"Borghi di Calabria in Ascolto", convegno al Senato della Repubblica Italiana

Evento organizzato dall’Associazione “Borghi da Ri..vivere” il 1 aprile

A cura di Redazione
08 aprile 2026 15:30
"Borghi di Calabria in Ascolto", convegno al Senato della Repubblica Italiana - Foto: Uff. Stampa Borghi di Calabria in Ascolto
Foto: Uff. Stampa Borghi di Calabria in Ascolto
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Il convegno, di valore istituzionale e divulgativo, è nato per esporre i  contenuti e gli obiettivi di un importante progetto che unisce, da protagonisti, i sindaci ed i diversi rappresentanti di ventisei borghi di tutta la Regione Calabria -Altilia, Aiello Calabro, Amaroni, Aprigliano, Bianchi, Camini, Careri, Centrache, Civita, Cropani, Davoli, Fabrizia, Frascineto, Gerocarne, Guardavalle, Nocera Terinese, Laino Borgo, Morano Calabro, Palermiti, Scigliano, Petrizzi, San Pietro in Amantea, San Sostene, Squillace, Staiti, Stalettì- e dei referenti del G.A.L.-Gruppo di Azione Locale delle Serre Calabresi.

Lo scorso 27 settembre 2025, nel Comune di Squillace, in Calabria è nato un Manifesto d’azione siglato tra i 26 Comuni calabresi su indicati, tutti facenti parte dell’Associazione  “Borghi da Ri..vivere”, su welfare di prossimità e reti istituzionali, politiche giovanili,  cultura, nuove economie, digitalizzazione, connessioni materiali ed immateriali, coesione territoriale, sviluppo locale, ripopolamento, turismo di ritorno e tanto altro che verrà portato in sede governativa il 1° aprile, a Roma, in occasione del convegno, per dare vita a tavoli concertativi permanenti.

Con il convegno in Senato, è stato presentato un progetto concreto, lungimirante ed integrato sulle sfide e sulle prospettive dei borghi calabresi, con particolare attenzione sui temi: connessioni materiali e immateriali tra territori; giovani, cultura e nuove economie; welfare di prossimità e reti istituzionali; sviluppo locale, coesione territoriale e tavoli concertativi permanenti. Mariangela Petruzzelli, giornalista ed autrice tv Rai, presidente dell’Associazione internazionale Miss Chef e responsabile Dipartimento Pari Opportunità CIM-Confederazione Italiani nel Mondo, ha moderato e presentato i temi cardine del convegno cui hanno partecipato amministratori locali, rappresentanti istituzionali, giornalisti, stakeholder regionali e soggetti impegnati nei processi di sviluppo delle aree interne della Regione Calabria. Ad aprire i lavori in Sala Zuccari, gremita da un pubblico di oltre un centinaio di persone attente ed interessate, è stata la senatrice della Lega Clotilde Minasi, che ha sancito le azioni per dare vita a tavoli concreti di lavoro con tutti i sindaci dei borghi aderenti al Manifesto di Squillace.

La senatrice Minasi ha sottolineato: “Ho deciso subito di voler sostenere questa importante iniziativa poiché i borghi sono un patrimonio prezioso da custodire in Italia ed ancor più i borghi della Calabria che sono molto importanti per il nostro tessuto comunitario e simboli di storia, memoria, cultura, tradizioni, radici e saperi ma rappresentano prima di tutto una straordinaria risorsa per dare vita ad azioni più equilibrate e sostenibili di sviluppo come i temi strategici e concreti quali le infrastrutture, la mobilità, la sanità, i servizi di prossimità,  il ripopolamento, le opportunità per i giovani,  Nei borghi si devono generare nuove economie e nuove permanenze, incentrate sul turismo lento, su una domanda crescente di autenticità, di qualità della vita, di paesaggio, di relazioni umane, di patrimonio identitario. Fondamentale è anche valorizzare nei borghi il turismo di ritorno con le comunità dei calabresi nel mondo grazie alla collaborazione con la CIM-Confederazione del Mondo che lavora benissimo in tal senso e che è partner di questo convegno. Occuparsi oggi di borghi non deve solo essere valorizzazione della loro tutela e conservazione ma più di tutto creare azioni per renderli abitabili grazie a processi come il south smart working, l’internazionalizzazione di circuiti mirati, la creazione di masterclass locali mirate alla digitalizzazione. Siamo qui per creare non percorsi frammentari ma una visione complessiva con una programmazione di interventi seri e sinergici per dare vita ad un’alleanza con tutti i livelli istituzionali. In tal senso si inquadra la mia proposta di disegno di legge sui borghi italiani per valorizzare la storia e la cultura locali con forme di incentivi rivolti ai pensionati ed ai lavoratori che vogliono trasferire la loro residenza fiscale nei borghi con meno di 5000 abitanti.

Con questo convegno mi impegno con tutti i sindaci ed i rappresentanti dei borghi calabresi del Manifesto per creare opportunità di sviluppo e di rinascita concrete soprattutto per i territori più fragili per evitare il declino soprattutto delle aree interne”.  Giovanni Renda, presidente dell’associazione “Borghi da Ri..vivere”, ha rilevato: “Onorati di essere qui in Senato. Ringrazio la senatrice Clotilde Minasi, che con senso delle istituzioni ha scelto di assumersi la responsabilità di accompagnare con continuità questo percorso, garantendo ai territori un interlocutore stabile, attento e presente nel rapporto con il Governo centrale. La sua disponibilità a sostenere questo confronto non è un gesto formale, ma un impegno concreto che rafforza il dialogo tra le comunità locali e le istituzioni nazionali.  Un ringraziamento particolare ai sindaci e agli amministratori presenti: la loro partecipazione non è un atto formale, ma la testimonianza concreta di comunità che resistono, che chiedono ascolto e che rivendicano il diritto a un futuro possibile. Ringrazio per il grande impegno profuso la giornalista Mariangela Petruzzelli, che ha organizzato con me i contenuti e la scelta dei partner e relatori nazionali che sono protagonisti oggi in Senato. Ringrazio inoltre i relatori e il pubblico: la vostra presenza conferisce a questa giornata un valore politico che va oltre il semplice confronto. Siamo qui per dare voce a un cammino iniziato nella Casa delle Culture di Squillace, dove cittadini, amministratori, associazioni e operatori culturali hanno costruito insieme il Manifesto “Borghi in Ascolto – Dialoghi per una Nuova Agenda Territoriale”.

Quel Manifesto non è un documento simbolico: è l’assunzione collettiva di una responsabilità. È la scelta di non subire più decisioni calate dall’alto, ma di proporre una direzione chiara allo Stato. I borghi calabresi – e con essi quelli del Mezzogiorno – custodiscono un patrimonio culturale, paesaggistico e umano straordinario. Ma convivono con fragilità strutturali che non sono più sostenibili: spopolamento, rarefazione dei servizi, marginalità economica, perdita di coesione sociale. Gli eventi meteorologici estremi che hanno colpito la Calabria nelle ultime settimane lo hanno dimostrato con evidenza: strade interrotte, comunità isolate, infrastrutture compromesse, servizi essenziali sospesi. Questi episodi non sono eccezioni: sono la prova che i territori interni sono esposti e troppo spesso dimenticati. E sono la conferma che la questione dei borghi non è un tema locale, ma una questione nazionale che riguarda sicurezza, diritti e sviluppo. Nonostante le difficoltà, i borghi non sono territori rassegnati. Sono luoghi che innovano, che accolgono, che sperimentano. Luoghi che non vogliono essere considerati periferie, ma laboratori di futuro.  Il Manifesto di Squillace ha raccolto questa visione e l’ha trasformata in un percorso politico che oggi trova nel Senato della Repubblica il suo approdo naturale. Le quattro direttrici del Convegno rappresentano i pilastri di una nuova agenda territoriale. 1. Connessioni: la condizione per esistere Un borgo vive solo se è raggiungibile, se comunica, se è inserito in una rete di relazioni. Infrastrutture, mobilità, accesso digitale e reti culturali devono essere riconosciuti come diritti di cittadinanza. La messa in sicurezza dei fabbricati, l’accessibilità e la resilienza sismica sono condizioni imprescindibili per la qualità della vita. 2. Giovani, cultura e nuove economie: la condizione per restare.

Un borgo vive se offre opportunità reali: lavoro, cultura, creatività, impresa. Servono politiche fiscali adeguate, programmi di accompagnamento, percorsi di rientro per giovani, artigiani, artisti e imprenditori. La rigenerazione urbana, l’economia culturale e il turismo sostenibile devono diventare leve strutturali di sviluppo 3. Welfare di prossimità: la condizione per vivere bene.  Scuola, sanità, assistenza, sport e cultura devono essere garantiti attraverso modelli flessibili e proporzionati alla dimensione dei piccoli comuni. Gli anziani devono essere riconosciuti come custodi di memoria e coesione sociale. La messa in sicurezza dei fabbricati, l’accessibilità e la resilienza sismica sono condizioni imprescindibili per la qualità della vita. 4. Governance e risorse: la condizione per programmare. Il Manifesto propone l’istituzione di un Osservatorio nazionale sui borghi, ma l’esperienza dei territori dimostra che serve di più. Da questo convegno emerge con chiarezza una responsabilità che non può più essere rinviata: istituire Tavoli Tecnici Permanenti che non siano semplici organismi consultivi, ma strumenti operativi capaci di incidere realmente sulle politiche pubbliche. Tavoli che accompagnino i borghi nella definizione dei Programmi di Sviluppo Integrato, che monitorino con continuità l’avanzamento degli interventi, che orientino le risorse in modo mirato e trasparente, e che garantiscano coerenza tra le scelte nazionali e i bisogni concreti delle comunità. Le quattro sessioni del convegno sono la traduzione operativa di quella visione: ciascuna affronta un nodo strategico, lo declina in azioni concrete e lo restituisce come parte di un’unica architettura di politiche pubbliche.

È in questa coerenza tra pensiero e azione che il Manifesto trova la sua forza e il convegno la sua funzione.  Appello finale: il convegno di oggi ha un obiettivo preciso, riportare al centro dell’agenda nazionale la realtà dei borghi, le loro fragilità e le loro straordinarie potenzialità. Non chiediamo interventi episodici né misure spot: chiediamo una programmazione seria, verificabile, continuativa. L’Italia dei borghi può diventare una delle più grandi opportunità nazionali, se il Paese saprà riconoscerla e sostenerla.  Siamo a Roma perché il futuro dei borghi si decide qui, nei luoghi in cui si scrivono le strategie nazionali e si orientano le scelte che incidono sulla vita delle comunità. Essere presenti oggi significa assumersi una responsabilità politica precisa: riconoscere che i borghi non sono un tema marginale, ma una parte essenziale dell’Italia.  Oggi chiediamo alle istituzioni di trasformare l’ascolto in azione, la disponibilità in impegno, la presenza in responsabilità.  I borghi non chiedono assistenza, ma la possibilità di essere messi nelle condizioni di contribuire pienamente allo sviluppo del Paese. La Calabria, con la determinazione delle sue comunità, può diventare il laboratorio di un nuovo modello di sviluppo territoriale; per questo lanciamo un appello chiaro: che il lavoro di oggi diventi un impegno permanente. Che si apra un percorso istituzionale riconosciuto, capace di dare ai borghi ciò che meritano: futuro, dignità e prospettiva per l’Italia intera”. Federico Conte-presidente CIM-Confederazione Italiani nel Mondo ha dichiarato: “La CIM è lieta di collaborare con l’Associazione “Borghi da Ri..Vivere” ed i sindaci calabresi del Manifesto su più fronti: in particolare per il turismo di ritorno o delle radici che la CIM ha introdotto con strategia nel dibattito politico sapendo che è una grande risorsa di rinascita per i borghi e per l’Italia tutta soprattutto in questo momento di crisi mondiale in cui le comunità degli italiani nel mondo rappresentano una forza economica e sociale solida, ricordando che la comunità calabrese è la terza più lauta nel mondo. Consentire il ripopolamento dei borghi con l’agevolare il rientro dei figli e dei nipoti oriundi calabresi nel mondo con incentivi fiscali, non come prevede la legge Ronaldo per i milionari italiani nel mondo, ma come previsto anche dalla proposta di legge della senatrice Minasi rivolta ai cittadini normali, è un tema centrale per abbattere il problema dell’isolamento e dell’impoverimento delle aree interne calabresi e di tutta Italia. La CIM valorizza concretamente gli 80 milioni di italiani nel mondo, realmente censiti ad oggi, riunendo ben 2000 associazioni in 34 paesi del mondo in cui gli italo-discendenti sono avvocati, banchieri, professionisti, politici, parlamentari, che possono dare, anche in Italia, un grande contributo di crescita. Si sta lavorando anche per la  valorizzazione dell’italian sound sui temi dei saperi e dei sapori italiani, dell’agro-alimentare, della musica e delle tradizioni come anche la questione delle modalità di trasparenza del voto politico degli italiani all’estero.

La CIM sta lavorando da tempo contro il multilateralismo politico oggi in crisi   ma a sostegno di un modo bilaterale, dal basso verso l’alto, con enti ed associazioni locali portando ai tavoli istituzionali centrali le emergenze e le peculiarità puntando anche sulla digitalizzazione per abbattere le distanze in ogni senso, denunciando la cattiva assegnazione dei recenti fondi PNRR attivata con bandi non all’altezza.  Tutto ciò sarà materia di confronto e crescita durante il congresso nazionale di CIM in giugno prossimo a Roma.” Gianluca Gallo-assessore agricoltura Regione Calabria, in un saluto video, ha dichiarato: “Plaudo al lavoro dell’associazione “Borghi da Ri..Vivere” che ha il compito di portare alla nostra attenzione il valore dei borghi calabresi che sono maggiormente destinati allo spopolamento ma che hanno anche tante potenzialità. La Regione Calabria sta valorizzando, in tal senso, con efficacia e persistenza, in questi borghi, il turismo destagionalizzato, lento e sostenibile, ma anche attivando una concreta politica di interventi con sette azioni strategiche che si rivolgono in particolare ai servizi socio-sanitari, ai trasporti, all’istruzione.  Abbiamo finanziato da poco la misura “Abita i borghi montani” dando agevolazioni a tutti coloro che vogliono trasferirsi a vivere nei borghi montani calabresi fino a 3000 abitanti, come i pensionati, i nomadi digitali e gli imprenditori che vogliono dare vita a nuove attività lavorative su richieste specifiche dei singoli borghi.

L’esperimento è già in azione per ben 200 persone che si stanno per trasferire nei borghi montani calabresi”. La prima sessione del meeting ha avuto come titolo: “Connessioni tra Borghi” sul tema generale: infrastrutture, mobilità, digitale, reti culturali e relazionali. Raffaele Mercurio– sindaco di Cropani (CZ), ha  relazionato su: “Strade, mobilità e accessibilità: la condizione per esistere” rilevando quanto siano importanti per i comuni calabresi la manutenzione ordinaria delle strade e dei ponti locali e l’incentivazione della mobilità pubblica che è scarsa nei borghi della Calabria per orari insufficienti delle connessioni e per un’intermodalità inesistente, problemi che si possono risolvere con metodi già esistenti da potenziare quali navette di area, trasporto pubblico integrato, micromobilità territoriale, poiché se non si crea infrastrutturazione  sicura non vi sono lavoro, economia, scuola, impresa e cittadinanza. Il comune di Cropani, bellissima terrazza sul Mar Ionio, a metà strada tra le province di Crotone e di Catanzaro, sta realizzando un albergo diffuso per l’accoglienza turistica ed ha bisogno del potenziamento della strada 106 tra Catanzaro e Crotone, dell’elettrificazione dell’unico binario ferroviario e dell’apertura dell’aeroporto di Sant’Anna di Isola Capo Rizzuto, vicino Crotone”.

Mercurio ha anche denunciato che il PNRR non ha destinato nemmeno una risorsa finanziaria alla viabilità comunale italiana. Alessandro Tocci-sindaco di Civita (CS), alla sua terza legislatura, ha messo in rilievo: “Sono sindaco di un comune di 800 abitanti in cui stiamo lavorando sodo avendo dato vita a sei ristoranti, trenta strutture ricettive di bed and breakfast, valorizzazione culturale con eventi e manifestazioni nazionali ed internazionali, soprattutto valorizzando le tradizioni arbëreshë. Abbiamo creato un’app di movimento con il finanziamento di 40 mila euro di un Gal, un’app aperta a tutti cittadini, associazioni, altri borghi per fare rete e raccontarci condividendo. Dobbiamo valorizzare il Parco regionale del Pollino e proporre i punti di forza e non solo le lacune dei nostri borghi calabresi per crescere insieme anche con il governo centrale come stiamo facendo oggi!” Fuori scaletta è intervenuta Elisabetta Santoianni, consigliera regionale calabrese, presidente della sesta commissione agricoltura e aree interne della Regione Calabria che ha sancito l’impegno dell’ente  Regione nell’accogliere le istanze dei “Borghi da Ri..Vivere”, presenti in Senato, incentivando il lavoro sulla valorizzazione dell’agroalimentare, del turismo con partecipazione a fiere nazionali ed internazionali dei borghi calabresi, ricordando che: ”Il 70% della Calabria è formata da piccoli comuni e da aree interne che hanno molte potenzialità. Ho dato vita alla legge sui borghi inclusivi con incentivi alle famiglie con bambini autistici che si trasferiscono nei borghi della Calabria per far vivere meglio questi bambini svantaggiati in aree più serene. Si deve lavorare sul potenziamento di accesso ai servizi di prossimità, sulla sanità, e sulla viabilità ed il dissesto idrogeologico, soprattutto nel cosentino, problema per cui, negli ultimi sette anni, la Regione ha impegnato 140 milioni di euro per risolverlo. Crediamo nella filiera istituzionale, dal micro al macro e viceversa, e siamo qui per questo!”

Raffaele Vitagliano-medico di assistenza primaria, incaricato di telemedicina 2003-2005 Direzione Distretto Sanitario n.5 ASL Salerno 1, ha relazionato su: “Telemedicina: dai piccoli borghi alle strutture sanitarie, connessi per curare” ed ha messo in rilievo l’importanza di dare vita a processi consolidati per la telemedicina anche nei borghi delle aree interne calabresi come già sta facendo, con la sua squadra di lavoro, da anni, in alcuni borghi campani.   La seconda sessione è stata incentrata sul tema “Cultura, Impresa e Nuove Generazioni” con tema generale: giovani, ripopolamento, turismo sostenibile, nuove economie.  Miriam Pugliese - fondatrice di Nido di Seta e Socia We're South APS ha relazionato su -“Giovani e ritorni: strategie per ripopolare i borghi calabresi” raccontando la propria esperienza di vita ed imprenditoriale di una giovane donna che è ritornata nel paese dei suoi nonni, San Floro (CZ), di appena 500 abitanti, per fare  impresa lavorando sodo ed in rete,  realizzando una star up internazionale, per la maggior parte al femminile, che produce filati per l’alta moda e tessuti tradizionali dando vita ad una filiera rigenerativa di opifici, agricoltori e sarte calabresi con una produzione  a livello internazionale divenendo caso studio persino in Giappone e mettendo a valore la storia  della produzione della seta in Calabria che, nel nono secolo, era la prima terra produttrice di seta d’Europa. La Pugliese ha anche raccontato dell’associazione  We’re South APS, di cui è nel direttivo, che annovera educatori, imprenditori, attivisti, artisti,  tutti giovani delle aree interne calabresi che hanno dato vita ad attività lavorative solide sul welfare di prossimità, turismo lento, attività agricole innovative anche con le donne calabresi al centro delle azioni come innovatrici sociali e custodi di saperi identitari per restare e crescere nei borghi calabresi in cui per operare si richiede maggiore accesso al credito, smantellamento di una burocrazia complessa, abbattimento della lentezza amministrativa.

Carlo Capria-già Presidenza Consiglio dei Ministri Dipartimento Affari Economici-Dirigente Gabinetto Ministero Sviluppo Economico, fiero calabrese trasferitosi a Roma oltre 40 anni fa, ha evidenziato: “I borghi italiani sono in tutto, secondo i dati 2024, 7896 di cui 5529 con meno di 500 abitanti, di questi ultimi 404 sono in Calabria. Si deve trasformare il patrimonio immenso ed inespresso dei borghi italiani e calabresi in sviluppo con due leve: la programmazione economica e l’internazionalizzazione. Per farlo dobbiamo saper impegnare le risorse pubbliche, anche internazionali ed europee, con i progetti poiché non mancano né le risorse e né gli esperti. I borghi hanno oggi tre criticità: lo spopolamento, soprattutto dei giovani, le economie locali fragili e le difficoltà a stare dentro i grandi flussi economici e turistici. Sempre di più i borghi sono lasciati soli nella programmazione economica e per creare progetti solidi devono consorziarsi come stanno facendo questi 26 borghi calabresi con il Manifesto in modo virtuoso e creare cluster-grappoli di programmazione sistemica dando vita a processi di accessibilità materiale e digitale, di creatività e sostenibilità. Offrire relazioni, qualità della vita, servizi innovativi, spazi recuperati come immobili pubblici dismessi che divengono luoghi di lavoro, dare vita al conto termico punto zero ed alle comunità energetiche rinnovabili, I borghi calabresi devono essere connessi per diventare attrattivi e produttivi, considerando che già attraggono 5 milioni di visitatori all’anno e che danno vita ad un fatturato di oltre 5 miliardi all’anno per il turismo. Si può crescere ancora con una proposta concreta

di progetto in rete dei borghi, integrando aree strategiche di intervento e individuando i fondi con una pluriennale strategica e strutturata come ho fatto per anni a Bruxelles con le reti di imprese strutturate in cooperative ed in consorzi!” Apprezzato è stato anche il saluto inviato dal presidente di Unioncamere Calabria, Piero Alfredo Falbo che ha evidenziato: “Unioncamere Calabria è pronta a consolidare l’alleanza con le istituzioni e con le comunità locali mettendo a disposizione competenze, dati e reti a supporto di un modello di "destinazione diffusa", dove l'innovazione digitale e le radici storiche si fondono in un'unica strategia di rinascita economica”.

Luigi Aloisio– sindaco di San Sostene (CZ) ha evidenziato quanto sia importante lavorare per incentivare il ripopolamento soprattutto dei borghi calabresi montani e semi montani favorendo la crescita di piccole e medie imprese che dalle zone marine dei comuni possano stabilirsi nei centri storici della parte montana del borgo con detassazione e contributi a fondo perduto per la ristrutturazione degli stabili ad esempio. Ha inoltre suggerito di incentivare con i fondi PNRR il consolidamento delle scuole già esistenti e non la creazione di nuovi asili visto che non nascono più bambini nei borghi, di dare vita ad un turismo a bassa densità e destagionalizzato, di sviluppare un ecoturismo dei sentieri congiunto tra più comuni dando la gestione della manutenzione dei sentieri e del patrimonio paesaggistico ai giovani, di valorizzare l’artigianato locale e la nascita di impianti di energia rinnovabile raccontando che a San Sostene un solo impianto, costruito con i fondi comunali, dà lavoro a ben 20 famiglie locali. Stefano Gagliardi- cantante, attore e direttore di produzione cinematografica e televisiva- di nascita calabrese che lavora e viaggia nel mondo emigrando come campo base a Roma, ha proposto la nascita di una infrastruttura del talento tra i borghi dove i giovani talenti artisti tra musicisti attori, registi, scrittori tecnici etc., possano tornare per dare vita a produzioni reali, a set e laboratori creativi di lavoro per generare un indotto concreto di lavoro nel campo del cinema, della televisione, della musica e dei festival culturali per far restare i lavoratori giovani calabresi nel campo dell’arte e dello spettacolo dal vivo.   La terza sessione ha trattato “Welfare dei Borghi e Reti Istituzionali” con tema generale: servizi essenziali, scuola, sanità, anziani, governance multilivello. Giuseppe Bea – esperto CNEL e Presidente CNA pensionati Roma, ha relazionato su: “La desertificazione degli sportelli bancari in Calabria influisce sulla vita sociale ed economica degli anziani, delle imprese e delle comunità?” esponendo anche grazie ad uno studio dell’Università Tor vergata di Roma dove Bea è docente ai master di Economia, che : “In Italia il 42,7% dei borghi è ad oggi privo di uno sportello bancario fisico e che circa 3300 comuni italiani, e cioè quasi la metà del numero totale, ne sono privi. Ben 4 milioni di italiani non hanno accesso fisico agli sportelli bancari. In Calabria, dal 2025 ad oggi, 3 borghi su 4 è privo di uno sportello bancario fisico con una percentuale del 33% di attività di internet banking che è la più bassa d’Italia. Sono dati molto preoccupanti che limitano la vita quotidiana ed il tessuto di crescita socio-imprenditoriale locali dando vita anche a fenomeni di illegalità e di attività usuraie sempre più diffuse e non garantendo anche l’accesso al credito per il consolidamento o la nascita di piccole e medie imprese locali generando processi di abbandono dei borghi da parte dei giovani intellettuali e disagi per la popolazione anziana che rimane a vivere nei borghi. Per ovviare a tutti questi problemi si dovrebbero incentivare le nascite di reti di sportelli bancari virtuali accessibili, creare corsi gratuiti per gestire l’internet banking e le azioni bancarie cardine per i cittadini e le imprese locali in digitalizzazione. Non continuare a limitare la nascita di banche di prossimità nei borghi come le banche cooperative locali”. Giuseppe Bea ha infine proposto di creare, in sede CNEL a Roma, con i 26 borghi del Manifesto, un tavolo tematico concreto per risolvere la desertificazione degli sportelli bancari e favorire l’accesso al credito delle piccole e medie imprese di questi borghi come progetto pilota in Calabria ed in Italia.

Teresa Maradei - presidente Slow Food Valle del Mercure Pollino-Consigliere UNCEM Calabria e Nazionale ha relazionato su:  “Reti istituzionali multilivello: il ruolo dei Comuni tra locale e nazionale”, mettendo in evidenza come sia fondante per la crescita dei borghi calabresi, la valorizzazione della governance multilivello intesa come cooperazione sistemica ed integrata tra borghi, Regione, governo centrale ed Europa per non lasciare sole le amministrazioni locali dei borghi sui temi dello spopolamento, della trasformazione economica e delle transizione digitale e per creare una rete stabile come fonte di coesione e politica rigenerativa. Questo modello di sistema tra borghi deve favorire la programmazione territoriale, l’accesso alle risorse, la ristrutturazione abitativa, la valorizzazione dell’agricoltura, del turismo sostenibile, l’importanza della filiera del legno e la riforestazione, il valore della cultura locale come governance. La quarta sessione ha avuto come focus “Tavoli Concertativi, Risorse e Coesione Territoriale” con il tema generale: sviluppo locale, aree fragili, programmazione integrata. Euri Matteucci – direttore Gruppo Italia- Consulente marketing territoriale centri storici- ha trattato di “Tavoli tecnici permanenti e programmazione integrata” con focus sulla creazione di un progetto di marketing territoriale tra i borghi calabresi delle aree interne che sia un patto per uno sviluppo di sistema territorio soprattutto sui temi dell’agricoltura e del turismo denunciando, in tale consesso, la mancanza dell’ANCI-Associazione Nazionale Comuni Italiani, il cui presidente viene eletto sempre tra i sindaci delle grandi città italiane e non tra i sindaci dei piccoli comuni italiani che sono quasi sempre volontari che investono di tasca propria risorse per la crescita dei loro borghi. Ecco che nasce spontanea l’esigenza della rappresentanza, a diversi livelli, dei sindaci dei piccoli comuni italiani. Giuseppe Bartolucci- vicepresidente Esecutivo Fondazione IFFSS International Foundation for Food Security and Safety, ha raccontato de “Il progetto Innovitam: modello sostenibile per generare opportunità ed occupazione nelle aree interne”; “Tale progetto, negli ultimi dieci anni di sperimentazione, partendo dal sud Italia, culla di cultura ed umanesimo,  rigenera i borghi delle aree interne creando una rete integrata tra loro attraverso la salute, la residenzialità, l’agricoltura innovativa, l’energia rinnovabile, la mobilità sostenibile, la valorizzazione culturale, facendo aumentare il PIL nazionale grazie alla nascita di smat farms, comunità energetiche rinnovabili, reti di sostenibilità territoriale, dorsali turistiche a zero impatto. Abbattendo entro il 2025 la spesa sanitaria del 70% e risparmiando 80 milioni di euro l’anno con un sistema di agricoltura sostenibile e sana alimentazione idonea secondo l’età, il peso, il sesso, delle persone soprattutto anziane che, vivendo a contatto con la natura ed i giovani, vivranno sempre meglio. Il progetto Innovitam è già partito nel Parco del Pollino dal Comune di Amantea, capofila in Calabria, coinvolgendo ben altri 38 comuni e si potrà estendere anche ai 26 “Borghi da Ri..Vivere” del Manifesto. Raffaele Pane–sindaco di Scigliano (CS), narrando di “Borghi interni e aree fragili: strategie per una nuova centralità”, ha messo l’accento sul valore dei borghi calabresi in quanto preziosi scrigni di storia e di identità, in quanto sono comunità resilienti, presidi di autenticità e di memoria, che solo con la valorizzazione della cultura possono generare turismo, economia e quindi futuro.

“Si devono creare i musei diffusi ed i cammini, preservare le feste popolari ed i paesaggi storici, si deve puntare al valore della mobilità- ha affermato Pane- della scuola, dell’assistenza agli anziani, della creazione di sportelli digitali e di luoghi di co-working, si devono implementare politiche lavorative giovanili e processi di formazione e potenziare l’edilizia esistente. Solo così si potrà creare un tavolo permanente per creare un’agenda territoriale che non resti sulla carta ma che sia monitorabile soprattutto dopo questo convegno per non essere lasciati soli”. Sono intervenuti altri sindaci dei borghi calabresi tra cui Guardavalle e Morano Calabro, coinvolti nel progetto.  In conclusione si è giunti a dare vita ad un percorso concreto di lavoro tra amministrazioni locali e governo centrale che porterà dal Manifesto di Squillace all’avvio dei tavoli tecnici permanenti per trasformare le proposte in politiche attuabili e monitorabili per un futuro di crescita dei 26 borghi da rivivere in rete.  Numerosi partner hanno sostenuto la realizzazione del convegno, come alcune aziende della Condotta Slow Food Valle del Mercure–Pollino:  Azienda Agricola Terra e Gusto – Mormanno (CS): Azienda Agricola L’Alveare del Pollino, Azienda Agricola Donadio – Saperi e Sapori di un’Arte Antica – Laino Borgo (CS),  Le Delizie di Marper – Mormanno (CS),  MAGISA – Il riso buono di Sibari, Azienda Agricola Perrone, Bloise – Sapori & Tradizioni – Santa Domenica Talao (CS), Azienda Agricola L’Alveare – Petrizzi (CZ), con i suoi mieli, A Vita – Vignaioli a Cirò, con i loro vini biologici. La partecipazione alla realizzazione del convegno da parte di queste aziende agro-alimentari calabresi non è stato un semplice accompagnamento gastronomico, è stato un atto culturale e politico.  Tutto ciò ha affermato che lo sviluppo dei borghi della Calabria passa anche dalla valorizzazione delle filiere locali, dall’agricoltura di qualità, dall’artigianalità, dalla cura dei saperi antichi. Dopo il convegno in Senato si è svolto un importante momento conviviale, nel ristorante “Belladonna”, al centro di Roma, cui sono stati invitati tutti i relatori e gli ospiti dell’evento e dove due virtuosi chef hanno dato vita ad eccellenti pietanze con i genuini prodotti eno-gastronomici calabresi.

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