Back to School, Fondazione l’Albero della Vita in Calabria: 500 kit scolastici contro la povertà educativa
L’iniziativa coinvolge sei città italiane, tra cui Catanzaro, per sostenere bambini e famiglie in difficoltà e garantire a ogni studente pari opportunità di partenza.
Per milioni di bambini settembre rappresenta l’inizio di un nuovo anno scolastico. Invece, per molte famiglie, significa affrontare una spesa che può diventare difficile da sostenere: zaini, quaderni, astucci, strumenti tecnici e libri di testo sono arrivati a costare una media di 673 euro per studente con un incremento del 2,3% rispetto al 2025 (Federconsumatori 2026). Una cifra che, per una famiglia con anche più figli in età scolare, può diventare difficilmente accessibile e costringere a scegliere tra bisogni ugualmente essenziali.
Garantire a ogni bambino il materiale necessario per affrontare il primo giorno di scuola significa offrire a tutti le stesse condizioni di partenza e rendere il rientro in classe un momento davvero inclusivo. È in questo contesto che Fondazione l’Albero della Vita rinnova anche quest’anno il proprio impegno con la campagna Back To School distribuendo 500 kit scolastici nelle sei città italiane in cui è presente: Catanzaro, Milano, Genova, Perugia, Napoli e Palermo. I kit scolastici rappresentano un aiuto concreto per le famiglie e il primo passo di un impegno che va ben oltre il mese di settembre.
Secondo i dati ISTAT del 2025, il 22,6% della popolazione italiana era a rischio di povertà o esclusione sociale, pari a circa 13,3 milioni di persone. Tra i minori la situazione è ancora più delicata: nel 2024 il 26,7% dei minori di 16 anni risultava a rischio di povertà o esclusione sociale, con una situazione particolarmente critica nel Mezzogiorno e nelle Isole. Anche sul fronte della dispersione scolastica, sebbene il dato nazionale sia sceso all’8,2% nel 2025, persistono forti differenze territoriali: si passa dal 6,9% del Nord al 10,1% del Sud, fino al 13,7% delle Isole.
Nelle città in cui dispersione scolastica e povertà educativa rappresentano una sfida ancora aperta, Fondazione l'Albero della Vita è presente durante tutto l'anno accanto a bambini, ragazzi e famiglie con percorsi di supporto allo studio, laboratori per il potenziamento delle competenze trasversali, attività STEM, iniziative per la scoperta del territorio e del patrimonio culturale, opportunità di accesso alla pratica sportiva, percorsi di educazione al rispetto e al superamento degli stereotipi di genere, oltre alla distribuzione di materiale scolastico quando necessario. È questa presenza costante sul territorio, costruita giorno dopo giorno, a rappresentare il contributo più significativo nel contrasto alla povertà educativa e nel creare le condizioni affinché ogni bambino possa crescere, apprendere e costruire il proprio futuro. Nel 2025, in tutta Italia, gli operatori ed educatori della Fondazione hanno supportato 8.312 persone e coinvolto oltre 4.100 minori nelle loro attività sul territorio.
In Calabria oltre 380 mila persone vivono in condizioni di grave deprivazione materiale e sociale, pari al 20,7% della popolazione residente. Tra i minorenni la situazione è ancora più delicata: il 48,8% è a rischio di povertà ed esclusione sociale.
Anche sul fronte educativo emergono criticità rilevanti. In Calabria la quota di studenti e studentesse della scuola secondaria di primo grado a rischio di dispersione scolastica è pari al 21,2%, un dato superiore alla media nazionale del 12,3%. Tra gli studenti e le studentesse della scuola secondaria di secondo grado il dato si attesta invece all’11,6%. A queste fragilità si aggiungono difficoltà nell’accesso alle opportunità culturali e sportive: in Calabria legge libri solo il 35,3% degli adolescenti, mentre il 35,1% dei giovani non pratica sport, il valore più alto in Italia. Poco più di un terzo ha inoltre visitato mostre o musei nell’ultimo anno.
È nei quartieri catanzaresi di Aranceto e Santa Maria che Fondazione l’Albero della Vita concentra una parte significativa del proprio lavoro sul territorio. Qui la Fondazione è impegnata accanto a bambini e famiglie nei quartieri attraverso attività di contrasto alla povertà educativa e in collaborazione con diversi istituti scolastici del territorio: IC Milani Preti, IC Patari Rodari Pascoli, Aldisio, Convitto Nazionale P. Galluppi, Liceo Scientifico Siciali, ITT G. Malafarina, Polo Liceale Campanella Fiorentino e Liceo Classico P. Galluppi.
“La Scuola, davvero inclusiva e socialmente solida, è il luogo in cui un bambino, una bambina, un ragazzo o una ragazza impara a guardare all'adulto che sarà: consapevole, orientato al futuro e ben radicato nei valori della cittadinanza, del merito e dell'accoglienza. I kit scolastici di Fondazione l’Albero della Vita nascono per abbattere lo stigma della povertà e fare un primo passo nella lotta alla dispersione, ma la vera sfida si vince ogni giorno. Per questo siamo presenti accanto ai minori e alle loro famiglie durante tutto l'anno, affinché l'istruzione sia, e rimanga sempre, la più potente leva di riscatto e crescita personale” ha dichiarato Isabella Catapano, Direttrice Generale Fondazione l’Albero della Vita.
Storia (N.B. il nome e alcuni dettagli sono stati modificati per tutelare la privacy del minore)
Marco ha 11 anni, ha finito la prima media e vive a Milano, nel quartiere di Baggio. I suoi voti in matematica e geometria erano tra i più bassi della classe. A genitori, insegnanti e compagni ripeteva che quelle materie non gli piacevano e che non facevano per lui. In realtà, il problema era un altro: non aveva il materiale necessario per seguire le lezioni, come compasso, squadrette, album da disegno tecnico e mine. Consapevole delle difficoltà economiche della famiglia, non voleva chiedere ai genitori una spesa in più. Così aveva trasformato una mancanza in un presunto disinteresse, convincendo gli altri, ma soprattutto sé stesso, di non essere portato per quelle materie. Grazie al sostegno ricevuto dai nostri educatori, Marco ha potuto avere gli strumenti necessari e affrontare la scuola con maggiore serenità. Una storia che mostra come, dietro un brutto voto, possa nascondersi una fragilità economica che rischia di passare inosservata.
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