Bianco celebra Michele Affidato, l’arte orafa crotonese che conquista il mondo

Alla Vecchia Pardesca una serata dedicata all’arte dell’orafo crotonese, tra cultura, istituzioni, memoria identità e orgoglio calabrese qui

A cura di Redazione
25 agosto 2026 13:15
Bianco celebra Michele Affidato, l’arte orafa crotonese che conquista il mondo - Foto Uff. Stampa Michele Affidato
Foto Uff. Stampa Michele Affidato
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BIANCO – Una serata per celebrare un’eccellenza calabrese capace di trasformare l’arte orafa in un linguaggio universale. Nella suggestiva cornice della Vecchia Pardesca, antico borgo di Bianco, oggi in gran parte abbandonato ma ancora capace di restituire scorci di straordinaria bellezza, Michele Affidato è stato protagonista di un incontro dedicato alla sua storia, al suo talento e ai traguardi raggiunti nel corso della sua carriera.

Tra ruderi secolari e la chiesa quattrocentesca, ancora consacrata e scelta anche per matrimoni ed eventi esclusivi, il borgo ha fatto da scenario a una festa dal forte valore simbolico. Al centro, la figura del maestro orafo crotonese, ormai conosciuto ben oltre i confini italiani e sempre profondamente legato alla propria terra.

Affidato è oggi una delle personalità più riconoscibili dell’oreficeria artistica italiana. La sua attività spazia dall’arte sacra alle grandi manifestazioni dello spettacolo, con creazioni realizzate per importanti appuntamenti cinematografici e musicali. È conosciuto come orafo dei Papi, interlocutore referente presso la Pontificia Accademia di Teologia e membro della Chiesa degli Artisti di Roma, oltre a essere ambasciatore Unicef.

A raccontare la sua storia è stata Maria Teresa D’Agostino, che ha ripercorso insieme al maestro le tappe di un cammino iniziato quando era ancora bambino, con una passione precoce per i gioielli e la scelta di andare “a bottega” per imparare concretamente i segreti dell’arte orafa.

Un percorso costruito con sacrificio e determinazione. I primi 100 grammi d’oro acquistati con grande sforzo rappresentarono uno dei primi passi di una carriera destinata a crescere rapidamente. A fare la differenza furono la creatività, il talento e soprattutto una curiosità mai venuta meno.

È stata proprio la voglia di conoscere, studiare e sperimentare, ha raccontato Affidato, a spingerlo verso nuovi percorsi e nuove esperienze, fino a raggiungere risultati probabilmente superiori alle aspettative degli inizi.

Il suo nome è oggi legato anche ai grandi eventi dello spettacolo. Le partecipazioni a Sanremo e ai principali festival cinematografici italiani e internazionali sono ormai numerose. Le sue creazioni hanno conquistato personalità di primo piano, da Sophia Loren a Francis Ford Coppola, diventando nel tempo una delle espressioni più riconoscibili dell’artigianato artistico calabrese.

Eppure, al centro della serata di Bianco è emerso soprattutto l’uomo, oltre al maestro. Un artista rimasto legato alle proprie origini, disponibile e lontano da ogni atteggiamento celebrativo. Un tratto che lo accompagna anche nel rapporto con le comunità calabresi incontrate durante i suoi numerosi viaggi all’estero.

Attorno ad Affidato si è raccolto un pubblico numeroso e caloroso. Presenti il sindaco di Bianco, Giovanni Versace, e l’assessore comunale alla Cultura Catanzariti, indicata come una delle principali artefici dell’organizzazione della serata. Tra gli ospiti anche la senatrice Tilde Minasi, l’assessore regionale alla Pubblica Istruzione Eulalia Micheli e i consiglieri regionali Domenico Giannetta e Orlandino Greco.

Greco ha partecipato anche nella sua veste di delegato del presidente Roberto Occhiuto per i Calabresi nel mondo, annunciando per dopo la prima settimana di settembre la riunione della Consulta chiamata a eleggere il direttivo e a definire un programma di iniziative ambizioso.

Proprio il rapporto tra la Calabria e i suoi cittadini nel mondo è stato uno dei temi centrali della serata. Un patrimonio umano e culturale che, come ha sottolineato lo stesso Affidato, continua a rappresentare un legame forte con la terra d’origine. Nei suoi viaggi, il maestro racconta infatti di incontrare regolarmente tanti calabresi, spesso accomunati da un sentimento profondo di appartenenza.

La manifestazione è stata promossa dal Brutium – I Calabresi nel mondo, con la presidente Gemma Gesualdi impegnata in prima persona nell’organizzazione e nell’animazione dell’iniziativa.

Nel corso della serata è emersa anche un’altra importante eredità artistica della famiglia Affidato. Il figlio Antonio, docente universitario e scultore di talento, presenterà infatti ai primi di settembre una propria mostra al Museo dei Bronzi, appuntamento che si preannuncia di particolare interesse per la scena artistica contemporanea.

La serata di Bianco, dunque, non è stata soltanto un omaggio a un orafo di successo. È diventata il racconto di una storia personale costruita attraverso lavoro, studio e curiosità, ma anche la celebrazione di una Calabria capace di esprimere talenti riconosciuti a livello internazionale.

Una Calabria che Michele Affidato continua a portare con orgoglio nel mondo, attraverso l’eleganza delle sue opere e un legame con le proprie radici che, nonostante il successo, non ha mai smesso di coltivare.

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