Atletica a Crotone, lo sfogo di Ruggiero: “Basta sprechi, non metterò più piede nel Settore B”

Il maratoneta affronta il tema di gestione, costi e regole ignorate: giovani atleti lasciati a casa, diritti calpestati e istituzioni silenti

A cura di Redazione
20 marzo 2026 13:00
Atletica a Crotone, lo sfogo di Ruggiero: “Basta sprechi, non metterò più piede nel Settore B” - Foto: Danilo Ruggiero
Foto: Danilo Ruggiero
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Riceviamo e pubblichiamo - "È dopo aver concluso la maratona di New York che ho preso la mia decisione: non metterò più piede nell’impianto sportivo Settore B". Inizia con questa dichiarazione durissima lo sfogo di Danilo Ruggiero, l’atleta crotonese che ha deciso di trasformare la sua amarezza in una denuncia pubblica contro un sistema di gestione che definisce opaco e irrispettoso delle regole. Un investimento sprecato: la fuga dei giovani atleti La perdita più grave non è burocratica, ma umana. "Ad inizio stagione avevo iniziato a mettere su una squadra di giovani", racconta Ruggiero. "In poco tempo avevamo raggiunto numeri importanti, ma costituire una società comporta costi concreti. Investire sapendo di dover pagare per un impianto utilizzabile solo al 20%, con orari proibitivi per i ragazzi e senza la possibilità di pianificare allenamenti seri, significa buttare via risorse. A malincuore, ho dovuto mandare via i miei atleti: è una sconfitta per tutta la città". A rendere il quadro ancora più critico è una gestione economica definita "anomale".

Il Settore B, infatti, risulta essere l’unico impianto in cui, per l’atletica, non si acquista uno spazio orario – come avviene normalmente negli altri impianti – ma si paga in base al numero di atleti che accedono. Un sistema fortemente penalizzante: non solo aumenta i costi per le società, ma non garantisce neppure lo spazio che spetterebbe di diritto. Una scelta che appare come una “genialata” per incrementare gli introiti, ma a scapito della qualità e dell’esclusività del servizio. Il "giallo" del subentro e le scuse tardive Ruggiero scoperchia il vaso di Pandora su uno scambio di PEC inquietante. Alla richiesta di spazi, è emersa un’associazione terza che dichiarava di essere subentrata nella gestione per conto della Sakro. "Un atto vietatissimo dal regolamento", spiega. "Mi meraviglia che un presidente con esperienza nella gestione dello Stadio Ezio Scida e di altri impianti pubblici possa commettere un errore così grave. Parlare di 'errore terminologico' in atti ufficiali è imbarazzante".

Ruggiero smentisce inoltre le giustificazioni circolate: "Due ASD non possono fondersi arbitrariamente; esistono regole precise. Eppure, il Dirigente e l’Assessore, pur informati dei fatti, non sono intervenuti". La strumentalizzazione post-New York Il rientro dalla Grande Mela è stato, per Ruggiero, l’ultimo atto di una vicenda già compromessa. "Il Comune ha sbandierato i miei risultati sapendo bene che una maratona non si prepara su una pista di 400 metri. Hanno ignorato anni di segnalazioni sulle carenze strutturali e gestionali, preferendo prendersi visibilità sui social mentre, nei fatti, mi veniva negata la possibilità di allenare i miei ragazzi". Il monopolio del calcio e il mistero delle attrezzature Il capitolato d’appalto del Settore B, secondo Ruggiero, sarebbe sistematicamente disatteso: Calendari “monocolore”: le attività pubblicate riguardano quasi esclusivamente una società calcistica. Per esempio, non vengono mai resi noti gli eventi sportivi di alcune squadre di calcio – come quelli dell’FC Crotone Calcio – che, di fatto, utilizzano l’impianto quotidianamente.

Esclusività negata: il capitolato prevede almeno due ore dedicate all’atletica in esclusiva. "Allenarsi nelle corsie è un diritto, non un favore", sottolinea. Attrezzature e costi extra: ufficialmente dichiarate “non utilizzabili” dal Comune, ma di fatto impiegate sul campo dietro richieste economiche aggiuntive.

Conclusione: il silenzio delle istituzioni "A Crotone i diritti passano come favori concessi dall’amico di turno. Non mercanteggerò sulla pelle dei miei ragazzi", conclude Ruggiero. Il silenzio del Comune davanti a segnalazioni formali di possibili violazioni del capitolato rafforza la percezione di un isolamento istituzionale difficile da accettare per chi cerca di promuovere sport con serietà, programmazione e trasparenza.

Danilo Ruggiero

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