Antonio Oliverio torna in libreria: il mare, gli squali e l’amore nel nuovo romanzo
“Ti ho trovata all’orizzonte” porta Crotone e la ricerca marina nel racconto di due giovani ricercatori partiti per il Sudafrica
Dal mare di Crotone al Sudafrica, passando per la ricerca scientifica, gli squali e una storia d’amore. È il percorso narrativo scelto da Antonio Oliverio per il suo secondo romanzo, “Ti ho trovata all’orizzonte”, pubblicato da Brè Edizioni, marchio del gruppo editoriale Santelli. Il libro sarà disponibile nelle librerie italiane dal 6 novembre, in formato cartaceo e digitale.
Rispetto al suo esordio, “Sulla stessa traiettoria”, il nuovo romanzo cambia scenario e mette il mare al centro della storia. Non soltanto come ambientazione, ma come elemento capace di accompagnare la crescita dei protagonisti e di influenzare il loro rapporto.
«Le tematiche si ripetono per alcuni versi, quelle legate all’amore, ma Ti ho trovata all’orizzonte ha un contesto diverso. Il pilastro centrale del romanzo è proprio il mare», racconta Antonio Oliverio.
I protagonisti sono Hailey ed Enea, due giovani ricercatori che partono per il Sudafrica per una spedizione scientifica. Lui è originario di Crotone, lei di Cosenza. È proprio durante l'esperienza africana che si incontrano, si incuriosiscono e iniziano ad avvicinarsi.
Il mare diventa così il primo terreno sul quale si sviluppa la loro conoscenza. «Il lettore viene portato proprio in questo contesto marino, in cui va a scoprire la bellezza, la profondità e la libertà che il mare può donare», spiega l’autore.
Una parte importante del romanzo nasce anche dalla passione personale di Oliverio per la ricerca marina e, in particolare, per gli squali. Un interesse coltivato fin da bambino attraverso i documentari e diventato poi parte del suo percorso di studi e delle esperienze sul campo.
«Gli squali vengono percepiti come assassini, come animali feroci, da evitare. In realtà sotto questa maschera si nascondono animali importantissimi per il nostro ecosistema marino». Per Oliverio sono «la chiave di volta degli oceani»: occupano infatti una posizione fondamentale nella catena alimentare e la loro progressiva scomparsa può avere conseguenze sull'intero equilibrio dell'ecosistema.
L'esperienza in Sudafrica ha avuto per l'autore anche un significato personale. Il viaggio legato al progetto sugli squali gli ha lasciato soprattutto «una gratitudine» nei confronti della vita quotidiana e di ciò che spesso viene dato per scontato.
«Quando vediamo persone che hanno poco, ma sono comunque felici e sempre con il sorriso, ci rendiamo conto di quanto siamo fortunati e iniziamo ad apprezzare ciò che abbiamo».
Il viaggio diventa quindi anche uno strumento per guardare con occhi diversi la realtà da cui si proviene. E proprio qui torna il tema dello spopolamento della Calabria e delle opportunità per chi sceglie la ricerca scientifica.
Per Oliverio, la Calabria avrebbe caratteristiche particolarmente favorevoli proprio nel campo della ricerca marina. «Parliamo di un punto del Mediterraneo importantissimo, che presenta caratteristiche marine davvero eccezionali e che merita di essere conosciuto, studiato e soprattutto divulgato». Il problema, però, resta quello della necessità per molti giovani ricercatori di cercare altrove le proprie opportunità.
Nel romanzo, nonostante il viaggio internazionale, c'è spazio anche per Crotone. La città non viene utilizzata soltanto come luogo d'origine di Enea, ma entra concretamente nella narrazione attraverso alcuni dei suoi luoghi più riconoscibili.
«Per la mia città ho un amore, un affetto, una stima incredibile perché mi ha dato tanto e ancora oggi continua a darmi tanto», racconta Oliverio.
Nel libro compaiono il lungomare, il promontorio di Capocolonna, il Castello di Carlo V e soprattutto quell'aspetto umano che l'autore considera distintivo della città. Crotone diventa il luogo nel quale Hailey, arrivando da fuori, riesce a sentirsi accolta e quasi a casa.
Dopo il Sudafrica, però, la storia cambia. Il ritorno porta con sé le prime divergenze tra i due protagonisti. Il contesto della ricerca, del mare e degli squali lascia progressivamente spazio alla dimensione sentimentale e alle difficoltà del rapporto.
«Al rientro dal contesto africano cominceranno le prime divergenze e i primi scontri tra i due», anticipa l'autore.
Anche in questo caso, dunque, l'amore non viene raccontato come un percorso lineare. Oliverio guarda alle relazioni dei giovani di oggi e alla trasformazione del concetto stesso di romanticismo.
«I social hanno proprio distorto l'idea che noi abbiamo di romanticismo e di relazioni», sostiene. Da qui nasce una storia sentimentale più complessa, nella quale l'attrazione iniziale lascia spazio a incomprensioni, distanze e confronti.
Il nuovo romanzo mette così insieme alcuni degli elementi più legati al percorso personale di Antonio Oliverio: il mare, la ricerca, gli animali marini, il rapporto con la Calabria e l'attenzione alle relazioni umane.
E mentre il secondo libro si prepara ad arrivare nelle librerie, non c'è ancora un progetto per un terzo capitolo. Alla domanda su una possibile trilogia, Oliverio risponde senza esitazioni: «No, ancora non è in programma».
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