Australia, miniere e sogni futuri: il viaggio di Alessandro Mancuso, figlio di crotonesi, fuori dai sentieri battuti
Giovani e fuga dall’Italia: la storia di Alessandro Mancuso tra merito e stabilità
Alessandro Mancuso racconta la sua nuova vita in Australia: dalla musica ai locali, fino alle miniere, Bali e un futuro ancora aperto
Si presenta così su Instagram, con il profilo “Out of pathh”, Alessandro Mancuso, figlio di genitori crotonesi. Nato a Rimini nel 1996, cresciuto a Falconara Marittima, Alessandro è un volto che il pubblico ha già conosciuto: in passato è stato cantante e ha partecipato anche a un format televisivo.
Dopo aver gestito locali nel Centro Italia ed essersi affermato come giovane imprenditore, oggi la sua vita è cambiata radicalmente. Alessandro si trova in Australia, dove lavora nelle miniere, e sui social racconta giorno dopo giorno questa scelta netta, iniziata con un volo di oltre venti ore, spezzato in più tappe, e con una decisione senza ritorno: “Ho deciso di mollare tutto”.
«Sono andato via perché ero arrivato a un livello di frustrazione totale», spiega nell’intervista che ci ha rilasciato. «In Italia, a livello economico e lavorativo, non vedevo prospettive. Non parlo di diventare ricco, ma di vivere con serenità. Io non cercavo una carriera straordinaria, ma un lavoro normale che mi permettesse di vivere dignitosamente. E invece sembrava impossibile».
Alessandro racconta di averci provato a lungo. «Ho aspettato 28 anni prima di andare via. Non sono uno che scappa subito. Ho avuto attività, ho avuto locali, non stavo male. Ma tra tasse e meccanismi che non funzionano, alla fine sopravvivi e basta. Che tu sia imprenditore o operaio, fai fatica comunque. La tranquillità economica, quella vera, in Italia è sempre più rara».
Nelle prime settimane in Australia, Mancuso ha condiviso sui social le sue impressioni su un sistema che definisce stabile e meritocratico. «Qui se lavori bene, cresci. Se piaci, se sei affidabile, investono su di te. Guadagni di più, fai carriera. In Italia questa cosa non esiste: spesso si ha paura di chi si impegna davvero».
Un passaggio centrale del suo racconto riguarda anche le politiche verso i giovani. «In Italia non si investe nei giovani, si investe sempre e solo nei vecchi che stanno al potere. È un Paese che non ti permette più di sognare. Un ragazzo oggi cosa deve fare? Che prospettive ha? È questo che spinge sempre più persone ad andarsene».
Capitolo musica: una scelta consapevole. «Ho mollato il mondo musicale perché non volevo trasformarmi in qualcosa che non ero. Ho visto un ambiente che non sentivo mio. Avrei dovuto costruire un personaggio, vendermi. Ho preferito fermarmi e trasformare la musica in qualcosa di personale, non più legata al successo».
Il confronto tra Italia e Australia resta costante. «L’Italia è bellissima, abbiamo il cibo migliore del mondo, una cultura incredibile. Io amo il mio Paese, ma sono stato costretto ad andare via. Qui la differenza è semplice: non sopravvivi, vivi. Puoi permetterti una cena in più, una vacanza in più, senza guardare ogni volta il conto».
Sempre più giovani scelgono di emigrare, secondo Alessandro, anche per un clima sociale pesante. «C’è tanta frustrazione. Basta guardare i social: rabbia, odio, insoddisfazione. I ragazzi cercano semplicemente un ambiente più sereno, una prospettiva di vita migliore».
Il lavoro nelle miniere è arrivato grazie a contatti maturati negli anni. «Ho conosciuto un ragazzo lavorando nella logistica del Giro d’Italia, che è stato il mio ultimo impiego prima di partire. Lui aveva già fatto questa esperienza e mi ha aiutato a entrare. Ora, oltre alle miniere, collaboro anche con la sua agenzia che porta altri ragazzi qui a lavorare».
E il futuro resta volutamente aperto. «Non so cosa farò domani. Ho ancora due anni e mezzo di visto. Sto mettendo via soldi e sto costruendo una fanbase su Instagram, semplicemente essendo me stesso, senza personaggi. È fondamentale oggi se vuoi lavorare online».
Tra le ipotesi, anche un possibile trasferimento a Bali. «C’è la possibilità di lavorare lì, prendere uno stipendio fisso e vivere in un contesto diverso. Oppure restare in Australia e puntare alla cittadinanza. O ancora cambiare completamente strada».
Non manca nemmeno un progetto più visionario. «Sto valutando di vendere casa in Italia, comprare un catamarano e girare l’Asia, raccontando viaggi e luoghi. Un’idea un po’ da pirata, vedremo».
Per ora, Alessandro Mancuso vive il presente. Dall’Australia continua a raccontarsi, senza filtri, invitando chi lo segue a guardare oltre i confini e a non smettere di cercare una vita che sia davvero, finalmente, vita. Ma non è un personaggio, è semplicemente sè stesso. Alessandro.
Danilo Ruberto
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