Carburanti, prezzi in calo ma restano ai massimi: italiani ancora penalizzati

Scendono diesel e benzina su rete ordinaria e autostrade, ma rispetto al periodo pre-conflitto i rincari pesano fino a +26% e costano oltre 148 milioni a settimana agli italiani

A cura di Redazione
12 aprile 2026 21:00
Carburanti, prezzi in calo ma restano ai massimi: italiani ancora penalizzati - Foto: Redazione
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Calo generalizzato dei prezzi dei carburanti in tutta Italia. Sulla rete ordinaria il prezzo medio del gasolio scende oggi a 2,166 euro al litro, con una riduzione di 1,4 centesimi al litro rispetto ai listini di ieri, mentre la benzina cala a 1,790 euro/litro (-0,3 cent su ieri). In autostrada il diesel costa 2,193 euro/litro (-0,8 cent), la verde 1,817 euro/litro (-0,6 cent). Lo afferma il Codacons, sulla base dei dati regionali Mimit.

Le riduzioni più marcate dei listini si registrano per il gasolio in Sicilia (-2,3 cent al litro), Valle d’Aosta (-2,1 cent), Calabria (-2 cent), mentre in Molise il prezzo del diesel resta invariato.

Livelli dei listini alla pompa che, tuttavia, rimangono ancora elevatissimi, e rispetto al periodo pre-conflitto costano agli italiani la bellezza di quasi 150 milioni di euro in più a settimana solo a titolo di maggiori costi di rifornimento – calcola l’associazione.

Nel confronto con i prezzi medi praticati sulla rete italiana a fine febbraio, prima dello scoppio del conflitto in Iran, e nonostante il taglio delle accise disposto dal governo, il gasolio costa nell’ultimo periodo oltre un quarto in più, con un aumento alla pompa del +26%, mentre la benzina è rincarata di circa il 7% – rivela il Codacons – Tradotto in soldoni, un pieno di diesel costa circa 23 euro in più rispetto a febbraio, un pieno di benzina circa 5,8 euro in più.

Considerati i consumi medi giornalieri di carburanti solo sulla rete ordinaria, ossia su strade e autostrade, gli italiani si ritrovano a pagare oltre 148 milioni di euro in più a settimana per i propri rifornimenti: 128,7 milioni di euro in più per il gasolio, 19,5 milioni in più per la benzina.

Ma chi guadagna realmente grazie ai rincari dei listini alla pompa?

Il prezzo industriale rappresenta oggi una quota del 59,4% su ogni litro di gasolio acquistato al distributore, (55,1% sulla benzina), mentre le tasse, grazie al taglio delle accise, pesano per il restante 40,6% (44,9% sulla benzina).

Questo significa che i petrolieri e l’intera filiera dei carburanti incassano circa 88 milioni di euro a settimana in più rispetto a due mesi fa: oltre al costo della materia prima riconducibile alle quotazioni Platts, infatti, su ogni litro di benzina e gasolio si paga un margine lordo, ossia una quota che va a remunerare tutti gli oneri relativi ai passaggi della filiera dalla raffinazione alla distribuzione, come commissioni per broker, trasportatori, grossisti e intermediari vari, fino alla remunerazione dei gestori degli impianti, il cui margine di guadagno però è fisso, e varia dai 3 ai 5 centesimi di euro al litro e non cresce all’aumentare dei prezzi.

Lo Stato italiano, invece, attraverso Iva e accise che pesano sui carburanti incamera ogni settimana circa 61 milioni di euro in più rispetto allo scorso febbraio grazie ai rincari registrati alla pompa – conclude il Codacons.

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