Barbuto su aeroporto: “La superficialità della Regione rischia di buttare tutto alle ortiche”

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Michele Affidato – sezione post

Riceviamo e pubblichiamo

La verità sull’aeroporto di Crotone racconta che il Governo destina soldi a Crotone e la superficialità della Regione rischia di buttare tutto alle ortiche. Nei prossimi giorni incontrerò l’Assessore regionale ai trasporti». A scriverlo in una nota è l’onorevole Elisabetta Barbuto (Movimento Cinque Stelle).


È di oggi la notizia che la Direzione Generale per gli Aeroporti ed il Trasporto aereo presso il MIT ha scritto alla Regione Calabria e per conoscenza al Ministro, all’Enac e alla Sacal, per contestare la nota che la Regione, in data 20.02.2019, ha inviato allo stesso Ministero in merito ad una prima ipotesi di dimensionamento dell’imposizione degli oneri di servizio relativamente all’aeroporto di Crotone.
Appare opportuno e necessario fare un po’ di chiarezza poiché, come al solito, i soliti noti professionisti della politica, hanno già strumentalmente messo in moto la consueta macchina del fango nell’ennesimo tentativo di screditare l’opera del Ministro e, quindi, del Governo tutto in favore della Calabria. Tutto ciò non perché realmente interessati alla risoluzione dei problemi, ma evidentemente al solo scopo di buttare un po’ di fumo e tentare di recuperare lo scarso consenso riportato in occasione delle ultime competizioni elettorali che hanno clamorosamente bocciato l’assoluta inerzia di cui si sono fregiati per il territorio, e soprattutto per il territorio crotonese, nel periodo in cui ben avrebbero potuto concretamente operare in favore dello stesso.
Non ci meravigliamo. Ma la mala fede va stigmatizzata sempre e comunque ed è mia abitudine parlare con dati di fatto e non con supposizioni e fantasiose interpretazioni che lasciano il tempo che trovano e soprattutto ricordiamoci che la politica non può e non deve colmare e/o riparare le incompetenze tecniche. Impariamo a distinguere ed a collocare correttamente i due campi.
Infatti, è di tutta evidenza che in virtù di una legge dello Stato, la 289/2002, all’aeroporto di Crotone è stata riconosciuta la continuità territoriale in considerazione di quella tragica e particolare situazione di isolamento in cui vive il nostro territorio. Ebbene, dopo circa venti anni da quel riconoscimento, il nostro territorio, se possibile, risulta ancora più isolato e depresso e non certo per responsabilità dell’attuale governo, bensì per una sciagurata politica nazionale e regionale che, non solo non è riuscita a tutelare i cittadini della fascia jonica ed a garantire loro un adeguato diritto alla mobilità, chiudendoli in una riserva ma non riesce neanche a manifestare e motivare il perché persistano tuttora, e tragicamente intatti, tutti i presupposti della operatività della continuità territoriale.
Ed allora facciamo un passo indietro. Forse qualcuno era distratto mentre accadeva che…
Il 30 dicembre 2018 il Parlamento italiano approva la legge di bilancio in cui è contenuta la norma che prevede lo stanziamento di nove milioni al fine di consentire i collegamenti da e per l’aeroporto di Crotone.

I funzionari del Ministero, nello spirito della più ampia collaborazione, incontrano già nel mese di gennaio, l’assessore regionale ai trasporti accompagnato dal Presidente della Sacal, invitandolo ad inviare preventivamente uno studio dettagliato e motivato della potenziale domanda di trasporto relativa alle rotte prescelte al fine di consentire una adeguata preventiva istruzione finalizzata alla successiva conferenza dei servizi e ad una corretta formulazione dei successivi bandi di gara anche alla luce delle note posizioni dell’Europa sulla decisione in materia di aiuti di stato.

Il passo successivo avrebbe dovuto essere la richiesta di delega da parte del Presidente della Regione per indire la conferenza dei servizi prodromica alle gare da espletare per aggiudicarsi le rotte.

Avevo, tuttavia, già espresso la mia perplessità in merito al fatto che, a ben tre mesi dal riconoscimento dall’approvazione della legge di bilancio, la Regione non si fosse resa operativa per richiedere la delega allo scopo di convocare la conferenza dei servizi. Perplessità confermata dall’ atteggiamento del rappresentante regionale che, partecipando al tavolo prefettizio svoltosi i primi giorni di marzo a Crotone, su impulso dei comitati cittadini per l’aeroporto, ha sostenuto addirittura che non vi fosse la necessità di avanzare tale richiesta lasciando sconcertati gli interlocutori per la mancanza di conoscenza del preciso dettato normativo sul punto e lasciando già intendere la probabile insorgenza di difficoltà. Ed in effetti era evidentemente consapevole che la nota loro richiesta, a quel punto già spedita al MIT, non possedesse le motivazioni complete per giustificare l’individuazione corretta delle rotte più utili al territorio.

Ciò che non immaginavo , neanche nelle mie più pessimistiche previsioni, era che i rappresentanti regionali dimostrassero una totale superficialità nell’affrontare le tematiche e le esigenze del nostro territorio, esigenze che evidentemente non comprendono e che, di conseguenza, non riescono neanche a manifestare in maniera incisiva, con l’ausilio di una analisi tecnica e scientifica che spiegasse con assoluta chiarezza come e perché il nostro aeroporto non possa e non debba essere considerato una duplicazione dello scalo lametino sia per quanto attiene la potenziale domanda di trasporto in relazione al bacino d’utenza sia per le note difficoltà riscontrabili nei collegamenti da e per Lamezia Terme.

Dunque, a dispetto delle note dei soliti detrattori in assoluta malafede, il Governo, e segnatamente nello specifico, il Ministro Toninelli, non ha fatto alcun dietro front, ma siamo solo di fronte all’ennesimo e disgraziato caso di assoluta incompetenza tecnica dell’ente regionale che ricade sciaguratamente sul nostro territorio analogamente a quanto già accaduto in recentissime occasioni. Come nel caso del mancato riconoscimento dello stato di emergenza nazionale da parte della Protezione civile in seguito alla tromba d’aria del 25 novembre 2018 a Crotone e come già accaduto nei mesi scorsi allorché un nostro emendamento al decreto Genova mirato a stanziare fondi in favore di un comune calabrese alluvionato venne respinto, sempre a causa della inerzia della Regione che non aveva ancora inviato la richiesta di stato di calamità alla stessa Protezione Civile.

La palla passa nuovamente alla Regione con l’auspicio, stavolta, che sappia correttamente motivare l’informativa da rendere, con conseguente beneficio e sollievo per i cittadini tutti della fascia jonica. Per questo motivo, nei prossimi giorni incontrerò i funzionari del Ministro e chiederò un incontro con l’assessore regionale ai trasporti della Regione Calabria.



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