Calabria, studenti e lavoratori in piazza: cortei e presidi nelle città
Dallo sciopero generale dell’Usb una mobilitazione che coinvolge studenti, lavoratori, agricoltori e sindacati. Al centro della protesta il caro vita, i salari, la sanità e il no alle spese militari
La Calabria scende in piazza per lo sciopero generale del 30 ottobre, proclamato dall'Usb, con manifestazioni, cortei e presidi in diverse città della regione. Da Crotone (QUI) a Catanzaro (QUI) da Cosenza (QUI) a Reggio Calabria, studenti e lavoratori hanno partecipato alla mobilitazione nazionale contro il caro vita, il riarmo e le politiche economiche del governo.
Una protesta che ha visto la partecipazione di diverse componenti della società: studenti delle scuole superiori e universitari, docenti, lavoratori, pensionati, agricoltori, autotrasportatori, piccoli imprenditori e rappresentanti delle organizzazioni sindacali e associative.
Tra le principali ragioni della mobilitazione c'è l'aumento del costo della vita, con particolare riferimento ai prezzi dei carburanti, dell'energia e dei beni di prima necessità. I manifestanti denunciano la difficoltà di famiglie e lavoratori nel sostenere le spese quotidiane, a fronte di stipendi e pensioni che, secondo le organizzazioni promotrici, non hanno seguito l'andamento dei prezzi.
Al centro delle contestazioni anche la destinazione delle risorse pubbliche. L'Usb e i partecipanti alle manifestazioni chiedono di ridurre gli investimenti nel settore militare per destinare maggiori fondi a sanità, istruzione, servizi sociali, lavoro e trasporti.
Particolarmente significativa la presenza degli studenti, che in diverse città hanno partecipato ai cortei insieme ai lavoratori. Una partecipazione che ha portato nelle piazze anche le questioni legate al diritto allo studio, alle prospettive occupazionali e alle difficoltà dei servizi pubblici.
A Cosenza la mobilitazione ha raccolto oltre 1.500 persone in piazza Loreto. Il corteo ha visto sfilare studenti, docenti, universitari, agricoltori con i trattori, autotrasportatori, piccoli imprenditori e attivisti. Durante la manifestazione è stato ribadito il legame tra il caro vita e le difficoltà economiche del territorio, con la richiesta di interventi a sostegno delle famiglie e dell'economia reale.
A Catanzaro circa 200 persone hanno attraversato corso Mazzini, dopo il concentramento in piazza Matteotti, con arrivo in piazza Prefettura. Presenti studenti di diversi istituti superiori, lavoratori, Usb, Potere al Popolo, Avs e Arci. Tra i temi sollevati anche le difficoltà della sanità pubblica, con i lunghi tempi di attesa per le prestazioni ospedaliere.
A Reggio Calabria circa mille persone si sono ritrovate in piazza De Nava per dare vita al corteo organizzato dall'Usb. Accanto agli studenti hanno partecipato lavoratori e rappresentanti delle realtà portuali, tra cui Orsa Porti. Dal corteo è arrivata la richiesta di maggiori investimenti nei servizi pubblici, nei trasporti e nell'istruzione.
La mobilitazione ha interessato anche altri centri calabresi. A Lamezia Terme l'Usb Pubblico Impiego Sanità Calabria ha organizzato un presidio davanti all'ospedale Giovanni Paolo II, richiamando l'attenzione sulla carenza di personale e sulle criticità del sistema sanitario. A Decollatura, invece, gli studenti hanno promosso un sit-in davanti all'istituto Costanzo.
Le piazze calabresi
A caratterizzare la giornata del 30 ottobre è stata soprattutto la presenza dei giovani, che hanno affiancato lavoratori e altre categorie nelle iniziative di protesta. Le rivendicazioni hanno assunto forme diverse da città a città, ma con alcuni temi comuni: il peso crescente delle spese quotidiane, la precarietà, la difficoltà di accesso ai servizi e la richiesta di maggiori risorse per il welfare
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