Carabinieri, Raffaele Giovinazzo lascia Crotone: quattro anni di operazioni

Dal difficile insediamento dopo la morte di Gabriele Mambor ai grandi blitz contro la ’ndrangheta e le truffe online

A cura di Redazione
01 settembre 2026 12:00
Carabinieri, Raffaele Giovinazzo lascia Crotone: quattro anni di operazioni -
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Crotone – Il suo arrivo a Crotone, nel novembre del 2022, fu segnato dal dolore. Raffaele Giovinazzo non arrivava per un ordinario avvicendamento, ma per raccogliere un’eredità improvvisamente interrotta dalla tragica morte del suo predecessore e compagno di corso, il colonnello Gabriele Mambor, scomparso il 22 ottobre 2022 durante un’immersione in mare.

Il 25 novembre 2022 Giovinazzo si insediò ufficialmente alla guida del Comando Provinciale dei Carabinieri di Crotone, il suo primo comando provinciale. Un incarico che, nelle sue prime parole alla città, non volle celebrare come un semplice avanzamento professionale, proprio per le drammatiche circostanze nelle quali era maturato. Giovinazzo e Mambor si conoscevano da una vita militare condivisa, erano stati compagni di corso. Il nuovo comandante promise fin dall’inizio di lavorare nel segno della continuità, ricordando l'amico e predecessore e assumendo l'impegno di servire una provincia complessa.

Quasi quattro anni dopo, il colonnello Raffaele Giovinazzo lascia Crotone per assumere il prestigioso incarico di Capo di Stato Maggiore della Legione Carabinieri “Calabria”. Nel suo bagaglio professionale porta un periodo segnato da una intensa attività investigativa e operativa, con inchieste contro la criminalità organizzata, blitz antidroga, operazioni ambientali, contrasto alle truffe e all’illegalità diffusa, oltre alla quotidiana attività di controllo del territorio.

Un comando nel segno delle grandi inchieste

Uno dei passaggi più significativi del comando di Giovinazzo è stato il rafforzamento dell’azione contro la criminalità organizzata. Nel 2024 il Comando Provinciale dei Carabinieri di Crotone ha condotto due delle principali operazioni dell’anno, “Sahel” e “Nemesis”, citate dallo stesso comandante nel bilancio dell’attività operativa.

L’operazione “Sahel”, in particolare, ha rappresentato uno dei più importanti colpi investigativi alla criminalità organizzata nel Crotonese. Il blitz, eseguito nel settembre del 2024, ha portato all’esecuzione di 22 arresti, con altre misure disposte nell’ambito di un’inchiesta che ha interessato presunti appartenenti alle nuove leve delle cosche, contestando reati che andavano dall’associazione mafiosa all’usura, dal traffico di droga ai danneggiamenti, fino alle accuse in materia di armi ed esplosivi.

Accanto alle inchieste antimafia, durante il suo comando si è sviluppata anche una forte attività contro i reati ambientali. Le operazioni “Wave” e “Oleum” hanno fatto parte del bilancio delle attività investigative più rilevanti, insieme alla lotta contro gli allacci abusivi alla rete idrica, fenomeno particolarmente diffuso sul territorio provinciale.

Il 2025 e la collaborazione degli imprenditori

Nel bilancio dell’attività del 2025, illustrato nel gennaio 2026, Giovinazzo ha parlato di una provincia nella quale l’Arma aveva proceduto per il 76 per cento dei reati denunciati. I dati mostravano una diminuzione complessiva degli eventi delittuosi e, soprattutto, un segnale considerato significativo nel contrasto alla criminalità organizzata: la maggiore disponibilità degli imprenditori a denunciare.

Proprio la collaborazione delle vittime e degli imprenditori ha assunto un ruolo importante nelle indagini contro il racket e le estorsioni. Nel 2025, inoltre, i Carabinieri hanno svolto quasi 14.500 servizi esterni, controllando circa 30mila veicoli e 41mila persone.

Nello stesso anno, un’altra operazione ha interessato i presunti fiancheggiatori di due esponenti della criminalità organizzata del territorio di Cirò Marina, con sette persone fermate tra le province di Crotone e Milano perché accusate di avere favorito la latitanza dei due uomini condannati nell’ambito della storica operazione “Stige”.

Il contrasto alla criminalità organizzata continua

Nel 2026, sotto la guida del Comando Provinciale diretto da Giovinazzo, sono arrivate nuove operazioni di rilievo. Tra queste “Libeccio”, l’inchiesta che ha colpito gli interessi della criminalità organizzata nell’area di Isola Capo Rizzuto, ricostruendo, secondo gli investigatori, dinamiche legate alle estorsioni e al narcotraffico.

Nel febbraio 2026 un’altra operazione ha portato a tredici arresti nell’ambito di un’indagine sul traffico di sostanze stupefacenti nell’area di Cirò Marina, con l’aggravante del metodo mafioso.

“Scam City”, il blitz contro le truffe online

Tra le operazioni più recenti e di maggiore rilievo figura “Scam City”, scattata nel maggio 2026. L’indagine ha portato a dieci misure cautelari e 31 indagati complessivamente nell’ambito di un vasto sistema di presunte truffe online e riciclaggio.

Secondo quanto emerso dalle indagini, l’organizzazione avrebbe utilizzato Crotone come base operativa per realizzare annunci fittizi di vendita su internet, marketplace e piattaforme specializzate, colpendo vittime in tutta Italia. Sono stati contestati 125 episodi e disposti sequestri di conti correnti, veicoli, orologi e immobili.

I numeri di un quadriennio

Il lavoro del Comando Provinciale non si è limitato ai grandi blitz. Nel 2023, durante il primo anno pieno della gestione Giovinazzo, i Carabinieri della provincia avevano già perseguito oltre tremila reati, eseguito circa trecento arresti e denunciato oltre mille persone.

Nel 2024 l’attività operativa ha superato i 300 arresti e le 1.200 denunce, accompagnandosi a migliaia di servizi di prevenzione e controllo.

Particolare attenzione è stata dedicata anche alla violenza di genere. Nei primi dieci mesi del 2024 i Carabinieri avevano registrato 156 casi denunciati, con un aumento rispetto all’anno precedente, dato letto anche come conseguenza di una maggiore propensione delle vittime a rivolgersi alle forze dell’ordine.

Da “mediano” a Capo di Stato Maggiore

Quando arrivò a Crotone, nel novembre del 2022, Giovinazzo utilizzò una metafora calcistica per ricordare il suo amico Gabriele Mambor. Si definì un “mediano” rispetto a quello che considerava un fuoriclasse, spiegando però che avrebbe lavorato per proseguire il percorso lasciato in eredità dal collega e amico.

Quella frase, a distanza di quasi quattro anni, sembra racchiudere il senso del suo percorso crotonese. Un comando iniziato in uno dei momenti più dolorosi per l’Arma locale e proseguito attraverso indagini complesse, operazioni contro la ’ndrangheta, il contrasto alla criminalità diffusa e la quotidiana presenza sul territorio.

Ora per il colonnello Raffaele Giovinazzo si apre una nuova fase professionale. Lascia la guida dei Carabinieri della provincia di Crotone per diventare Capo di Stato Maggiore della Legione Carabinieri “Calabria”, dopo aver attraversato, da comandante provinciale, quasi quattro anni di vita investigativa e istituzionale del Crotonese.

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