Attività commerciali lasciate senza corrente elettrica, l’intervento di Facino (Fenimprese)

Attività commerciali lasciate senza corrente elettrica, l’intervento di Facino (Fenimprese)

«Tempi difficili per tutti i commercianti d’Italia, costretti ad affrontare un periodo di crisi epocale che nessun romanzo di fantascienza avrebbe mai potuto predire o immaginare. La pandemia ha aggravato un disagio che la nostra nazione vive da anni e che assume connotati ancor più drastici nel meridione e in Calabria, ma soprattutto nella realtà di Crotone».
A scriverlo, in una nota, è Francesco Facino Presidente Fenimprese Crotone.

«La città pitagorica – si legge ancora nel comunicato – negli ultimi periodi registra difficoltà di ogni natura, dal Covid all’alluvione, alla microcriminalità, ad un silenzio assordante delle istituzioni, che l’hanno tristemente collocata come fanalino di coda in tutte le classifiche. E certo non aiuta la mala gestio dei servizi essenziali come la distribuzione dell’energia elettrica, che sarebbe fondamentale per un corretto funzionamento delle attività commerciali già di per se in grosse difficoltà.

Da tempo Fenimprese registra e accoglie le problematiche del tessuto imprenditoriale della città , raccogliendo già numerose volte, le lamentele dei commercianti delle centralissime Via Mario Nicoletta, Piazza Pitagora, Via Vittorio Veneto, Via Cutro che si sono visti privati della corrente in più momenti dell’anno, in orari dannosi per gli esercizi pubblici e con scelte di giorni veramente infelici per tutte le attività.

Oltre il danno la beffa: basti pensare alla scelta infelice di privare le suddette vie della corrente elettrica per circa 8 ore nella giornata del 20 settembre in cui riprendono le lezioni a scuola. Da tempo i negozi aspettano questa data per un ritorno alla normalità (si spera) e, pertanto, ad una movimentazione di gente che consentirebbe un aumento di vendite di ogni natura, ma ancora una volta la pessima organizzazione ha giocato un brutto scherzo alle attività commerciali già in serie difficoltà.

Fenimprese, parlando a nome dei suoi associati, non contesta l’interruzione di energia, certamente necessaria per intervenire e migliorare il servizio, quanto piuttosto l’ennesima scelta scriteriata a discapito di un settore già fortemente in crisi. Basterebbe riflettere e valutare meglio le esigenze di chi lavora e dedicare un po’ di attenzione in più a chi da troppo tempo vive disagi e difficoltà che non possono più essere ignorate! Ci auguriamo che questa nostra istanza serva di monito per il futuro e che venga accolta in fretta, e chissà… magari alla velocità della luce»!