Capocolonna, Cucciniello: «I crotonesi dovrebbero pensare in grande»

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Reale Mutua – sezione post

La bellezza della storia, la natura che regala scenari mozzafiato, Capocolonna è un luogo che profuma d’antico, che riempie gli occhi di meraviglia e conoscenza. Un paesaggio suggestivo in cui il mare incontra il cielo e il sacro sposa il profano.

Lì, tra armonie di colori e sfumature di racconti, a circa 13 chilometri dalla città, si trova l’ultima colonna del tempio di Hera Lacinia e anche il santuario dedicato alla Madonna di Capocolonna, patrona della diocesi di Crotone e Santa Severina. Sempre a Capocolonna si trova il parco Archeologico che si estende per circa 50 ettari, occupando la punta più orientale del promontorio noto nell’antichità come “Lakinion akron”. Comprende l’area archeologica, circoscritta dalle mura di età romana, una zona boschiva e a macchia mediterranea, simbolo del bosco sacro a Hera, e l’area del Museo. Nell’area sacra sono presenti i resti di un più antico luogo di culto arcaico, da cui provengono i preziosi oggetti votivi del Tesoro di Hera, conservati nel Museo archeologico nazionale di Crotone. Tesoro di inestimabile bellezza, negli ultimi anni Capocolonna è stata al centro di battaglie, interventi e progetti di valorizzazione.


Antonella Cucciniello

L’ultimo solo in ordine di tempo, quello avviato dal Polo Museale della Calabria al quale seguirà poi quello previsto dal Fai e avviato a seguito dell’iniziativa i Luoghi del Cuore, promossa proprio dal Fondo Ambiente Italiano che ha visto Capocolonna tra i siti vincitori. Un progetto che rappresenta un valore aggiunto rispetto al corposo programma di interventi sostenuti dal MiBAC in sinergia con le istituzioni locali, con l’obiettivo di rendere maggiormente fruibile e valorizzato uno dei siti più suggestivi della Calabria. Del presente e del futuro di questo angolo di paradiso, ne abbiamo parlato con la direttrice del Polo Museale della Calabria, Antonella Cucciniello.

Iniziamo dagli interventi in corso e quelli che invece sono programmati per i prossimi mesi.

«Quelli attualmente programmati e anche quelli che sono già stati eseguiti, rientrano in un più grande progetto per la fruibilità del sito. Quello che ci accingiamo a fare è migliorare il racconto del museo, questo è uno degli obiettivi che il Ministero ha posto per le annualità che ci vedono presenti. Questo significa coinvolgere non solo i crotonesi. Stiamo infatti parlando di un bene che non è solo dell’umanità, ma forse è di tutte le creature dell’universo, e merita di essere posto all’attenzione di una comunità di riferimento sempre più vasta. La pannellistica prevista che rientra nell’intervento del Fai, ad esempio, va ad integrare la pannelistica già esistente, ci saranno altri interventi e altre iniziative anche all’interno del Museo».

Qual è l’obiettivo?

«Come Polo siamo migliorando e continueremo a migliorare tutto l’apparato della comunicazione. ci accingiamo anche a raccogliere quegli input e quelle ispirazioni che arriveranno anche dai visitatori».

Capocolonna è un luogo importante per i beni culturali calabresi, ma cosa può fare la nostra città per valorizzarla e soprattutto per renderla ancora più appetibile?

«Vengo a Crotone sempre molto volentieri, e per una serie di circostanze. Da quando sono in Calabria forse è uno dei luoghi rispetto ai quali ho fatto più esperienza, rispetto ai quali mi sono misurata più volte, ma non solo nella visita dei luoghi ma anche nella pratica dell’ascolto. Ci sono delle difficoltà di contesto che è inutile sottotacere , difficoltà che come rallentano il nostro lavoro, rallentano anche altri processi virtuosi. Nello stesso tempo, se per inverso c’è una profonda consapevolezza del senso della storia di questi luoghi, c’è un’autoreferenzialità troppo spessa che poi si traduce in un orizzonte talvolta troppo ristretto. I crotonesi dovrebbero iniziare a ragionare in grande, nel senso di acquisire consapevolezza della civiltà che rappresentano per la cultura universale. La congiunture inoltre, è adesso favorevole. La settimana prossima ad esempio, parteciperò all’inaugurazione del nuovo allestimento della sezione dedicata alla Magna Grecia del Museo archeologico nazionale di Napoli. é un momento in cui a questa consapevolezza si sta affiancando una caratura ch finalmente è quella giusta. Allora mentre si persevera in questa direzione, bisogna avere il coraggio di osare, di avere delle idee che effettivamente mettano in valore questo patrimonio, bisogna superare i conflitti a livello locale, bisogna prodigarsi per res0tituire un’immagine che faccia veramente onore a questo patrimonio».

V. R.