#Amministrative2020 – Crotone: se Sparta piange Atene non ride

#Amministrative2020 – Crotone: se Sparta piange Atene non ride


A meno di tre mesi dalle elezioni amministrative che porteranno all’elezione del nuovo sindaco di Crotone, in città regna il caos più totale.

Gli autocandidati si sono spenti, partiti in quinta, ora qualcuno ha innestato la retromarcia, altri hanno tirato il freno a mano, qualcuno è stato costretto a decelerare fino a inserire la prima, probabilmente preso dalla problematica “liste”, uno degli ostacoli su cui, spesso, i candidati “civici” cadono maldestramente.

Se qualcuno si aspettava il varo dei progetti dei “grandi partiti” è rimasto sicuramente deluso.

Il M5S, nonostante la fuga in avanti di Andrea Correggia che, nei giorni scorsi, ha pubblicato il proprio santino, è in attesa dell’ufficializzazione dei candidati e delle liste. Ufficializzazione che dovrebbe arrivare tra il 10 e il 12 luglio. Fino a quel momento nessuno potrà parlare ufficialmente a nome del movimento. Sbirciando all’interno del sito di Rosseau ad oggi appare solo la candidatura di Correggia e la certificazione della sua lista. Dal fronte Sorgiovanni, che, nelle scorse settimane, ha avanzato la proposta di candidatura a sindaco di Rossella Parise, dirigente della Polizia di Stato in quiescenza, tutto tace, il che fa supporre che l’ex capogruppo grillino abbia ormai alzato bandiera bianca nello scontro tutto interno al Movimento.

Tempi lunghi anche per le altre coalizioni. Il centrodestra, che due settimane fa, era partito lancia in resta, presentando un cartello elettorale ampio e variegato, composto dai partiti e da liste civiche, è letteralmente imploso. Forza Italia, ma soprattutto Lega e Fratelli d’Italia hanno tirato i remi in barca. Troppi “estranei” sul tavolo di centrodestra ed i riferimenti sono a tutti quegli uomini che arrivano dalle file del PD o dalla Prossima Crotone. Il problema reale è che la forza dei tre partiti senza le liste civiche è quasi irrisoria, quindi il centrodestra è chiamato a fare di “necessità virtù” e probabilmente a poco serviranno gli attuali enunciati sulla “purezza della razza”. Anche perché i “transfughi” hanno tutti “amici in paradiso”. Pedace (ex DemoKRatici), che si presenta con la sua lista Consenso, ha alle spalle il presidente del Consiglio regionale, Mimmo Tallini (Forza Italia), Mario Megna, ex vice sindaco di Vallone ed ex capogruppo PD in Consiglio provinciale, e Giovanni Procopio (ex consigliere comunale eletto nel centrosinistra e uomo di fiducia dell’ex assessore regionale Antonella Rizzo) sono coperti dal consigliere regionale Vito Pitaro (lista Santelli presidente), così come Massimiliano Bianchi (anche lui ex DemoKRatici) e Giovanni Capocasale da sempre sono nella cordata dell’ex senatore Piero Aiello e del consigliere regionale Baldo Esposito (Casa delle Libertà); a questi si aggiunge anche Giuseppe Fiorino (anche lui ex consigliere comunale di centrosinistra) che ha alle spalle il suocero nonchè ex presidente della Provincia, Sergio Iritale.

La situazione del centrodestra è resa ancora più turbolente dalla “vivacità” di alcuni di questi personaggi che non disdegnano di sedersi ad altri tavoli: è il caso di Leo Pedace, che tra una riunione di centrodestra e l’altra, trova anche il tempo di incontrare il commissario provinciale del PD, Franco Iacucci, e l’ex sindaco Peppino Vallone.

Difficile trovare la quadra nel centrodestra soprattutto dopo le uscite del segretario provinciale della Lega, Giancarlo Cerrelli, che ha bollato la potenziale coalizione come “un polpettone dagli ingredienti avariati”. Stranisce, sempre sul fronte dei salviniani, il silenzio del responsabile politico della città, Salvatore Gaetano.

Ed ancora non si è aperto il discorso “candidato a sindaco” che, a meno di sorprendenti nomi ben nascosti, potrebbe diventare la pietra tombale del centrodestra pitagorico.

Se Sparta piange, Atene non ride.

Nel centrosinistra le “beghe” interne del Partito Democratico tengono tutti fermi al palo. La diatriba che si è aperta tra la segretaria cittadina, Antonella Stefanizzi, e Peppino Vallone si concentra sul nodo alleanze, ma in realtà è solo la coperta, sempre più corta, con cui coprire le spaccature interne al partito di Zingaretti. Non è un mistero che l’area Vallone, da tempo, non riconosca la linea politica della Stefanizzi che, più volte, è stato l’obiettivo degli “strali” di qualche dirigente del PD. La Stefanizzi tiene duro e va avanti sulla sua strada, forte anche di un documento approvato all’unanimità nell’assemblea cittadina. Nei giorni scorsi, il commissario provinciale del partito, Franco Iacucci, è stato in città per una serie di incontri con tutte le “sensibilità” del PD crotonese. Iacucci ha provato a ricompattare l’ambiente ma davanti ai soliti “veti incrociati” ha indossato i panni di Ponzio Pilato e ha dirottato la problematica a Roma. E proprio oggi Iacucci sarà nella capitale per relazionare su Crotone alla responsabile nazionale Enti Locali, Caterina Bini. Stasera, quindi, si potrebbe sbloccare il nodo alleanze e cercare di costruire la coalizione di centrosinistra per affrontare le amministrative di settembre. Il PD non può perdere ulteriore tempo anche perchè intorno si muove qualcosa. I Socialisti Riformisti e i Verdi, infatti, hanno cominciato a far sentire la propria voce, e se vuole mantenere la leadership della coalizione deve evitare fughe in avanti, che potrebbero costringere il partito di Zingaretti ad inseguire un candidato “scelto da altri”.

E a proposito di fughe in avanti, l’unico schieramento che sembra pronto a partire con il proprio sprint è quello civico dell’ex Prossima Crotone. I DemoKRatici di Enzo e Flora Sculco, insieme a Laboratorio Crotone, e agli altri movimenti del raggruppamento, stanno da tempo lavorando alle liste che, da quanto è stato possibile apprendere, sarebbero già pronte, almeno tre, con la quarta in allestimento. La coalizione civica sta aspettando un segnale concreto di apertura da parte del Partito Democratico, ma se questo dovesse tardare o non arrivare, sono già pronte con tanto di candidato a sindaco. Il nome è top secret, ma potrebbe essere uno dei vertici della coalizione che, nella scorsa amministrazione, ha ricoperto un ruolo di rilievo.

Il 20 settembre appare ancora molto lontano, ma alcune situazioni potrebbero concretizzarsi o precipitare già nelle prossime ore.