Bonifica di Crotone, Eni Rewind dopo lo stop: “Le soluzioni esistono, serve un confronto tecnico”

Dopo il ritrovamento di materiali Tenorm nella discarica a mare dell’ex Pertusola, l’amministratore delegato Paolo Grossi interviene a Buongiorno Regione su Rai 3 e chiede la convocazione di un tavolo in Prefettura con tutti gli enti competenti

A cura di Redazione
14 gennaio 2026 18:17
Bonifica di Crotone, Eni Rewind dopo lo stop: “Le soluzioni esistono, serve un confronto tecnico” -
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C’è preoccupazione sul territorio dopo la sospensione parziale dei lavori di bonifica nell’area industriale di Crotone, ma Eni Rewind assicura che il percorso non si è fermato e che le soluzioni tecniche sono possibili. A dirlo è Paolo Grossi, amministratore delegato di Eni Rewind, intervenuto questa mattina a Buongiorno Regione su Rai 3, ospite di Rita Campanaro, per fare chiarezza sullo stop agli scavi nell’area della discarica a mare dell’ex Pertusola.

I lavori, avviati da circa sei mesi, hanno interessato una delle due discariche fronte mare del sito. Si tratta di quella utilizzata per decenni dalla ex Pertusola per le lavorazioni metallurgiche. «Ci aspettavamo di trovare residui industriali pericolosi e non pericolosi legati ai metalli, ma non la presenza di Tenorm», materiale naturalmente radioattivo, che – ha spiegato Grossi – tutti gli studi e i sondaggi effettuati in passato non avevano mai segnalato in quest’area.

Secondo quanto ricostruito da Eni Rewind, oltre 40 indagini condotte nel 2017 non avevano mai indicato la presenza di Tenorm nella discarica Pertusola, a differenza dell’area Fosfotech, dove è storicamente documentato l’abbancamento di scarti della produzione di fertilizzanti da parte di Montecatini prima e Montedison poi. «In sei mesi abbiamo scavato circa 37 mila tonnellate di materiali, scendendo oltre i due metri di profondità senza riscontrare anomalie», ha precisato l’ad, chiarendo che il ritrovamento riguarda circa 50 metri quadrati, una porzione minima rispetto ai cinque ettari complessivi della discarica.

Lo stop è stato quindi disposto per consentire le verifiche previste dalla normativa in materia di radioprotezione. «In situazioni come questa entrano in campo competenze ministeriali», ha aggiunto Grossi, con il coinvolgimento dell’Ispettorato nazionale per la sicurezza nucleare e la radioprotezione, delle Arpa e degli enti locali.

Nel suo intervento, l’amministratore delegato di Eni Rewind ha richiamato le esperienze già maturate in altri grandi siti industriali come Gela, Porto Marghera e Porto Torres, dove materiali con caratteristiche analoghe sono stati gestiti attraverso interventi di messa in sicurezza permanente, confinando e isolando i rifiuti. «Parliamo di soluzioni che hanno consentito di azzerare i rischi di esposizione», anche in contesti con quantitativi di Tenorm molto superiori a quelli riscontrati a Crotone.

Il nodo principale resta quello dello smaltimento. «Non esistono discariche, né in Italia né in Europa, disponibili a ricevere questo tipo di rifiuti», ha spiegato Grossi, ricordando che anche gli impianti specializzati in Svezia, attualmente utilizzati per altri rifiuti pericolosi, non sono autorizzati ad accettare materiali contenenti Tenorm. «Il problema principale è il trasporto, ma è evidente che questi rifiuti devono essere gestiti sul posto».

Proprio per questo, già il 30 settembre scorso, Eni Rewind ha chiesto formalmente al prefetto di Crotone la convocazione di una commissione tecnica, competente anche in materia di radioprotezione, per valutare tutte le opzioni possibili, soprattutto in vista dell’avvio degli scavi nell’area ex Fosfotech, dove si concentra la parte più consistente dei materiali contaminati. Qui sono presenti circa 280 mila tonnellate di rifiuti, di cui 140 mila contenenti Tenorm e amianto. Una proposta di messa in sicurezza permanente, avanzata nel 2021 e nel 2023 sulla scorta delle esperienze già realizzate altrove, era stata respinta dagli enti.

«Ora attendiamo la convocazione del tavolo tecnico – ha detto Grossi – siamo convinti che soluzioni ce ne siano e che, insieme agli organi competenti, si possano individuare percorsi fattibili». Intanto i lavori di bonifica proseguono nelle altre aree del sito, mentre la sospensione resta limitata alle zone interessate dal ritrovamento.

Sul piano istituzionale resta aperto anche il tema della possibile nomina di un commissario straordinario. «Non spetta a noi decidere – ha concluso l’ad di Eni Rewind – ma il commissario può essere utile per accelerare il confronto e arrivare a decisioni. L’importante è superare i veti e scegliere soluzioni già sperimentate, senza pregiudizi ideologici, per garantire interventi efficaci e tempi certi a tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini».

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