Carbone: un crotonese “Ambasciatore della Pace nel mondo”

Carbone: un crotonese “Ambasciatore della Pace nel mondo”

E' uno dei talenti della città pitagorica, partito da giovanissimo con tanta voglia di aiutare il prossimo attraverso il turismo.

Un percorso umano iniziato sin da giovane nella sua città natale, una passione proseguita attraverso un piano di studi mirato. Parla crotonese il nuovo Ambasciatore della Pace nel mondo attraverso il turismo e porta il nome di Fabio Carbone, mente pitagorica classe 1978, laureato presso l’Università della Calabria in Lettere con indirizzo archeologico. «Mi son laureato in Italia, presso l’Università della Calabria, in Lettere con indirizzo Archeologico. Ho cercato di seguire i consigli del professor Gioacchino Lena, mio professore presso l’Unical, e mio mentore principale dall’inizio di questo mio percorso. Ho iniziato in Portogallo, nella rinomata “University of Aveiro”, un Master in Management and Tourism Development che ho concluso con uno studio sulla gestione delle aree archeologiche per il turismo. La mia carriera accademica  – ha proseguito Fabio Carbone – è iniziata così, un po’ per caso, soprattutto dovuto alla mia curiosità e al mio interesse verso un tema ben specifico: quella della valorizzazione integrata dei beni culturali come veicolo di sviluppo sociale. Dopo qualche anno di progetti internazionali, è seguito il dottorato di ricerca, che mi ha consacrato come accademico: un dottorato di ricerca europeo, durante il quale ho prodotto una ricerca sulla qualità della gestione dei beni culturali, considerando i differenti aspetti di questa pratica e concentrandomi sul valore sociale dei beni culturali».

Dopo tanti sacrifici è arrivata una una nomina speciale che riempie d’orgoglio…


«Sicuramente l’incarico è legato ai miei lavori di ricerca nell’ambito dell’associazione dei beni culturali e il turismo per il dialogo interculturale, ma anche per un altro aspetto della mia vita: l’impegno con il volontariato. Mi ritengo un filantropo, lo faccio di cuore, come migliaia di altre persone che ho incontrato durante le attività e le missioni. Da sempre ho fatto volontariato, e anche questo e’ nato a Crotone: andai via da Crotone ancora adolescente, quindi stavo poco con la mia famiglia, e solo durante le feste di Natale. Nonostante ciò – ha rilanciato il neo ambasciatore -, ricordo bene che il 25 dicembre ero sempre a servire alla mensa per Ie persone necessitate, gestita dalle suore nel bel mezzo della parte vecchia della città. Sono stato volontario europeo, e dopo questa esperienza son stato in Serbia, dopo la Guerra, per un progetto di Pece building della Commissione Europea; in Ecuador invece ho fatto uno studio sugli effetti negativi che lo sviluppo turistico potrebbe avere sugli indigeni nella foresta amazzonica, per cui son rimasto in una tribu’ di Shuar; ho anche lavorato pro-bono col Daka Project, per I bambini e adolescenti del Bangladesh e tante altre esperienze bellissime».

Ancora diversi i lavori in divenire per Fabio Carbone che potrebbe dare vita nel prossimo futuro ad un progetto nel quale potrebbe rientrare un paese come l’Iran.

«Su questo non posso dire tanto, perchè lo sto ancora pianificando insieme all’IIPT e coi miei contatti in Iran. Posso dire pero’ che l’Iran e’ da anni stretto in una morsa terribile: da un lato, gli angloamericani, con paesi come l’Italia che per lo piu’ gli fanno da followers, hanno condannato l’Iran a non poter godere della benevolenza internazionale solo a causa del fatto che questo paese desidera gestire le sue risorse, tra cui il petrolio, senza ingerenze esterne. Il popolo iraniano merita stima, rispetto – ha sottolineato Fabio Carbone – e posso dire che è un popolo affascinante e per molti versi simile al nostro, nel sud Italia. Gente genuina, e hanno capito che uno dei mezzi per uscire dall’isolamento ingiusto al quale sono condannati da oltre trent’anni, sarà proprio la valorizzazione dei beni culturali e il turismo, e la promozione del dialogo attraverso di essi. Un dialogo non tra potenti politici internazionale, ma tra gente comune. E io andrò li a dare il mio umile contributo in questo processo storico, tutto qui».

Una “mission” che sembra incrociarsi anche col presente della sua città di origine, quella Crotone lasciata da giovane.

«Non vivo più a Crotone da quando ero adolescente. Cosa mi manca? Forse il mare e’ ciò che mi manca di piu’, il paesaggio selvaggio che ti riporta alle origini di tutto. Dal punto di vista dello sviluppo turistico – ha rilanciato Fabio Carbone –  manca tutto. Lo dico come osservatore esterno, da tecnico, senza voler fare alcuna polemica verso questo o quel politico. Anzi, lo dico in modo costruttivo e ottimista – ha concluso – se manca tutto, vuol dire che c’e’ un lavoro affascinante da intraprendere. Basta cominciare!».

L.V.