“Aut Aut” è il primo corto con il crotonese Vincenzo Amoruso protagonista

“Aut Aut” è il primo corto con il crotonese Vincenzo Amoruso protagonista

Si chiama “Aut aut” il primo cortometraggio che vede protagonista il crotonese Vincenzo Amoruso, di recente insignito del Premio Internazionale Crocitti, diretto da Matteo Ghisleri (2004). Il titolo richiama i cinque tomi del filosofo danese Soren Kierkegaard ed è stato pubblicato il 25 gennaio 2021. La sceneggiatura è firmata sempre dal vercellese Ghisleri, con cui Amoruso continuerà la collaborazione, e vede alla recitazione Camilla Barbuti, Isabella Genovese, Serge Moo, Federica Nobile, Samuele Rosate Giorcelli.

Girato nella città di Vercelli, Amoruso è Pietro, il quale si trova di fronte ad una scelta dopo la morte della sua compagna, una ballerina: o questo o quello. Non vogliamo svelarvi niente del corto, che potete vedere qui su FilmFreeway. «Aut Aut è un cortometraggio fatto con passione e impegno – ci ha detto l’attore Amorusoil mio non è stato un personaggio facile, raccontare la sofferenza e la pazzia tramite l’arte credo che sia una delle cose più difficile del mondo. Questo è uno dei tanti progetti che farò insieme a Matteo Ghisleri, il nostro compito è quello di portare l’arte negli occhi della gente».

Aut Aut è uno sberleffo al privato, ha detto il regista. «Con questa mia opera prima addormenterò gli svegli con un refolo di finzione e sveglierò i dormienti assolvendoli dal fardello del quotidiano attraverso un insolito macguffin capace di rifrangere la doxa: lo specchio. All’ au delà de lo specchio – continua – tra Tarkovskyj e Cocteau, trovo la mia identità percorrendo una per una le strade infinite e integerrime che mi sgorgano davanti agli occhi. Le gambe sono semoventi e le braccia si disarticolano in cerca d’appigli sul modello del Christus Patiens di Giotto. Ma l’appiglio dove sta? Nel caos della vita estetica e nella lacerazione dell’apollineo, quella sempiterna condanna che l’uomo sconta inesorabilmente. Se il Teatro fosse ancora vegeto definirebbe il 2020 come uno degli anni più stupidi della storia dell’umano escremento: Apollo ha smesso di brulicare, io ho strappato un capello a Kierkegard e l’uomo ha rischiato l’estinzione. Ahimè eccoci nel 2021 con tanti buoni propositi per ingannare lo sciabordio del tempo e l’avvento della stupidità».

 

 

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Danilo Ruberto