Camilway parte dalla sua Crotone: nuovo studio e brani per lanciare la Calabria nel mondo
Un progetto musicale e culturale per valorizzare i giovani artisti e creare rete tra Calabria e resto d’Italia
A Crotone prende vita il nuovo studio firmato da Camilway, rapper crotonese già noto sulla scena nazionale, che trasforma la sua visione in un progetto concreto per il territorio. Non solo musica, ma una vera e propria piattaforma culturale.
“Più che lo studio per la mia musica, è uno studio per la realtà calabrese e crotonese, e per chi ci crede veramente”, spiega l’artista, sottolineando subito la natura collettiva del progetto. “Questo è il mio spazio, ma anche lo spazio degli altri”.
Un messaggio chiaro, che si lega perfettamente alla sua produzione musicale, da sempre radicata nella Calabria. Brani come “Taranta Rap” rappresentano infatti un vero e proprio inno all’orgoglio calabrese, capace di unire tradizione e rap moderno , mentre “Benvenuti in Calabria” è diventato un manifesto identitario tra amore e denuncia sociale .
E proprio da questa identità nasce lo studio: “Ci tengo veramente che questa realtà si porta avanti”.
L’obiettivo è ambizioso: partire dalla Calabria per arrivare ovunque. “Questa è la stanza dello spirito del tempo, qua sfornerò la nuova musica e speriamo che andrà bene”, racconta Camilway, lasciando intravedere nuove produzioni in arrivo.
Ma il cuore del progetto resta l’unione. “Punto molto sugli artisti calabresi, punto molto sull’unione, perché l’unione fa la forza ed è importantissimo”. Un concetto che ritorna più volte, quasi come un mantra.
Un’idea che riflette anche il messaggio delle sue canzoni: in “Calabria sugnu cà” l’artista rivendica la sua terra con orgoglio e presenza, trasformando la musica in identità e appartenenza .
“Voglio far capire che questo spazio è per incontrarci tutti quanti e far vedere che la Calabria c’è”, aggiunge, ampliando il discorso anche oltre i confini regionali. “Far capire che la gente calabrese ha voglia di spaccare il mondo”.
Un percorso che guarda ai giovani e al futuro: “Siamo nel 2026, dobbiamo portare avanti la mentalità, specialmente noi giovani”. E dopo anni vissuti anche in solitudine artistica, oggi la parola chiave diventa connessione: “Collegarci non fa male, anzi”.
Infine, uno sguardo ai prossimi progetti, senza troppi dettagli ma con grande entusiasmo: “Ne ho molti… preparatevi, perché sono caldo, sono caldissimo”.
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