Case di Comunità, Tomaino avverte: “Senza organizzazione restano scatole vuote”
Il portavoce nazionale CONF.I.A.L richiama la Regione Calabria: decisivo il fattore tempo e l’utilizzo dei fondi PNRR
Le Case di Comunità rappresentano una svolta potenziale per la sanità territoriale calabrese, ma senza un cambio di passo concreto rischiano di trasformarsi nell’ennesima occasione mancata. A sostenerlo è Fabio Tomaino, portavoce nazionale CONF.I.A.L, che accende i riflettori su una riforma ritenuta decisiva ma ancora lontana dalla piena realizzazione.
“Non è una questione edilizia, è una questione organizzativa”, afferma Tomaino, sottolineando come il vero nodo non sia la costruzione delle strutture ma la loro capacità di funzionare. “Senza personale, integrazione e continuità assistenziale, queste strutture rischiano di diventare scatole vuote”.
Nel suo intervento, Tomaino ribadisce la funzione strategica delle Case di Comunità: diventare il primo presidio sanitario sul territorio, in grado di intercettare i bisogni dei cittadini, prenderli in carico e indirizzarli correttamente. Un modello che, se applicato correttamente, può alleggerire la pressione sugli ospedali e migliorare la qualità dell’assistenza.
“Se funzionano, migliorano l’assistenza e riducono le emergenze improprie. Se non funzionano, aggravano il sistema”, evidenzia il portavoce nazionale CONF.I.A.L, ricordando che esempi virtuosi esistono già in altre realtà e che non serve inventare nuovi modelli, ma applicare quelli esistenti con metodo.
Proprio il metodo, però, è al centro delle criticità. Tomaino punta il dito contro le divisioni emerse su altri fronti della sanità regionale, come la riforma del 118. “Divisioni, protagonismi e atteggiamenti da ‘prima donna’ alimentano uno scontro sterile. La sanità non è un palco, è responsabilità”.
A preoccupare è anche il fattore tempo. Le risorse del PNRR impongono scadenze stringenti e non più rinviabili. “O si accelera davvero, oppure il rischio è quello di perdere un’occasione storica”, avverte Tomaino.
Da qui l’appello al Presidente della Regione Calabria, chiamato a guidare un percorso condiviso e orientato ai risultati. “Serve un confronto unitario, capace di trasformare queste risorse in servizi reali per i cittadini”.
Il messaggio finale è chiaro: le Case di Comunità possono rappresentare una svolta concreta per il sistema sanitario calabrese oppure l’ennesima incompiuta. “La differenza la farà la capacità di fare sistema. Non si tratta di chi arriva prima, ma di arrivarci insieme”, conclude Fabio Tomaino.
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