Calcio a 5, mister De Santis del Crescendo: «Speriamo nella coscienza dei nostri amministratori»

Calcio a 5, mister De Santis del Crescendo: «Speriamo nella coscienza dei nostri amministratori»

Calcio a 5 – Quando il Crescendo di Nino De Santis ha vinto il campionato è approdato in Serie C1 tra tanti sogni e speranze, tra cui quelle di mantenere saldo il vivaio dei ragazzi appassionati di Calcio a 5, guidandoli sotto il tetto del PalaMilone: sì, proprio in quella struttura la squadra Crescendo ottenne la meritata categoria, e quella Serie C1 ora vuole tenersela stretta, assieme ai tanti ragazzi che hanno affrontato sacrifici per giocare, per vivere il Calcio a 5 e condividerlo con i propri compagni. Senza il timore di perdere una partita, ma con la fiducia di crescere dai propri errori e di fare comunione con il capitano, il tecnico e gli altri giocatori.

«Siamo in attesa di avere delle risposte e sopratutto sono aumentate le difficoltà da quando sono state pubblicate le tariffe del PalaMilone – ci ha detto – inoltre la Serie C1 ha bisogno di strutture coperte, ora dobbiamo solo  attendere la disponibilità che era stata chiesta per l’iscrizione al campionato, abbiamo avuto una proroga, in caso contrario dovremo trovare un’altra location, ovviamente fuori città. Le tariffe sono per noi impensabili, perchè 170 euro all’ora diventano un dispendio enorme, se pensiamo che ad esempio per una partita di Calcio a 5 già ce ne vogliono almeno tre di ore diventerebbe difficile. Ma faremo l’impossibile per continuare questo campionato in C1, sperando che ci sia coscienza da parte dei nostri amministratori, sarebbe la morte dello sport e di tante discipline che fanno tanti sacrifici per disputare i campionati».

«Noi continueremo con la squadra Under 18 puntando sempre sul nostro vivaio, ci sarà qualche innesto nuovo – ha continuato – come del resto la prima formazione. Siamo in fase di organizzazione. Saranno dei giorni di duro lavoro per  cercare di non distruggere quello che è stato creato, con i sacrifici dei nostri ragazzi».

Danilo Ruberto