Autonomia differenziata, il Terzo Settore apre il dibattito: “Sud penalizzato, dobbiamo resistere”

Autonomia differenziata, il Terzo Settore apre il dibattito: “Sud penalizzato, dobbiamo resistere”

“L’Autonomia differenziata, così come è stata presentata in Parlamento, mirerebbe a dividere l’Italia in due, pià di quanto non sia già così da tantissimo tempo”:  ad affermato è il Centro Servizi Volontariato Calabria Centrale, compatto ed unito, che si è ritrovato questo pomeriggio presso la Lega Navale Sezione di Crotone nel Convegno “Autonomia Differenziata” per discutere insieme ai volontari, agli enti del terzo settore, ai cittadini ed alle istituzioni, della proposta di legge sull’autonomia regionale che “rischia, in una regione con forti criticità come la Calabria, di aggravare le disparità già esistenti soprattutto in relazione ai livelli essenziali delle prestazioni”, come ricordato da Filippo Sestito, dirigente nazionale Arci.

“E’ necessario dare a tutti i territori le stesse possibilità, sia in termini sanitari che di servizi legati a formazione ed istruzione –  ha continuato – questo per noi è un passaggio fondamentale,. perchè se dovesse passare la riforma di Calderoli tutte le regioni del Sud Italia subirebbero un danno notevolissimo, determinato dal fatto che si continuerà a dare fondi in base alla spesa storica, quindi solo il centro Nord ne gioverebbe”.

“Questa riforma colpisce la carne fragile del paese – ha affermato l’assessore alle politiche sociali del Comune di Crotone Filly Pollinzicosì come è concepita colpisce i diritti fondamentali delle persone, e non mettendo in condizioni il Sud di adeguarsi, mi sembra una cosa assurda, e dobbiamo resistere e dire no”.

L’autonomia differenziata è il riconoscimento, da parte dello Stato, di una peculiare specificità di un territorio, mediante l’attribuzione in via esclusiva alla regione a statuto ordinario, di una potestà legislativa per le materie di legislazione concorrente e  per tre di quelle di competenza esclusiva dello Stato. Presente anche la Portavoce del Terzo Settore crotonese Manuelita Scigliano“La riforma è negativa per i territori fragili e, dunque, con la sua approvazione sarebbe deleteria soprattutto per il crotonese – ha detto – Con l’autonomia differenziata verrebbe meno un principio di solidarietà dei nostri territori”.