C’è l’ok del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici: una nuova veste per il Porto di Crotone

C’è l’ok del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici: una nuova veste per il Porto di Crotone

Il porto di Crotone, come annunciato dalla stessa Autorità di Sistema portuale dei Mari Tirreno Meridionale e Ionio, guidata da Andrea Agostinelli, si rifà nuovo: adesso c’è l’approvazione da parte del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici  dell’adeguamento tecnico funzionale del Piano regolatore dello scalo di Crotone, proposto dall’Autorità  stessa per migliorare la funzionalità dell’intera infrastruttura, con specifica attenzione al settore cantieristico, peschereccio, alla crocieristica e al diporto.

L’ex area Sensi, dove un tempo operava un deposito costiero, è destinata dunque  alla fruizione pubblica, con demolizione degli edifici per ricostruire la volumetria con 3 milioni e mezzo di euro per «superare lo scoglio dei ruderi nel pieno centro di Crotone», ha detto l’autorità portuale Agostinelli. Attraverso l’Adeguamento tecnico funzionale si punta alla rigenerazione dell’intera infrastruttura per garantire «una sua maggiore funzionalità». Previsto inoltre il completamento delle banchine esistenti e l’ulteriore banchinamento dell’area dedicata alla cantieristica navale. Stessa operazione lungo Spiaggia delle Forche e l’adeguamento delle banchine lungo il Molo Giunti, lato nord. E al fine di consentire una maggiore fruibilità del Porto Vecchio è previsto anche il collegamento funzionale con la banchina di Riva attraverso la riqualificazione dell’area depositi costieri.

«Nessuna opera faraonica», ha precisato Agostinelli, ma solo un adeguamento della funzionalità dell’infrastruttura: «Bisognava partire dai dati certi, credo che la rigenerazione di quello che c’è ed è tanto debba essere fatto nei prossimi quattro anni». C’è l’ok, insomma, del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici e, al centro della nuova programmazione  in sinergia con l’Amministrazione comunale, è stato posto il water front. Sarà funzionale a creare elementi di maggiore connettività e interazione tra il porto e la città, per rendere più attrattiva l’infrastruttura portuale anche attraverso un maggiore consolidamento del legame storico dello scalo con il territorio che lo ospita.

«Un nuovo uso pubblico – ha precisato l’autorità portuale – dunque lavori tra porto antico e porto croceristico. Si riparte da questi punti fondamentali  e da un documento che non è rivoluzionario ma che offre punti fermi. Non si prevedono nuovi piazzali commerciali  ma rifunzionalizzare degli esistenti, ovvero risistemarli. Demolire i manufatti fatiscenti e far pagare chi ha inquinato, o gli eredi. Senza incolpare nessuno, però. L’autorità portuale deve investire soldi dopo questa bonifica».

Nel Porto Vecchio non sono state accolte le modifiche relative al molo di sottoflutto, che restringe l’imboccatura, mentre il prolungamento del sopraflutto sarà definito a seguito di approfondimenti tecnici che dovrà fornire l’Ente. Nel nuovo corso programmato per il porto di Crotone, anche, la maggiore attenzione al settore della croceristica, attraverso l’insediamento della società Port Operation Holding, che vanta una strutturata esperienza internazionale nel Settore, che si è aggiudicato la concessione del nuovo Terminal dedicato, con 30 navi nel 2022 nella nostra città.

Nella foto in evidenza a sinistra Vittorio Aloi, comandante della Capitaneria di Porto di Crotone, al centro Andrea Agostinelli autorità portuale di Gioia Tauro, a destra l’ingegnere Carmela De Maria.