Amianto nell’ex Pertusola-Armeria, CONF.I.A.L.: “Serve un cambio di passo e la regia dello Stato”

Crotone, stop agli scavi: emerge la gravità reale del SIN

A cura di Redazione
14 gennaio 2026 10:00
Amianto nell’ex Pertusola-Armeria, CONF.I.A.L.: “Serve un cambio di passo e la regia dello Stato” -
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Il rinvenimento di scorie radioattive e materiali contenenti Tenorm e amianto nell’area dell’ex discarica Pertusola-Armeria e il conseguente blocco degli scavi di bonifica segnano un punto di svolta che non può più essere minimizzato. Non si tratta di un imprevisto tecnico, ma della conferma che il problema ambientale del SIN di Crotone è più profondo e diffuso di quanto si sia voluto ammettere.

Secondo Fabio Tomaino, Segretario provinciale di CONF.I.A.L. Crotone, il fermo dei lavori dimostra che le bonifiche non possono essere affrontate per fasi isolate o con caratterizzazioni parziali. La contaminazione, spiega, è stratificata nel tempo e continua a gravare sulla vita dei cittadini. Rinviare o intervenire senza una visione complessiva non mette in sicurezza il territorio, ma lo espone ulteriormente.

Le valutazioni della Commissione parlamentare bicamerale e le analisi della comunità scientifica confermano che il SIN di Crotone è un’area di esposizione cumulativa: metalli pesanti, rifiuti industriali storici e oggi anche materiali radioattivi producono un rischio lento ma reale per la salute pubblica.

Non è più possibile rinviare – afferma Tomaino – lo Stato deve assumere un ruolo diretto e continuo nelle bonifiche, garantire protocolli di massima sicurezza, trasparenza e certezze a una comunità che da troppo tempo vive nell’incertezza.”

Il Segretario provinciale sottolinea inoltre che la gestione dei rifiuti pericolosi non può essere un problema dei cittadini crotonesi: “Dopo oltre venticinque anni di attesa e rinvii, la responsabilità è dello Stato e di chi ha inquinato il territorio, non di chi ne subisce le conseguenze”.

Secondo Tomaino, la questione del futuro di Crotone non è tecnica, ma politica e morale. “Mettere in sicurezza l’ambiente significa proteggere la salute e creare le condizioni per un vero riscatto sociale. È la strada da imboccare, senza più rinvii”.

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