di applicare la normativa: censire l’amianto, monitorarlo e intervenire quando i materiali si degradano».

Secondo Trocino, il problema nella zona degli ex Mercati generali sarebbe noto da anni e richiederebbe interventi strutturali di bonifica. «Noi non chiediamo altro che l’applicazione della legge – ha affermato – perché sulla salute dei cittadini non si può scherzare».

Il comitato Cittadini Liberi ha annunciato di avere presentato anche una segnalazione alla Commissione europea, chiedendo di verificare il rispetto delle normative comunitarie in materia ambientale.

Secondo i rappresentanti del gruppo civico, la priorità resta l’avvio di un piano completo di bonifica e di sorveglianza sanitaria e ambientale dell’area, evitando dichiarazioni definitive sull’assenza di rischio prima del completamento di tutte le verifiche previste dalla normativa.

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