Casa circondariale di Crotone, l’appello dei Radicali: «Tempi certi per riaprire il piano terra»

Visita ispettiva nell’ambito dell’iniziativa “Dove finisce lo Stato”: sotto i riflettori anche carenza di personale, assistenza sanitaria e collegamenti con il trasporto pubblico

A cura di Redazione
09 agosto 2026 08:00
Casa circondariale di Crotone, l’appello dei Radicali: «Tempi certi per riaprire il piano terra» - Foto Uff. Stampa Radicali
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Casa circondariale di Crotone, appello dei Radicali al Ministro: «Tempi certi per la riapertura del piano terra»

Visita ispettiva questa mattina alla Casa circondariale di Crotone nell’ambito di “Dove finisce lo Stato”, iniziativa di Radicali Italiani. Presenti Fabio Signoretta, Sindaco di Jonadi, Valentina Fusca di Radicali Italiani e Giulio Aldo Caparra di +Europa Crotone.

La struttura ospita circa 90 persone detenute. Al centro della visita la situazione del piano terra, chiuso da settembre 2025 per problemi strutturali e con i lavori necessari alla riapertura ancora da avviare.

«Chiediamo un intervento del Ministro della Giustizia: dopo quasi un anno occorrono tempi certi per l’avvio dei lavori e la restituzione di questi spazi all’istituto. La chiusura incide sul sovraffollamento e pone questioni relative all’accessibilità del piano superiore e alla gestione di eventuali emergenze», dichiarano Signoretta, Fusca e Caparra.

Tra le criticità anche la carenza di personale della Polizia penitenziaria, pari a circa il 35% rispetto alla dotazione organica prevista, con conseguenze sulle condizioni di lavoro di chi quotidianamente garantisce sicurezza e funzionamento dell’istituto.

«Abbiamo riscontrato un ottimo rapporto tra Polizia penitenziaria e popolazione detenuta. Crotone conferma anche come strutture penitenziarie di dimensioni contenute possano favorire relazioni migliori e modelli di rieducazione e reinserimento più efficaci. Una direzione sulla quale vale la pena investire».

Sul fronte sanitario sarebbe importante garantire la presenza medica anche nella fascia dalle 20 alle 8. Manca inoltre un mediatore culturale stabile, figura attualmente assicurata soltanto attraverso specifici progetti.

Altra criticità è l’assenza di un collegamento con il trasporto pubblico, che rende più difficile raggiungere la Casa circondariale per i familiari delle persone detenute privi di un mezzo proprio.

La visita ha fatto emergere anche buone pratiche. La prezzatura dei prodotti acquistabili attraverso il Modello 72 è risultata congrua rispetto ai prezzi esterni. Significativa anche la possibilità di consentire l’ingresso degli animali d’affezione durante le visite, contribuendo alla tutela dei legami affettivi.

«Ringraziamo la Direzione per l’accoglienza e la grande disponibilità al confronto. Le criticità rilevate richiedono risposte e risorse dai livelli competenti: mettere Direzione e personale nelle condizioni di lavorare al meglio significa migliorare la qualità della detenzione e rendere concreta la funzione rieducativa della pena prevista dalla Costituzione».

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