Centrodestra con Voce, il sindaco rivendica la sua linea: “resto senza tessere di partito”
Dalla sede di via Messinetti il primo cittadino chiarisce alleanze, civismo e prospettive: “Coalizione ampia, ma resto senza tessere”
L’inaugurazione della sede del Movimento Crescere in via Messinetti diventa anche il momento per chiarire, senza filtri, il senso dell’alleanza politica che accompagnerà Vincenzo Voce verso le prossime elezioni amministrative. Il taglio della torta, simbolo della serata, richiama inevitabilmente il passato e riaccende il confronto con le dichiarazioni del 2020, in Piazza Marinai d'Itlaia, quando il sindaco rivendicava piena autonomia.
Abbiamo incontrato il sindaco ieri mattina, fuori la scuola dove ha votato. La domanda postagli è proprio su Piazza Marinai d'Italia: oggi, accanto a lui, ci sono anche quei partiti che allora erano stati avversari. Ma la risposta del primo cittadino è netta: “Non è cambiato nulla”.
Vincenzo Voce rivendica con forza la natura civica del suo progetto, pur all’interno di una coalizione più ampia: “C’è una coalizione civica, la mia, con cui torneremo alle urne. Avremo tre liste di Crescere e altre realtà civiche, come Progetto in Comune del gruppo di Antonio Megna. Più della metà della coalizione sarà composta da liste civiche”.
Il sindaco respinge l’idea di una trasformazione politica: “Il civismo non significa assenza di rapporti istituzionali. Da anni collaboro con Forza Italia, in una sinergia nata con Sergio Ferrari. È una filiera istituzionale che ho sempre auspicato, anche verso il governo nazionale, ma nell’interesse della collettività. Non mi sono denaturato: resto senza tessere di partito”.
Sul piano politico, Vincenzo Voce sottolinea come sia stata la coalizione di centrodestra a convergere su di lui: “È una coalizione che ha deciso di sostenere un sindaco civico. Questo va ribadito”.
Non manca un passaggio polemico verso il Partito Democratico, soprattutto dopo i fatti successivi alla strage di Cutro: “Gli attacchi più duri e ingiustificati li ho ricevuti dal PD. Mi dispiace per le dimissioni dei coordinatori, perché se fossero rimasti avrebbero azzerato completamente il partito”.
E sulla situazione del centrosinistra aggiunge: “Ancora non riescono a esprimere un candidato. Questo dice molto sulle loro difficoltà. L’unica certezza, al momento, è la mia candidatura”.
Il tema degli equilibri politici futuri, in caso di vittoria, viene affrontato con realismo: “Quando si governa insieme è normale che le forze politiche vengano rappresentate in giunta. È un fatto naturale. Ma è un percorso che ho scelto consapevolmente già da tempo, condividendolo con gli alleati”.
Vincenzo Voce richiama anche le esperienze già vissute in questa consiliatura, tra ingressi in giunta e nuove alleanze: “È successo con Progetto in Comune, con Antonio Megna e con l’ingresso dell’avvocato Lamanna. Così come con Stanchi dei Soliti, che hanno espresso assessori come Rossella Parise”.
Infine, il sindaco riporta il discorso sui cittadini, rivendicando l’azione amministrativa: “Alla gente non interessa se il sindaco sta da una parte o dall’altra. Io sto tra la gente e so cosa chiedono: strade, illuminazione, servizi. Chiedono una città che migliori”.
E conclude tracciando il bilancio della sua amministrazione: “Crotone sta cambiando. Quartieri riqualificati, nuovi impianti sportivi, mense, palestre, asili. Una città che rinasce dopo una gestione del centrosinistra che è stata disastrosa”.
La torta, alla fine, diventa il simbolo di questa nuova fase politica. “L’abbiamo pagata noi del Movimento Crescere e l’abbiamo divisa con tutti i cittadini: è una torta per la città”, chiude Vincenzo Voce.
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