Bonus genitori separati o divorziati, ecco come funziona

Bonus genitori separati o divorziati, ecco come funziona

E’ stato firmato il decreto il Bonus genitori separati o divorziati. Si tratta di un contributo per i padri separati in difficoltà economiche che non riescono a pagare l’assegno di mantenimento a causa di un calo del reddito dovuto al Covid.

Il bonus può arrivare fino a 800 euro al mese per la durata di un anno (9.600 euro in totale quindi). Come ricorda il Commissario Regionale Lega Giacomo Francesco Saccomanno «la misura era contenuta inizialmente nel decreto Sostegni approvato nel maggio del 2021.

La norma era stata però considerata inapplicabile ed era stata, quindi, necessaria una riscrittura. Il problema nasceva dal fatto che il testo approvato era discriminatorio perché parlava di separati o divorziati, senza far riferimento alle coppie di fatto. Inoltre, rischiava di far arrivare il bonus al genitore e non direttamente ai figli che devono ricevere l’assegno di mantenimento».

«Il contributo – si legge nel testo – spetta al genitore in stato di bisogno che deve provvedere al mantenimento proprio e dei figli minori, nonché dei figli maggiorenni portatori di handicap grave, conviventi, che non abbia ricevuto, del tutto o in parte, l’assegno di mantenimento a causa dell’inadempienza del genitore» dovuta all’emergenza Covid.

Il reddito del richiedente, nell’anno in cui si chiede il sostegno, deve essere «inferiore o uguale» a 8.174,00 euro. Per poter beneficiare dell’aiuto chi è tenuto a pagare gli alimenti deve aver «ridotto o sospeso la propria attività lavorativa a decorrere dall’8 marzo 2020 per una durata minima di novanta giorni o per una riduzione del reddito di almeno il 30 per cento rispetto a quello percepito nel 2019». Il contributo, precisa poi la norma, viene «erogato esclusivamente ai genitori che non abbiano ricevuto l’assegno di mantenimento o lo abbiano ricevuto in maniera parziale nel periodo compreso tra l’8 marzo 2020 e il 31 marzo 2022».

L’aiuto verrà corrisposto in una soluzione unica con un tetto di 800 euro mensili e per un massimo di un anno «tenuto conto – puntualizza il decreto – delle disponibilità del fondo rispetto al numero dei beneficiari, fino ad esaurimento delle risorse». Lo stanziamento è di 10 milioni di euro. Per ricevere il sostegno sarà necessario presentare una domanda contenente, fra l’altro, l’importo dell’assegno di mantenimento e l’ammontare delle somme non versate dall’ex coniuge. La procedura verrà definita con un avviso che verrà pubblicato sul sito del Dipartimento per le politiche della famiglia.