Antica Kroton, De Marco: «La rimodulazione è il requiem del progetto»

Antica Kroton, De Marco: «La rimodulazione è il requiem del progetto»

Lunedì 18 gennaio 2021, presso il Comune di Crotone, si sono riunite la IV Commissione consiliare (Diritto allo studio – Pubblica istruzione, Università, Cultura, Beni culturali, Turismo, Sport ed impiantistica sportiva, Politica giovanile, Spettacolo, Teatro ed attività teatrali, tempo libero) e la V Commissione (Economia del mare, Energia, Trasporti, Lavori pubblici, Verde pubblico, Politiche comunitarie, Programmi complessi)  sul programma “Valorizzazione dell’Antica Kroton e del sistema ambientale, turistico e culturale da Crotone a Capo Colonna”.

Era presente anche Francesco De Marco, dell’Associazione “Pythagoras Lab”,il quale ci invia questa nota stampa, di cui riceviamo e pubblichiamo:

L’Associazione ha espresso, alle Commissioni riunite, la contrarietà alla “rimodulazione” e allo stravolgimento dell’originario progetto relativo ad «Antica Kroton», così come fin qui progettato e annunciato dall’Amministrazione Voce, nella precedente audizione dell’11 gennaio attraverso gli Assessori Rachele Via (Cultura) e Ilario Sorgiovanni (Urbanistica), nonché dalla Dirigente Elisabetta Dominijanni. La nostra tesi, peraltro condivisa dalle altre Associazioni rappresentate in Aula è stata discussa e argomentata alla luce di motivazioni tecniche sia dal punto di vista dei processi e delle procedure amministrative, sia sotto il profilo della tutela, conservazione e valorizzazione del Patrimonio Culturale della Città di Crotone, oggetto del programma, con le sue espresse potenzialità sociali, economiche e strategiche, messe in atto per la nostra Comunità dalle linee di intervento del programma.

Sotto l’aspetto dei processi e delle procedure amministrative è stato evidenziato che l’iter che questa Amministrazione ha inteso avviare e che dovrà trovare condivisione massima non solo nell’adunanza del Tavolo Tecnico, ma anche presso gli apparati degli Enti Regione Calabria e Segretariato Regionale – MiBACT, viste le attività fin qui in essere (di cui agli atti amministrativi Delibere CIPE, Delibere di Giunta Regionale, Delibere di Consiglio e di Giunta Comunale, nonché le Determinazioni Dirigenziali Regionali e Comunali, e per quanto stipulato tra le parti con l’Accordo di Valorizzazione, giusta l’art. 10 D.Lgs. 42/2004, L. 241/1990, e le conseguenti delibere G.R. del 5 giugno 2018, n. 216, del 19 marzo 2018, n. 89, e decreto dirigenziale del 25 luglio 2018, n. 8257, a fronte dei quali atti sono state sottoscritte le convenzioni degli interventi finanziati, gravanti su Capitoli del Bilancio Regionale, con i relativi impegni di spese), che, per legge, non possono essere né stralciate né, tanto meno cancellate, non solo per la sua farraginosità ma anche e soprattutto per la sua incongruenza e impraticabilità, porterebbe ad una dilatazione dei tempi d’intervento (Studi di fattibilità, Progetti preliminari, Progetti definitivi, Progetti esecutivi, relative Stime dei costi, produzione ed esecuzione dei Bandi, conseguenti procedimenti amministrativi, etc.) e ad un nulla di fatto annunciato, con il quale si celebrerebbe la solenne messa da requiem per “Antica Kroton”.

Inoltre, a più riprese, è stato ricordato che il termine naturale del Programma di investimenti (a valere su fondi Programma di Azione e Coesione e complementare alla programmazione europea 2014/2020 di cui alla delibera CIPE n. 10 del 28 gennaio 2015, rientrante nell’Asse 6 – Azione 6.7.1. del Piano di Azione e Coesione (P.A.C.) 2014/2020 di cui alla D.G.R. Calabria n. 320 del 25 luglio 2017) è fissato al 31 dicembre 2021, con un ulteriore e ultimo termine fissato al 31 dicembre 2023 per la chiusura definitiva dell’intero progetto, e che, da luglio 2018 ad oggi, l’unico dei tre Enti sottoscrittori l’Accordo a non aver iniziato alcun benché minimo procedimento amministrativo (dimostrando di fatto d’essere parte inadempiente agli obblighi assunti, giusta L. 241/1990) è stato il Segretariato Regionale – MiBACT, Ente a profitto del quale, viste le ultime comunicazioni fatte, questa Amministrazione intenderebbe concedere buona parte delle risorse assegnatele, rimodulando le schede e gli interventi, svestendosi delle proprie prerogative e competenze istituzionali e conseguentemente non adempiendo essa stessa al contratto sottoscritto.

Bocciato, pertanto, il solo pensiero di avviare, dal punto di vista amministrativo, l’iter di questa, per noi insensata, “Rimodulazione”, si è passati alla trattazione degli aspetti relativi alla tutela, conservazione e valorizzazione, in merito alle competenze in capo al Comune di Crotone, «in materia urbanistica, nonché in tema di valorizzazione delle aree archeologiche non di proprietà statale», e di quelle «istituzionali nel campo della tutela, manutenzione, restauro, conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale» in capo al MiBACT – Segretariato Regionale per la Calabria. A sostegno delle nostre argomentazioni abbiamo portato ad esempio casi specifici e ben conosciuti, sia dai tecnici di settore che dalla gente comune, che dimostrano la fattibilità, la bontà e la necessità dei progettati interventi di scavo e valorizzazione all’interno delle aree urbane prescelte nel programma, quali Piazza della Resistenza e Piazza Mantegna: l’una (p.zza della Resistenza) assimilabile al «Museo dell’Almoina» di Valencia (Spagna) e l’altra (p.zza Mantegna) riconducibile alla «Domus del Chirurgo» di Rimini. Due modelli, rappresentativi e diversi, di come, a seconda della conformazione fisica del sito e dei ritrovamenti, sia possibile intervenire nel cuore pulsante di una città, riqualificare una piazza sulla quale insistono edifici moderni, palazzi di pregio e monumenti, e trasformarla in un vero e proprio Istituto della cultura di esclusiva competenza comunale, capace di parlare con gli altri spazi urbani con i quali è connesso.

Non uno scavo archeologico a cielo aperto, lasciato in balia “dell’acqua e del vento”, ricettacolo di erbacce e immondizia, come qualcuno da troppo tempo sbandiera e come, purtroppo, il MiBACT, da queste parti, ci ha abituato, ma un luogo nel quale tutelare, conservare e soprattutto valorizzare, attraverso mirate azioni di comunicazione e con l’ausilio di start-up locali, appositamente finanziate (Scheda 1.5.1), quanto si andrà a scoprire e studiare, sotto gli occhi di tutti. Operazione, questa, che prevede, ex ante – in itinire – ex post, una progettazione efficace ed efficiente che coinvolga alte professionalità del settore. Tali interventi erano già stati avviati con la campagna di Archeologia Preventiva dell’agosto 2019, i cui risultati, stranamente, né il Commissario Prefettizio, né questa Amministrazione hanno inteso comunicare alla nostra Città. Interventi che, per legge, dovranno essere nuovamente fatti, con tutta la trafila burocratica conseguente, se si intraprendesse la strada della “Rimodulazione”.
Per quanto fin qui scritto e per quanto tanto altro detto nella audizione, alla quale per brevità si rimanda, si rimarca la necessità e l’opportunità di non caparbiamente continuare verso l’ottusa linea di una “Rimodulazione a tutti i costi” in nome del «tutto ciò che è prima di noi è sbagliato», anzi, come detto, le Associazioni e le Competenze cittadine sono pronte a dare una mano. Non c’è più tempo per le parole. Occorre correre facendo buon uso di quanto avviato.
Dio non voglia, per la nostra Comunità e per il futuro dei suoi figli, che questa Amministrazione passi alla storia come quella che perse i 61 milioni di Euro di Antica Kroton.