Antica Kroton, verso le nuove convezioni: “Stilare un cronoprogramma con il Ministero”

Antica Kroton, verso le nuove convezioni: “Stilare un cronoprogramma con il Ministero”

Crotone – Oggi parte il progetto di Antica Kroton, il quale era partito su alcune misure, con le rimodulazioni: “Abbiamo aspettato che ci fossero le condizioni tecniche per farla partire in maniera decente” ha esordito così il primo cittadino di Crotone presentando i lavori di riqualificazione della città: “Un progetto ambizioso, occasione per dare alla città un volto nuovo con il recupero dell’archeologia”, ha continuato. L’occasione, in un’apposita conferenza stampa convocata questa mattina, è stata propizia per presentare il nuovo dirigente del progetto Antonio Senatore.

Ora il Comune è in attesa di firmare le convezioni: “Per essere operativi bisogna aspettare le firme, in attesa che ci chiami la Regione“, conclude il sindaco. Dopo l’approvazione delle rimodulazioni, che prevedono l’ufficializzazione del rinvio al 2025, “condizione senza la quale Antica Kroton non si sarebbe realizzata“, ha aggiunto l’assessore alla Cultura Rachele Via, vi è la definizione della possibilità di spesa e di rendicontazione: “Con le vecchie convenzioni, qualora non si fosse spesa un’intera cifra di una misura, anche con una semplice economia di gara, l’intera cifra si sarebbe riversata sulle casse del Comune, che avrebbe mandato in dissesto l’ente”. Con la nuova modifica, in intesa con la Regione, sono state effettuate nuove convenzioni: “La rendicontabilità della spesa è legata al raggiungimento dell’obiettivo”.

La mia è una grande responsabilità – ha dichiarato il dirigente di Antica Kroton Antonio Senatoresopratutto per il finanziamento importante che potrebbe essere un elemento di leva per la crescita economica del territorio. I tempi non ci preoccupano, bisognerà raggiungere la meta. Questo progetto è rivolto alla riqualificazione culturale della città: gli interventi non riguardano solo l’amministrazione comunale, ma anche altri attrattori come il Ministero dei Beni Culturali per lavorare insieme, stilare un crono programma, ma anche e sopratutto individuare insieme un pensiero di crescita del territorio grazie alla messa in sistema dei grandi attrattori che però sono di proprietà dello stato e bisogna lavorare – conclude – verso un pensiero unico del territorio”.