Antonio Marziale: ««Il Garante è una cerniera tra i bisogni dei bambini e le istituzioni»

Antonio Marziale: ««Il Garante è una cerniera tra i bisogni dei bambini e le istituzioni»

Il sociologo riconfermato Garante dei diritti dell'infanzia e dell'adolescenza

Antonio Marziale è stato riconfermato Garante per i diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza della Regione Calabria. Un impegno che continua per il sociologo di Taurianova che ricoprirà ancora la carica con lo stesso spirito propositivo a difesa dei diritti dei bambini e dei ragazzi calabresi. Un curriculum di prestigio il suo. Laureato con lode in Scienze della Comunicazione presso l’Università degli Studi di Cassino e con il massimo dei voti in Sociologia Magistrale presso l’Università degli Studi di Milano Bicocca, è Fondatore e Presidente dell’Osservatorio sui Diritti dei Minori. è stato anche insignito della Laurea Honoris Causa in Psicologia Sociale e nominato “Cavaliere dell’Ordine Al Merito della Repubblica Italiana” dal Capo dello Stato.
Docente di Comunicazione Politica e Sociale presso il Master Universitario di “Formazione alla Carità Politica” dell’Università Europea di Roma, è stato assistente in orfanotrofio ed educatore di gruppi infantili e adolescenziali presso l’Azione Cattolica Italiana e la Gioventù Francescana, amministratore pubblico e Coordinatore delle Politiche Giovanili presso l’Assessorato allo Sport e ai Giovani della Regione Lombardia.

Una riconferma che premia la bontà del lavoro svolto.

Sì, segno evidente che ci sono stati anni in cui si sono ottenuti risultati, in cui si è lavorato, si è dimostrato che non è il ruolo che fa il Garante ma è la persona che dà dignità al Garante.

Darete continuità al lavoro intrapreso?

Certo, lavoreremo sull’onda del fare come abbiamo fatto in passato. Riprenderemo da dove abbiamo lasciato. Ci sono tanti risultati che ci prefiggiamo di raggiungere con un’amministrazione che mi sta dando segnali di assoluta disponibilità.

Durante il suo primo mandato sono stati raggiunti obiettivi importanti.

Sono stati 890 gli interventi eseguiti, il 90% andati a buon segno, ci siamo battuti per la terapia intensiva pediatrica che in Calabria non c’era mai stata e adesso invece è attiva.

Anche la Neuropsichiatria infantile sarà una vostra battaglia?

La mancanza di questo reparto è una lacuna enorme. Nella regione più povera d’Italia, con il disagio psico-sociale più accentuato, il fatto che nessuno l’abbia mai istituita preoccupa. Ecco perché sarà sicuramente uno dei nostri obiettivi prioritari.

Quali saranno gli altri?

Sicuramente il primo sarà far capire alla gente che c’è un garante istituzionale che però non deve essere il delegato ai ruoli dei genitori, dei docenti, dei dirigenti scolastici. Deve essere il garante istituzionale, ed esiste proprio perchè ci sono gli adulti di riferimento che non fanno i garanti come dovrebbero! Ricordiamo che più garanti degli adulti non c’è nessuno.
Abbiamo letto dati preoccupanti sulla povertà delle famiglie italiane e su quella educativa, soprattutto in Calabria.
Nella nostra regione alla stragrande maggioranza degli edifici scolastici, per fare un esempio, manca addirittura il certificato di agibilità.

Come intervenire?

Facendo in modo che ognuno faccia il suo, che chi è preposto ad occuparsene lo faccia! Il Garante farà da stimolo affinché ciò accada. Bisognerà poi cominciare ad individuare le responsabilità perché ciascuno risponda a ciò che accade.

Un messaggio ai calabresi.

Il Garante c’è ed è a disposizione ma deve essere aiutato e sostenuto ma non è un potere è una cerniera tra i bisogni dei bambini e le istituzioni e funziona se gli adulti lo fanno funzionare. Se non si impegnano in questo compito mancano di rispetto ai bambini.

V. R.