Barretta, FIMP: «Le scuole possono rimanere aperte ma serve organizzazione, sorveglianza e responsabilità»

Barretta, FIMP: «Le scuole possono rimanere aperte ma serve organizzazione, sorveglianza e responsabilità»

I medici pediatri in prima linea in questa emergenza

Lo scorso lunedì tutti gli studenti calabresi della scuola primaria e secondaria di primo grado sono tornati in classe. Il Tar ha accolto il ricorso presentato da alcuni genitori per la riapertura delle scuole e il Consiglio di Stato ha rigettato invece quello presentato dal presidente f.f. della Regione Calabria Nino Spirlì che invece continua a sostenere la sua posizione sulla sospensione della didattica in presenza.

E tra polemiche, soprattutto “social”, tra ansie, paure e diritti da tutelare, ci sono i bambini e anche i pediatri che continuano ad essere in prima linea nella battaglia contro il Covid e nella tutela di due diritti fondamentali: quello all’istruzione e quello della salute. Abbiamo parlato con il presidente provinciale e componente della segreteria nazionale della Federazione italiana Medici Pediatri.


Dottor Barretta qual è la vostra posizione in merito alla riapertura delle scuole?
Sosteniamo la riapertura delle scuole ma con la giusta organizzazione e sicurezza. Le preoccupazioni di tanti genitori sono comprensibili, ma abbiamo un vantaggio: adesso conosciamo il virus, riusciamo ad affrontarlo meglio e finalmente abbiamo il vaccino.

Sarebbe stato effettivamente meglio attendere altri giorni prima di tornare in presenza?
Posticipare ha poco valore. Riaprire le scuola adesso o tra 15 giorni non significa niente, la curva epidemica è imprevedibile e non esiste il rischio zero, a meno che non si decida di chiudere le scuole fino a giugno ma sarebbe un vero danno per bambini e ragazzi. Non dobbiamo infatti mai dimenticare l’aspetto cognitivo dei piccoli e dei giovani. Noi pediatri, è bene sottolinearlo, abbiamo a cuore la salute complessiva dei pazienti e non solo quella fisica.

Quindi cosa si può fare per garantire sicurezza nelle scuole?
I genitori devono pretendere una maggiore organizzazione. Mi riferisco al nodo dei trasporti, agli ingressi e alle uscite scaglionate, alla necessità di definire orari diversificati. Nelle scuole poi, le aule devono essere frequentate da pochi bambini e non per troppe ore. In questo momento, inoltre, sarebbe meglio evitare la mensa.

Dunque il primo punto riguarda la sicurezza. Ma oltre a questo?

C’è un altro aspetto fondamentale che è quello della sorveglianza: è necessario un tracciamento immediato dei bambini potenzialmente positivi, dei genitori e poi eventualmente dei compagni di classe e del personale scolastico.
Per arginare probabili focolai a scuola e nelle famiglie, deve essere effettuato con immediatezza il test molecolare, che è quello più sensibile, ed il risultato deve essere comunicato in tempi rapidi. Ricordiamo che, in mancanza dei test molecolari, possono essere utilizzati i test antigenici rapidi, specie quelli di terza generazione, che sono altrettanti sensibili nei soggetti sintomatici e sono molto utili per gli screening nella scuola. Infine è importante la responsabilità. I genitori devono capire che per poter mantenere le scuole aperte devono rinunciare a qualcosa, evitare occasioni di contagio.

Come sta procedendo la vaccinazione anti-covid?
Confermo un’adesione entusiastica da parte dei medici pediatri che hanno dimostrato senso di responsabilità, ma bisogna accelerare perché più persone vacciniamo e più persone proteggiamo, soprattutto quelle inserite nella cosiddetta fascia debole. Ecco perché proprio noi pediatri abbiamo deciso di aiutare l’Azienda sanitaria provinciale e abbiamo dato la nostra disponibilità ad effettuare le vaccinazioni da calendario (obbligatorie e facoltative) direttamente nei nostri studi in modo che l’Asp possa utilizzare il personale attualmente impiegato al centro vaccinazioni per proseguire la campagna vaccini contro il Coronavirus.

V.R.