Bonifica del Sin di Crotone, Greco: “Serve un Commissario vero, non parole”

La Commissione bicamerale sul ciclo dei rifiuti approva all’unanimità la relazione sullo stato della bonifica del Sin di Crotone‑Cassano‑Cerchiara, evidenziando criticità ambientali, rischi per la salute e l’urgenza di atti concreti. Per Pino Greco, l’att

A cura di Redazione
05 gennaio 2026 11:00
Bonifica del Sin di Crotone, Greco: “Serve un Commissario vero, non parole” -
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Dopo l’approvazione all’unanimità della relazione finale della Commissione bicamerale, l’attivista Pino Greco denuncia ritardi, contraddizioni e l’urgenza di atti concreti per tutelare la salute e l’ambiente.

La Commissione bicamerale di inchiesta sulle attività illecite legate al ciclo dei rifiuti ha approvato la Relazione sullo stato di attuazione degli interventi di bonifica del Sin di CrotoneCassano‑Cerchiara, frutto del lavoro dei relatori on. Andrea Dara (Lega) e sen. Nicola Irto (Pd) e di un gruppo di consulenti tecnici. Il documento analizza lo stato dei lavori, le criticità ambientali e i rischi sanitari, chiedendo alle istituzioni di trasformare le indicazioni in azioni concrete per superare lo stallo che dura da decenni.

Il Sin di Crotone, istituito come Sito di Bonifica di Interesse Nazionale dal DM 468/2001, copre una vasta area terrestre e marina. Le analisi hanno evidenziato contaminazioni storiche da industrie chimiche e metallurgiche, con concentrazioni di metalli pesanti ben oltre i limiti di legge. La recente sentenza del TAR ha annullato l’ordinanza del Commissario straordinario sullo smaltimento dei rifiuti, confermando che la gestione dei materiali pericolosi spetta ai responsabili della bonifica e che in Italia non esistono discariche per TENORM e amianto.

Secondo on. Dara, i dati sanitari dell’ISS non lasciano dubbi: nelle aree del Sin si registrano aumenti significativi di malattie, e serve un percorso di bonifica con tempi certi. Il sen. Irto ha ricordato che il tempo degli annunci è finito e che occorre passare ai fatti, citando il PAUR regionale 2019 e il rapporto Sentieri, che segnalano mortalità e patologie elevate.

Per Pino Greco, la relazione non ha colmato le lacune operative: “Con la relazione finale della Commissione Bicamerale sul ciclo dei rifiuti e illeciti ambientali, anche questa puntata della vicenda Bonifica di Crotone ha trovato il suo epilogo. Ci saremmo aspettati un atto almeno più preciso. Dopo le audizioni a Crotone e Roma si certifica l’ovvio: l’area è contaminata e aumentano i rischi oncologici. Ma questo lo dicevano già le Conferenze dei Servizi del 2019, con prescrizioni del PAUR per portare i rifiuti fuori dalla Calabria.”

Greco sottolinea le contraddizioni politiche: “Il Presidente della Commissione considerava irrazionale quel PAUR, ignorando che era basato su dati tecnici validi. Oggi finalmente la Commissione ne riconosce la necessità. Decisiva è stata l’audizione dell’allora Presidente della Regione Mario Oliverio. La relazione mette in difficoltà ENI, condannata per il danno ambientale, ma manca ancora un passo fondamentale: la nomina di un nuovo Commissario Straordinario.”

L’attivista chiarisce inoltre: “Quando si legge ‘Accelerare e Promuovere’ la bonifica, ci si interroga su come fare. Lo strumento esiste già, previsto dalla Legge 21 febbraio 2014 n.9. Sono passati sei mesi dall’uscita del Gen. Errigo e ancora non c’è nomina. Servono competenze ambientali reali, conoscenza tecnica e rapporti con Università italiane ed europee, non militari improvvisati.”

Infine, Greco smonta le paure sul Regolamento Europeo: “Il nuovo Regolamento 2024/1157 non vieta le spedizioni di rifiuti fuori dall’Italia, ma impone criteri rigorosi per una gestione sicura e trasparente. Ora serve chiudere questa ferita aperta, senza inganni: la montagna non ha partorito neanche il topolino.”

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