Barretta (FIMP Crotone): “Servono più test diagnostici per evitare il collasso del sistema”

Barretta (FIMP Crotone): “Servono più test diagnostici per evitare il collasso del sistema”

Il presidente della federazione provinciale dei pediatri lancia l'appello: "La salute dei bambini è priorità, ma anche andare a scuola in sicurezza"

Nelle ultime settimane i casi di coronavirus registrati nella provincia di Crotone sono aumentati in modo esponenziale mandando, di fatto, il sistema in tilt.

Una curva epidemiologica che ha spinto molti Sindaci a emanare ordinanze di chiusura delle scuole anche a seguito di alcuni soggetti positivi riscontrati negli istituti.

Sull’argomento è intervenuto il presidente della Federazione Italiana Medici Pediatri della provincia di Crotone, dottor Martino Barretta, che già da tempo, e più volte, ha richiamato l’attenzione dell’azienda sanitaria sulla questione che riguarda i test rapidi. “Circa due mesi fa – spiega – avevamo chiesto all’Asp di attivarsi per implementare i tamponi necessari per controllare la tracciabilità dei contatti di positivi e contenere il contagio. Oggi però, con il dilagarsi del virus, la situazione è insostenibile e il sistema è saltato”.

Giorni di attesa per effettuare il test molecolare, ancora giorni per disegnare la rete dei contatti e per processare i tamponi. Un tempo troppo lungo per un virus che corre veloce e che, come era prevedibile, ha colpito la popolazione scolastica.

La scuola- ci tiene a sottolineare il dottor Barretta – non è luogo di contagio, i bambini prendono il virus dagli adulti, ma è un moltiplicatore di infezioni“. Viene da sè che la situazione creatasi in molti istituti ha destato preoccupazione nelle comunità.

Una soluzione per poter vivere questo momento con maggiore tranquillità potrebbe arrivare dai cosiddetti test rapidi. Una circolare del Ministero della Salute del 30 ottobre, ne consente l’utilizzo in determinati contesti, tra questi la scuola.

“Il test rapido effettuato su soggetti sintomatici ha un’alta sensibilità. In parole povere se il risultato è positivo è certo”. Uno strumento che, come spiega Barretta, garantirebbe in ambiente scolastico, e non solo, di tenere sotto controllo eventuali e possibili focolai e consentirebbe ai pediatri di rilasciare i certificati medici in caso di negatività senza dover attendere l’esito dei tamponi.

Il test inoltre potrebbe essere effettuato, se presente nelle scuole, anche dell’infermiere. “In altre regioni – come Emilia Romagna (ndr) – questo test viene già utilizzato e ha un costo irrisorio rispetto al tampone molecolare che ricordiamo è comunque necessario per certificare la guarigione dal virus e dare il pass per il rientro nella società dei positivi. Ora – aggiunge Barretta – serve che l’azienda investa risorse sul personale e serve una macchina per processare i tamponi per evitare l’attesa. La scuola – evidenzia il pediatra – deve continuare in sicurezza ma la chiusura preventiva era necessaria in una situazione come quella che stiamo vivendo. Noi vogliamo che i nostri piccoli stiano bene e vadano a scuola, perché la scuola fa parte della salute dei bambini”.

Barretta lancia poi un appello: “Noi pediatri siamo a disposizione dell’Asp e dei sindaci dei Comuni, siamo pronti a collaborare per il bene dei bambini”.

E proprio dalla collaborazione tra l’amministrazione comunale di Rocca di Neto, pediatri di libera scelta, medici di medicina generale, e il Romolo hospital è partita una campagna di screening. Solo insieme e uniti potremo vincere questa dura battaglia.

Veronica Romano