Autolinee Romano, stipendi e servizi garantiti fino a dicembre. Servono altre garanzie

Autolinee Romano, stipendi e servizi garantiti fino a dicembre. Servono altre garanzie

Gli stipendi dei dipendenti delle Autoliee Romano saranno garantiti fino a dicembre. Si è conclusa con questa garanzia il tavolo che si è tenuto ieri in Regione insieme ai sindacati del settore.

Una boccata d’ossigeno per l’azienda, i lavoratori e gli utenti che per tre giorni sono rimasti a piedi. Dopo il mancato corrispettivo della paga totale di una mensilità, i dipendenti dell’impresa che si occupa del trasporo pubblico locale, hanno infatti indetto uno sciopero spinti anche dalle tante incertezze del futuro.

Come spiegato alla vigilia dell’incontro in cittadella da Francesco Aprigliano, dipendente della ditta di trasporto, è stata chiesta una ristrutturazione del settore, l’aumento delle tariffe ormai ferme al 2015 e l’istituzione di un tavolo permanente sulla crisi del settore. I

Istanze portate all’attenzione della Regione dai sindacati. «La situazione è critica per tutto il comparto- ha spiegato il segretario regionale FIT Cisl Peppe Larizza a margine della riunione – e riguarda la crisi sui costi di produzione nelle aziende del Trasporto pubblico Locale (TPL) che, è bene ricordare è un patrimonio per la Calabria.

L’azienda Romano, ad esempio, a causa degli aumenti ha un rincaro solo per il gasolio di un milione e 400 mila euro in un anno, costi esorbitanti».

Considerando le difficoltà legate alle infrastrutture calabresi, il settore è indispensabile per garantire la mobilità dei cittadini. Oltre a questo c’è poi anche la qustione occupazione: «La vicenda coinvolge non solo gli utenti ma anche lavoratori e rispettive famiglie che hanno bisogno di garanzie».

Un contesto difficile insomma, reso ancora più complicato dal caro gasolio. «La crisi – continua Larizza – non è determinata da fattori prevedibili.

Prima il covid e poi la guerra con tutte le conseguenze sui rincari ha messo in ginocchio il sistema. Ora – spiega – bisogna fare di tutto per mantenere l’equilibrio economico delle aziende e salvaguardare posti di alvoro e reddito».

La Regione ha fatto uno sforzo per venire incontro dove ha diretta competenza annunciando l’ anticipazione del contratto collettivo di lavoro del 25%, l’anticipazione di una delle due mensilità che solitamente vengono pagate bimestralmente. «Questo – spiega il segratario – consentirà all’azienda di sopravvivere almeno fino alla fine dell’anno in corso.

Si aspetta poi lo sblocco delle risorse che spettano da tempo alle imprese del settore». Due mesi di tranquillità assicurata ma rimane sempre un punto interrogativo sul futuro. Cosa succederà nel 2023? I sindacati sperano in azioni mirate e decisive da parte del Governo centrale che dovrebbe avere contezza dell’emergenza e del momento attuale. «Noi dobbiamo guardare pragmaticamente ai fatti.

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