Apertura del mese mariano, il Vescovo Torriani richiama alla fede autentica: "Non è superstizione"
All’Immacolata apertura del settennale e mese mariano: l’arcivescovo invita a una fede autentica, non superstiziosa, radicata nella vita
La giornata si era aperta già a mezzogiorno con il rito della calata del quadro (leggi QUI), il gesto che ci fa entrare nel mese mariano e, in particolare quest'oggi, nel settennale. In serata, alle 18:30, la messa solenne ha dato ufficialmente avvio anche al settennale, richiamando numerosi fedeli.
Durante la liturgia, l'arcivescovo Alberto Torriani ha indossato la casula mariana azzurra, segno liturgico della devozione alla Madonna, insieme alla mitria semplice nei colori bianco e azzurro, impreziosita dallo stemma episcopale inciso nelle infule.
Nell’omelia, il pastore della diocesi di Crotone-Santa Severina ha richiamato il significato di questo tempo, ricordando ai presenti che non si tratta solo di un inizio temporale: “Non è semplicemente l’inizio di un mese, ma un’entrata più profonda nel mistero della nostra fede. È un cammino che ci chiede di riscoprire cosa significa davvero essere cristiani”.
Un passaggio del suo intervento ha riguardato, invece, il rischio di vivere la fede in modo superficiale: “La fede non è un rifugio superstizioso, non è qualcosa di magico che ci protegge automaticamente. È fiducia viva in Dio, è esperienza concreta che trasforma la vita”.
Monsignor Torriani ha poi richiamato l’esperienza degli apostoli, e il Cristianesimo, ha detto, nesce da un cambiamento reale: “Non hanno solo ascoltato un messaggio, ma ne hanno fatto esperienza. Da persone segnate dalla paura sono diventati testimoni coraggiosi”.
Il riferimento alla storia della salvezza e alla vita quotidiana è stato rimarcato piu' volte: “Dio non è nostalgia del passato, ma presenza viva nella nostra storia. È dentro le nostre vite, anche nei momenti più difficili”.
Infine, l’invito alla comunità è stato chiaro: vivere questo mese mariano come un percorso autentico, lasciandosi guidare da Cristo. “Gesù non propone un sentimento religioso superficiale, ma una strada: io sono la via, la verità e la vita. La nostra esistenza trova senso solo se illuminata da Lui”. E la fede, dunque, “non un è rifugio superstizioso: è fiducia viva in Dio”.
E per questo tempo mariano, ha detto: “Non siamo chiamati a vivere la devozione mariana come un insieme di riti che ci mettono al sicuro, ma come un percorso di fede: Maria ci guida a una fiducia profonda in Dio, che non ha nulla di magico o superstizioso, ma nasce dall’incontro con il Vangelo”.
“Con Maria impariamo che la fede non è qualcosa di automatico o garantito da gesti esterni, ma una risposta libera e consapevole: per questo ogni forma di superstizione è lontana dal Vangelo e dal vero significato del mese mariano”, ha concluso.
Danilo Ruberto
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